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Naufragio di Lampedusa, il 3 ottobre a Torre Boldone proiezione di “Fuocoammare”

Lunedì 3 ottobre alle 21, alla Sala Gamma di Torre Boldone, verrà proiettato il docu-film “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi.

Una data, quella del 3 ottobre, che non è stata scelta a caso. Si tratta infatti dell’anniversario della tragedia di Lampedusa: il naufragio di una imbarcazione libica usata per il trasporto di migranti avvenuto nel 2013 a poche miglia del porto di Lampedusa. L’affondamento ha provocato 366 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, numeri che la pongono come una delle più gravi catastrofi marittime nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo. I superstiti salvati sono 155, di cui 41 minori.

LA SCHEDA

Regia: Gianfranco Rosi
Anno di produzione: 2016
Durata: 108′
Tipologia: documentario
Genere: sociale
Paese: Italia/Francia
Produzione: Stemal Entertainment, 21Uno Film, Cinecittà Luce, Rai Cinema, Les Films d’Ici, Arte Cinema, ARTE France
Distributore: 01 Distribution
Data di uscita: 18 febbraio 2016
Titolo originale: Fuocoammare
Altri titoli: Oltre Lampedusa ­ Mare Nostrum ­ Fire at Sea

TRAMA

Gianfranco Rosi è andato a Lampedusa, nell’epicentro del clamore mediatico, per cercare, laddove sembrerebbe non esserci più, l’invisibile e le sue storie. Seguendo il suo metodo di totale immersione, Rosi si è trasferito per più di un anno sull’isola facendo esperienza di cosa vuol dire vivere sul confine più simbolico d’Europa raccontando i diversi destini di chi sull’isola ci abita da sempre, i lampedusani, e chi ci arriva per andare altrove, i migranti.

Da questa immersione è nato “Fuocoammare”. Racconta di Samuele che ha 12 anni, va a scuola, ama tirare con la fionda e andare a caccia. Gli piacciono i giochi di terra, anche se tutto intorno a lui parla del mare e di uomini, donne e bambini che cercano di attraversarlo per raggiungere la sua isola. Ma non è un’isola come le altre, è Lampedusa, approdo negli ultimi 20 anni di migliaia di migranti in cerca di libertà. Samuele e i lampedusani sono i testimoni a volte inconsapevoli, a volte muti, a volte partecipi, di una tra le più grandi tragedie umane dei nostri tempi.

L’INTERVISTA

“Sono molto felice. Questa candidatura va oltre il mio film – Dichiara Gianfranco Rosi, raggiunto a Parigi il giorno dell’opening per la sua uscita in Francia -. In questi 8 mesi il film è stato distribuito in più di 60 paesi. E mi sembra essere diventato un film di tutti. In un mondo in cui si continuano a erigere muri e barriere spero che questo film possa  seguire  le  parole  di  Obama: chi  costruisce  dei  muri costruisce una prigione per sé stesso. Meryl Streep mi disse a Berlino: “Vorrei che il tuo film arrivasse agli Oscar”. Sarebbe davvero un sogno portare a Los Angeles Pietro Bartolo, Samuele e Peppino”.

Ho appena scoperto che anche l’Ucraina lo ha fatto. Questo testimonia che il confine tra cinema e documentario è sempre più labile (il film è iscritto agli Oscar anche nella categoria dei documentari. E’ anche candidato per l’European Academy). Da febbraio non mi sono mai fermato. Sono in giro in tutto il mondo come una trottola. Il messaggio di questo film arriva forte e chiaro. Ed è necessario che io lo accompagni il più possibile nel suo viaggio, anche se i paesi in cui è stato distribuito sono più di 60 e non potrò essere presente dappertutto, ma faccio il possibile spesso al fianco del magnifico Pietro Bartolo, vero testimone di questo film. Anche in questo momento (che) sono a Parigi per l’uscita del film in Francia,
Prossima tappa, ben prima della vera campagna Oscar, è proprio l’ America. Il film esce il 21 ottobre dove mi dedicheranno una retrospettiva al BAM, dopo i 3 festival più importanti in America (Toronto, Teluride, New York).

Grazie ai produttori Donatella Palermo, Paolo Del Brocco di Rai Cinema, Roberto Cicutto, Carla Cattani, Serge Lalou per aver creduto in questo film dal primo momento”.
Raggiunto a Parigi da Pietro Bartolo (dopo aver accolto un altro sbarco ieri notte), il medico di Lampedusa dichiara: “Siamo riusciti ad accendere un faro in Europa. Ora lo abbiamo acceso nel mondo. Questo grazie a Gianfranco . Questo perché io sono un medico. Non sono un attore. Sono anni che volevamo che si accendesse questo faro e spero che attraverso questo messaggio si possa contribuire a dare fine a questa tragedia. La gente comincia a capire e voglio sognare che sarà così. Per me Gianfranco è stato il genio della lampada. Per me io già vinto tutto.”
Donatella Palermo ha dichiarato: “Chiunque ha votato non importa ha votato la coscienza di un paese offeso violentato lasciato Solo davanti alla più grande tragedia dei nostri tempi. Mi piace pensare che abbiano votato per lo sguardo felice dei bambini raccolti dal mare, per la compassione degli uomini di Lampedusa che li accolgono”.

LA PROGRAMMAZIONE

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