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L’industria evolve ed esce dai confini delle fabbriche per crescere fotogallery

Se l’assemblea di Confindustria Bergamo può considerarsi uno dei termometri per valutare lo stato di salute dell’economia orobica, allora diciamo che siamo in una fase post convalescenza (la crisi) ma con molta voglia di rimettersi in piedi. Il messaggio che esce da quest’assemblea è che da soli non si va da nessuna parte.

Non è una novità. Ma lo sguardo di un tessuto industriale che grazie all’internazionalizzazione soffre di più le incertezze delle crisi globali e vorrebbe avere almeno a casa propria certezze.

Ed è proprio alla “casa” che pensa Confindustria. Una casa che si chiama Europa. Banditi i confini della Bergamasca. Con buona pace dell’assessore regionale Alessandro Sorte che dichiara: “Non voglio mai essere bresciano”.

L’industria – asse portante della nostra economia – ha bisogno di una rete che è fatta di maglie strette, di fili resistenti, per essere robusta e sicura: dare certezze. La linea tracciata dal sindaco Giorgio Gori piace. “Stimo il presidente di Assolombarda – afferma il sindaco di Bergamo – ma la visione che ha espresso in un’intervista che ho letto questa mattina è ancora troppo milanocentrica”. Secondo Gori “non ci si può fermare all’Adda, il cuore dell’industria manifatturiera italiana è ad est di Milano, è a Bergamo e a Brescia”. E conclude: “non basta il Patto per Milano siglato con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, ci vuole anche un patto per il nostro territorio”.

Quella Bergamasca è un’economia che stringe uno stretto rapporto con la scuola. Bene lo sa Cristina Bombassei che ha una delega alla formazione e segue da vicino i molti progetti di alternanza scuola-lavoro. Nell’intervento del Presidente della Provincia Matteo Rossi (leggi qui la versione integrale) rimarca:  “Un grande investimento sulla Formazione professionale, siamo stati i primi in Italia a firmare il Protocollo per il sistema duale, c’è stato una decisa scelta d’investimento sugli Its. E faccio appello a tutti voi affinché nel 2017 si possa aprire un nuovo Its per la filiera agroalimentare proprio mentre la lombardia orientale sarà capitale europea della gastronomia. Serve l’adesione di tante imprese del settore per poter realizzare questo obiettivo”.

Politica ed economia sembra per una volta trovare una linea d’orizzonte comune. Entrambe capiscono che solo insieme si può progettare e costruire, sulle ceneri dello tsunami della crisi economica che si è aperta nel 2008.

Come deve essere questa nuova Confindustria? Secondo Boccia “Deve essere politica ma equidistante dai partiti, deve esprimere proposte e contenuti, concertandole nel dibattito interno e quando sono condivise deve proporle. Mi sembra che questo sia il ruolo di un corpo intermedio dello Stato, altrimenti parliamo solo di cose da fare nelle imprese, che è un elemento importante”.

Lo sguardo è lontano, ma i piedi restano ben saldi nella bergamasca. Terra che non manca – come l’Italia o l’Europa – di avere un “Sistema barocco”. L’espressione è del Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda. (leggi qui). 

Ecco allora che serve guardare a Bergamo. Il presidente Ercole Galizzi, nella sua corposa relazione (leggi qui la versione integrale) lancia l’allarme per lo scalo merci, che “chiude tra un anno e continua a mancare la possibilità di una rilocalizzazione”. “È un clamoroso fallimento per tutti. È un investimento privato che non si riesce a realizzare con conseguenze negative per tutti, in particolare per le aziende chimiche che rischiano di chiudere per mancanza di forniture di materie prime. Penso alle aziende chimiche che non avranno più una base per collocare le loro materie prime”.

L’economia bergamasca si sta risollevando con fatica, non manca di alzare lo sguardo e confida in una crescita. È pronta ad allacciare i rapporti con tutti coloro che intendono risollevare questo Paese. Lo aveva già annunciato a Bergamonews.it il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia (leggi qui l’articolo) che chiude il suo intervento in assemblea con una battuta: “Se il destino sarà avverso, peggio per lui”.

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