BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Papa Francesco messaggero di pace: “Mai più violenza in nome di Dio!”

«Nella notte dei conflitti le religioni siano albe di pace. Mai più violenza in nome di Dio!». Nella moschea Heydar Aliev a Baku, Papa Francesco incontra lo sceicco Allahshukur Pashazadeh e i rappresentanti delle altre comunità, a suggello del 16° viaggio internazionale che in tre giorni (30 settembre-2 ottobre 2016) lo porta in Azerbaigian e Georgia, tra microscopiche comunità cattoliche in un oceano di islamici. Quella di Francesco è una lezione sulle religioni oggi.

LA RELIGIONE UNA NECESSITÀ DELL’UOMO
Auspica una risoluzione pacifica del conflitto in Nagorno Karabakh fra Armenia e Azerbaigian; rileva «quell’armonia in cui le religioni insieme possono costruire la società»; auspica dialogo, multiculturalità, collaborazione: «Aprendo le porte all’accoglienza e all’integrazione, si aprono le porte dei cuori di ciascuno. L’Azerbaigian coltivi la vocazione di apertura e incontro, condizioni indispensabili per costruire solidi ponti di pace e un futuro degno dell’uomo. Aprirsi agli altri non impoverisce, ma arricchisce, perché aiuta a essere più umani». Contro gli estremisti islamici, assassini che uccidono bestemmiando Dio, le religioni «hanno il grande compito di accompagnare gli uomini in cerca del senso della vita. Siamo protesi verso l’Alto infinito e verso l’altro che ci è prossimo. La religione è una necessità per l’uomo, una bussola per orientarlo al bene e allontanarlo dal male. Le religioni aiutano a discernere il bene e a metterlo in pratica; non devono mai essere strumentalizzate e mai possono assecondare conflitti e contrapposizioni».

«MAI PIÙ LA VIOLENZA IN NOME DI DIO»
In sostanza Dio non può essere invocato per interessi di parte e per fini egoistici, non può giustificare alcuna forma di fondamentalismo, imperialismo o colonialismo. Ancora una volta un grido accorato: «Mai più violenza in nome di Dio! Che il suo santo nome sia adorato, non profanato e mercanteggiato dagli odi. La voce di troppo sangue grida a Dio dalla Terra, nostra casa comune. Nella notte dei conflitti le religioni siano albe di pace, semi di rinascita tra devastazioni di morte, echi di dialogo che risuonano instancabilmente, vie di incontro e riconciliazione». Alle autorità azere nel centro Heydar Aliyev di Baku, il Pontefice riafferma che «i genuini valori religiosi sono incompatibili con la violenza in nome di Dio e con il tentativo di imporre con violenza agli altri le proprie visioni, facendosi scudo del santo nome di Dio. Ogni appartenenza etnica o ideologica, come ogni autentico cammino religioso, deve escludere atteggiamenti e concezioni che strumentalizzano le proprie convinzioni, la propria identità o il nome di Dio per legittimare sopraffazione e dominio».

SOLO 200 CATTOLICI FRA 9 MILIONI DI ISLAMICI
L’Azerbaijan festeggia i 25 anni di indipendenza. Bergoglio è ammirato per la complessità e ricchezza della cultura del Paese, frutto dell’apporto di tanti popoli che hanno abitato queste terre. «Per opporsi validamente alle pericolose derive, abbiamo bisogno che cresca la cultura della pace, che si nutre di dialogo e della consapevolezza che non sussiste alternativa alla paziente ricerca di soluzioni condivise». A Baku, capitale dell’Azerbaigian, Bergoglio visita la piccola chiesa dell’Immacolata Concezione, unica parrocchia-Cattedrale aperta nel 2007 con 200 cattolici tra oltre 9 di musulmani: la parrocchia è affidata ai salesiani. Paragona «la piccola comunità di periferia» alla comunità degli apostoli raccolti nel Cenacolo in attesa dello Spirito Santo a Gerusalemme» Definisce la fede «non un superpotere ma il filo d’oro che ci lega a Dio». Il Cristianesimo sul Mar Caspio, ha resistito nei secoli all’ondata di islamizzazione e nel XX secolo all’ateismo.

«GENDER» GRANDE NEMICO DEL MATRIMONIO E DELLA FAMIGLIA
A Tblisi in Georgia nella chiesa dell’Assunta – chiusa durante la dittatura sovietica e riconsacrata nel 1999 – parla a sacerdoti, religiosi e membri dei Consigli pastorali e rivolge una circostanziata denuncia alla teoria del gender. Un discorso a braccio, che risponde agli interventi di un giovane, una madre, un seminarista e un sacerdote, uno spaccato della Chiesa cattolica georgiana, minoranza del 2,5 per cento, composta da fedeli di rito latino, armeni e assiro-caldei: «Il matrimonio è la cosa più bella che Dio ha creato» dice rispondendo alla signora Irina, sposata e madre di due figli, che si era soffermata sulle difficoltà: «Assieme alle famiglie ortodosse siamo travolti da problemi come le nuove visioni della sessualità, come la teoria del gender».
Francesco risponde chiaramente: «Hai menzionato un grande nemico del matrimonio e della famiglia: la teoria del gender. C’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Non si distrugge solo con le armi, si distrugge con le idee: ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono. Quando si divorzia si sporca l’immagine di Dio, paga Dio e pagano i figli. Quanto soffrono i figli quando vedono le liti e la separazione dei genitori. Come si aiutano le coppie? Con l’accoglienza, la vicinanza, l’accompagnamento, il discernimento e l’integrazione nel corpo della Chiesa. Accogliere, accompagnare, discernere e integrare». Aggiunge: è normale litigare, ma non si deve finire la giornata senza fare pace «perché la guerra del giorno dopo è pericolosissima».

DIAGOLO ECUMENICO
Per rafforzare i legami tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa di Georgia Papa Francesco incontra Ilia II, «Catholicos» e Patriarca di tutta la Georgia, che in giugno boicottò il Sinodo panortodosso di Creta. Dice Bergoglio: «Desidero essere amico sincero di questa terra e di questa cara popolazione, che non dimentica il bene ricevuto e il cui tratto ospitale si sposa con uno stile di vita genuinamente speranzoso». Dalla Georgia il pensiero va alle non lontane Siria e Iraq, da dove provengono molti profughi cattolici e caldei fuggiti alle persecuzioni e al genocidio perpetrati dal Califfato.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.