BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Chaves, il “Colibrì” colombiano con nido a Bergamo: “Così ho conquistato il Giro di Lombardia” fotogallery video

“Un sogno si è avverato”. Queste sono state le prime parole di Esteban Chaves, primo vincitore extraeuropeo del Giro di Lombardia.

“Un fatto eccezionale ma non un incidente” replica il colombiano di fronte alle domande dei cronisti “è merito di tutta la squadra che ha lavorato molto, ma anche di direttori sportivi, manager e meccanici”.

C’è da ricordare che Chaves è passato professionista con la squadra capitanata dall’ex corridore di Curno Claudio Corti, la Colombia Coldeportes, e per questo conosceva molto bene il percorso. Fondamentale per lui gli ultimi tre chilometri, come lui stesso racconta: “Conoscevo l’ultimo strappo e sapevo che era in pavè, così ho provato ad attaccare, ma Uran ha resistito. Abbiamo provato ad andarcene insieme, ma Rosa è rientrato. Sono rimasto calmo, nonostante l’emozione per il Lombardia, e ho aspettato l’ultima curva prima di lanciare la volata, vedendo se qualcuno partiva. A quel punto sono partito io”.

Un feeling speciale con una squadra che pare una famiglia, come ricorda lo stesso Esteban citando il nome del direttore sportivo della Orica Greenedge, il bergamasco Vittorio Algeri, al quale va il merito di aver portato molta esperienza alla squadra, oltre ad aver creato un ottimo clima. Un ringraziamento va anche a Claudio Corti: “Con lui ho un feeling speciale, è stato in grado di trasmettermi la passione da italiano per corse come Milano-Sanremo, Tirreno-Adriatico, Giro d’Italia e il GiroLombardia. È stato fondamentale per la mia carriera, come lo sono stati i miei genitori, come lo è ad oggi la squadra per cui corro”.

Per Chaves questa è stata l’ ultima gara della stagione, e come dice lui “ora vacanze, perché il ciclismo è stress. Per poter correre bene occorre rilassarsi, quindi ora vacanze, poi si pensa alla prossima stagione, “sueno amarillo” compreso”.

Prima delle vacanze però una bella festa: “Non so che farò stasera, probabilmente una bella pizza con i miei compagni di squadra”.

Come c’è chi sorride, c’è anche chi rimane deluso e questo è il caso di Diego Rosa, arrivato secondo sul traguardo, a pochi centimetri dal vincitore : “ Speravo di sorprendere i colombiani e far un po’ di più. Ho la consapevolezza di aver perso una corsa a 50 m dal traguardo”.
Una prestazione che è merito anche di Fabio Aru, alla partenza capitano designato dell’Astana, che in corsa ha scelto di lasciargli spazio: “Ho parlato con lui dopo 60 km, gli ho detto che stavo bene e lui mi ha dato il via libera. Quando Chaves ha attaccato, sono salito costante, per poi rientrare con il mio passo”. Con il senno di poi Rosa avrebbe voluto cambiare questa corsa, almeno in parte : “Avrei voluto cambiare lo scatto all’ultimo chilometro, poiché sapevo che che sarebbe stato difficile in volata. Avrei cambiato anche l’ultima curva a trecento metri dall’arrivo. Ho tirato troppo i freni e forse lo ho fatto, memore della caduta avuta due anni fa nello stesso”.

Una corsa durissima, come confessato dallo stesso corridore piemontese: “Abbiamo corso un po’ alla garibaldina, con una fuga partita solo sul Ghisallo e un ritmo che non ha fatto comodo a nessuno. Una gara molto dura, forse un po’ meno per chi stava bene”.

Nonostante la sconfitta, nessun dramma per Diego, che lascia il traguardo con il sorriso e pensa al futuro : “Ho un aereo che mi aspetta per l’addio al nubilato. Prima il matrimonio, poi penserò alla prossima stagione”.

Al terzo gradino del podio un agguerritissimo Rigoberto Uran, che senza rimpianti, riconosce la maggior forza degli avversari: “È stata una corsa durissima. Ho provato ad attaccare sull’ultima salita, ma non li ho staccati. Siamo arrivati assieme ed ha vinto il più veloce. Peccato perdere una corsa così in volata però esser sul podio è sempre un onore”.

Unica recriminazione la discesa giù da Sant’Antonio Abbandonato , in cui l’errore in una curva gli è costato un notevole sforzo fisico per rientrare, pagato nel finale. Infine Uran ha parlato anche del suo connazionale Chaves, definendolo “un grande corridore in grado di arrivare a podio dovunque e di vincere la corsa più bella, il Giro di Lombardia”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.