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Mensa a Treviglio, recuperati 111mila euro dai genitori insolventi: “Questione lasciata andare per troppo tempo”

Salgono a 111.206 euro i crediti recuperati dal giro di vite messo a punto dal sindaco Juri Imeri nei confronti delle famiglie che hanno un debito con Gemeaz, la società fornitrice di pasti alle mense scolastiche. Il dato è stato comunicato dallo stesso Imeri nel corso del consiglio comunale di martedì 27 settembre in seguito ad un’interpellanza ad hoc presentata dai consiglieri Pd Laura Rossoni, Stefano Sonzogni ed Erik Molteni nella quale veniva inoltre chiesto di comunicare quali cautele fossero state adottate per tutelare sul piano educativo e psicologico i minori esclusi dal servizio. “Dal 29 luglio al 22 settembre – ha fatto sapere Imeri – nelle casse di Gemeaz sono entrati, grazie all’azione di recupero crediti, 111.206 euro, ai quali si aggiungono i vari piani di rientro stipulati.

Dal 5 settembre, dopo, quindi, la scadenza per i pagamenti fissata per il 26 agosto, sono state attivate 113 rateizzazioni, e, ad oggi, sono circa 40 le famiglie morose di cui 4 in via di risoluzione. Il contatto giornaliero con Gemeaz, che trasmette costantemente lo stato di fatto dei saldi, ha permesso di definire in maniera puntuale la situazione. Sono molto soddisfatto, perché ci abbiamo messo la faccia. Inoltre, con la stessa società ci sarà un altro incontro per migliorare la qualità dei pasti”.

“Il sindaco – ha aggiunto Laura Rossoni – ha risposto solo parzialmente all’interpellanza. L’elevato ammontare del debito è una testimonianza del fatto che, la questione, si sia lasciata andare per troppo tempo”.

Poi incalza: “Il fatto che, non appena gli uffici si sono attivati hanno recuperato gran parte dei crediti delle famiglie, è segno che, se ci si fosse mossi prima, questa situazione non si sarebbe venuta a creare. Nella sua risposta, poi, il sindaco ha eluso quello che è il cuore dell’interpellanza, ossia: quali cautele vengono fornite dall’amministrazione ai figli che per colpa, o impossibilità, dei genitori sono esclusi dal servizio mensa? Inoltre, come si pone l’amministrazione di fronte alla privazione del valore educativo della mensa per i bambini?”.

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