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Settembre di sangue sulle strade, 4 giovanissimi morti: “Ecco come prevenire” fotogallery

Un mese drammatico in Bergamasca: 5 morti in totale, di cui 2 minorenni. I consigli di Stefano Pelliccioli, vice presidente dell'associazione nazionale traumatizzati cranici

Quello che si sta per chiudere è stato un mese di sangue lungo le strade bergamasche. Cinque i morti in altrettanti incidenti avvenuti a Seriate, Costa Volpino, Sedrina, Scanzorosciate e Treviglio. E quattro delle 5 vittime sono ragazzi giovanissimi, di cui due addirittura minorenni.

Il 17enne Aramis Gambirasio è deceduto nella tarda serata di sabato 10 settembre dopo aver perso il controllo del proprio scooter ed essersi schiantato contro un lampione in via Decò e Canetta a Seriate. La seconda vittima il giorno seguente: Rossella Salvetti, mamma 38enne di Breno (Bs), è morta in un incidente in auto a Costa Volpino. Passano poche ore e all’interno della galleria di Montenegrone, a Scanzorosciate, dopo uno scontro frontale tra due vetture muore Samuele Piazzini, 21enne di Pradalunga.

Nella seconda metà del mese, il 21 settembre, a Sedrina Daniel Ghisalberti, 22 anni, si ribalta in via dei Ponti.

daniel ghisalberti

(Daniel Ghisalberti, 22 anni)

Lunedì 26 settembre la quarta tragedia del mese: a Treviglio, mentre torna da scuola, perde la vita in moto Giorgio Tosini, 17enne di Pontirolo.

“E’ un bilancio che somiglia sempre più a bollettino di guerra – commenta Stefano Pelliccioli, presidente dell’associazione “Amici di Samuel” e vice presidente della federazione nazionale associazione traumi cranici – . E’ una battaglia infinita contro cui le iniziative di comunità e istituzionali non riescono ad avere la meglio”.

samuele piazzini

(Samuele Piazzini, 21 anni)

Sono i numeri a far capire quanto sia drammatica la situazione: “Su scala nazionale sono circa quattromila all’anno vittime della strada – prosegue Pelliccioli – , a cui si affiancano altre ventimila persone vittime di gravi cerebrolesioni e che per tutta la loro vita  dovranno lottare insieme ai loro cari contro una società che fa dell’indifferenza la sua arma peggiore. Sì, perchè oltre alla vittime dirette ci sono quelle indirette: mi riferisco ai familiari dei coinvolti in incidenti, costretti a vivere nel dolore di una perdita o nella sofferenza di un ferito grave”.

aramis gambirasio

(Aramis Gambirasio, 17 anni)

Ma quali sono le cause principali degli incidenti stradali? “Ne indicherei due su tutte: velocità e concentrazione. La prima spesso non consente alle persone anche attente di poter evitare impatti a volte mortali. La seconda rientra in un fenomeno piuttosto strano: la stragrande maggioranza dei sinistri avviene nelle vicinanze di luoghi di arrivo come casa, scuola o fabbrica, perchè in quei momenti ci si concentra più sul da farsi dopo aver raggiunto la destinazione. Senza scordare l’utilizzo del cellulare alla guida, un nemico della strada sempre più diffuso”.

Giorgio Tosini

(Giorgio Tosini, 17 anni)

Due dei quattro morti di settembre in Bergamasca, sono causati da incidenti in moto: “È fondamentale indossare il casco e allacciarlo. Sembrerà una banalità, ma meglio precisarlo perchè molti ragazzi o lo portano al braccio, oppure lo appoggiano sopra la testa per poi abbassarlo con un cenno alla vista di un posto di blocco della polizia. E soprattutto comprate un casco di qualità e non accontentavi di quelli a basso costo: è un investimento sulla vostra vita. Mio figlio Samuel, ad esempio, in occasione del suo incidente si è salvato solo perchè indossava un buon casco che ha attutito il colpo. Ci sarebbero anche i gusci para-schiena o i giubbetti-airbag che si potrebbero indossare per limitare i danni di eventuali scontri”.

Fondamentale anche lo stato del proprio mezzo: “Che sia una moto o un’auto, deve essere sempre perfettamente funzionante. Mi riferisco all’apparato frenante, alle luci e alla pressione pneumatici: piccoli particolari che però possono fare la differenza sulla strada”.

stefano pelliccioli

(Stefano Pelliccioli, presidente “Amici di Samuel”)

“Solo se diventiamo consapevoli che basta un attimo per perdere la vita ma poi non basta una vita per scordare quell’attimo, riusciremo a essere vincenti in questa guerra infinita che vede i ragazzi tra le maggiori vittime – conclude Pelliccioli -. Per chi volesse maggiori informazioni, può visitare il nostro sito (CLICCA QUI) in cui c’è la toccante storia di mio figlio, oppure contattare il numero 320-1625430″.

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