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I volontari bergamaschi ad Amatrice: “Scenario sconvolgente, fieri del lavoro svolto”

Per una decina di giorni i volontari della Croce Blu di Gromo sono stati in prima linea ad Amatrice: i loro racconti, le loro emozioni, le difficoltà di far fronte ad una grande devastazione e di supportare chi nel sisma ha perso tutto.

Sono stati tra i primi a partire, al seguito del presidente Battista Santus, e a toccare con mano la devastazione provocata dal sisma del sesto grado della scala Richter nella notte tra martedì 23 e mercoledì 24 agosto ad Amatrice: i volontari della Croce Blu di Gromo hanno affrontato la prima emergenza, quella più complicata, dando supporto logistico e psicologico alla popolazione.

Il 26 agosto Valerio Zucchelli, Ivan Rossi, Antonio Rossi e Roberto Cominelli sono partiti alla volta del Centro Italia per coordinare, allestire e gestire gli impianti idraulici ed elettrici, due giorni più tardi sono stati raggiunti da Roberto Carissimi e Salvatore Perna che si sono occupati del supporto alla logistica e della sistemazione di tettoie e teli di copertura per far defluire l’acqua piovana.

Tutti sono tornati una decina di giorni dopo, domenica 4 settembre, con un immenso bagaglio di esperienze ed emozioni: a raccontarle sono stati proprio loro a “Codice Blu”, mensile interno alla Croce Blu di Gromo.

“Il telefono è squillato verso le 4 di notte, era responsabile operativo nazionale Egidio Pelegatti e a seguire la Sala Operativa Nazionale che mi allertavano per un terremoto devastante in centro Italia. La mia prima preoccupazione è stata quella di far partire una quantità di materiale non indifferente: in poche ore tutto era in viaggio per Amatrice. Ho trovato uno scenario sconvolgente, tutto il paese distrutto e il 10% degli abitanti perito sotto le macerie. La cosa più tremenda è stata convivere e lavorare con tanti morti, convivere e aiutare la gente arrivata nel campo e cercare di essere operativi e propositivi anche in questa situazione drammatica. Nonostante le difficoltà tutto il nostro lavoro è funzionato alla perfezione”.

Per qualcuno dei volontari, come Ivan Rossi, Amatrice è stata la prima esperienza in assoluto di protezione civile: “L’emozione e la voglia di partire – ha raccontato – si sono un po’ spente alla vista di quello che era rimasto della cittadina di Amatrice. Però eravamo lì e, tristi o no, dovevamo fare tutto quello che ci era possibile per poter essere d’aiuto alle persone che risiedevano nel nostro campo e al campo stesso. La settimana trascorsa ad Amatrice è stata dura, forte e intensa sia dal punto di vista fisico che psicologico. Ma allo stesso tempo anche molto bella nella quale abbiamo avuto occasione di incontrare e fare amicizia con volontari di altre associazioni Anpas. Anche se all’interno del campo ognuno aveva mansioni diverse si è creato un bellissimo gruppo basato sul lavoro, l’allegria e sulla collaborazione reciproca: eravamo lì tutti per unico obiettivo, cercare per quanto possibile di dare una mano ai residenti del campo. Uno dei momenti che mi ha reso più felice è stato mentre stavo sistemando una porta e ringraziando una signora per l’attesa lei mi ha risposto con un sorriso e con gli occhi lucidi: ‘Non mi ringraziare, sono io che devo ringraziare voi per tutto quello che state facendo per noi’”.

Ma le emozioni sono state fortissime anche per chi è abituato a partire in situazioni simili e che, al suo arrivo, si è trovato scene durissime: “Il cuore ti si stringe quando incontri gente che ha perso tutto – ha spiegato Antonio RossiTi senti spaesato. Ho cercato di dare tutto quello che potevo e sono tornato sereno, appagato di questa esperienza e pagato con lo stipendio che compete a un volontario: un grazie, un abbraccio, un sorriso. A colpirmi di più sono state le persone che nonostante il dolore della perdita dei loro cari e cose ci hanno sempre riservato un saluto e un ringraziamento”.

“Approfitto dell’occasione per ringraziare tutti i volontari che sono intervenuti ad Amatrice – ha concluso il coordinatore Valerio Zucchelli – i volontari, i dipendenti e le ragazze del servizio civile che sono rimasti presso la sede disponibili a portare avanti tutte le attività dell’associazione. Ringrazio tutti per l’ottima riuscita della cena solidale tenutasi presso il nostro magazzino, credo che tutti possiamo esser fieri e orgogliosi del lavoro svolto”.

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