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I disabili a Bergamo: “Mezzi pubblici, attraversamenti e città alta: troppe barriere”

Luigi Feliciani, presidente di Anmil Bergamo, commenta la classifica delle province per vivibilità e accessibilità: “Cerchiamo di sensibilizzare le amministrazioni comunali: per i disabili essere autosufficienti è una grande iniezione di autostima”.

Il 31esimo posto su 106 province assegnato dall’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro alla provincia di Bergamo per vivibilità e accessibilità non può lasciare soddisfatti: eppure per il presidente dell’Anmil bergamasca Luigi Feliciani non è tutto da buttare.

“La mia personalissima valutazione sulla situazione in provincia da 1 a 10 è 6 (in linea con quanto emerso dall’indagine condotta a livello nazionale ndr) – commenta – È vero, siamo peggio di alcune città ma siamo meglio di tante altre”.

La situazione, ammette il presidente Feliciani, è molto variegata: da una città di Bergamo che “è messa un po’ meglio” ad alcune zone che presentano “situazioni macroscopiche”.

“In particolare a non essere adeguati sono i mezzi pubblici, attraversamenti pedonali, barriere architettoniche: mancano gli avvisi sonori per i non vedenti, non tutte le pensiline sono adatte alle carrozzine o anche solo agli anziani. Ciò che ci preoccupa sono anche i numerosi tagli con cui dobbiamo confrontarci: associazioni come la nostra sono costrette a fare sacrifici interni, mancando di dare servizi quali l’accompagnamento nelle situazioni in cui il disabile non è autonomo”.

Anmil Bergamo rappresenta circa 14mila persone in provincia e conta 7mila iscritti la cui attività all’interno dell’associazione è importantissima: è da loro, infatti, che arrivano la maggior parte delle segnalazioni, richieste di intervento, consigli.

“Sono direttamente loro a segnalarci disservizi e noi facciamo da recettori: quando veniamo a conoscenza delle mancanze di sensibilizzare le amministrazioni comunali per intervenire il prima possibile – continua Feliciani – Siamo consapevoli che i Comuni hanno difficoltà economiche però cerchiamo di farci sentire: in città, pur avendo situazioni meno pesanti, ci sono tante cose ancora da sistemare ma possiamo contare anche sull’intervento di altre associazioni. Purtroppo chi non vive la disabilità non si rende conto di quanto sia difficile spostarsi per chi invece ne è affetto. Dalla classica barriera fisica a quelle culturali, molto più difficili da superare”.

A Bergamo rimane una barriera fisica quasi insuperabile per i disabili: “Città alta è praticamente inaccessibile – confessa Feliciani – Un disabile deve per forza essere accompagnato”.

Per il futuro, e per migliorare la condizioni dei disabili in città e provincia, il presidente Feliciani ha un appello da fare: “Chiediamo maggiore sensibilità verso le richieste dei nostri assistiti perchè chiedono solamente più autonomia, nient’altro. Chiedono che vengano abbattute queste barriere per essere autonomi e non dover pesare su nessun altro: per un disabile è un aspetto importantissimo per sentirsi veramente parte della società. È una condizione che aumenta l’autostima”.

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