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La cultura a portata di clik: al Liceo Sarpi nasce il primo museo virtuale della città

Vede la luce il Museo Virtuale del Liceo Paolo Sarpi di Bergamo: il progetto si è aggiudicato un bando nazionale del MIUR

La città di Bergamo ha il suo primo museo virtuale. Con un clik su www.museovirtualesarpi.it è ora possibile entrare nel Gabinetto di Fisica del Liceo Paolo Sarpi e svelare i tesori di una delle collezioni di strumenti di fisica più interessanti non solo in ambito italiano, ma anche europeo. Il laboratorio scientifico – istituito dal matematico e letterato bergamasco Lorenzo Mascheroni nel 1783 – custodisce una raccolta ben conservata di 450 pregevoli oggetti databili tra la fine del ‘700 e i primi del ‘900, ancora collocati negli arredi originali, che i visitatori potranno letteralmente aprire con un click, per osservare da vicino questa preziosa testimonianza dell’eredità culturale bergamasca.

La navigazione consente di accedere a un tour virtuale dell’intero edificio – che, lo ricordiamo, è stato progettato nel 1841 dall’architetto Ferdinando Crivelli – e da qui all’interno del Gabinetto di Fisica; gli strumenti, collocati negli armadi che rivestono le pareti, sono visibili sia nel loro insieme, sia singolarmente, e di ciascuno è disponibile la scheda descrittiva.

Il nuovo Museo Virtuale è stato presentato oggi ai cittadini bergamaschi con un incontro a cui hanno presenziato Antonio Signori, Dirigente scolastico del Liceo “Paolo Sarpi”, Patrizia Graziani, Dirigente dell’Ambito Territoriale di Bergamo, Nadia Ghisalberti, Assessore alla cultura del Comune di Bergamo, Perlita Serra, Consigliere con delega all’istruzione della Provincia di Bergamo e le istituzioni che hanno collaborato al progetto. “Il Liceo Paolo Sarpi ha conservato e tutelato nei secoli il suo Gabinetto di Fisica e, negli ultimi anni, lo ha aperto alla collettività bergamasca e non solo, attraverso varie iniziative di carattere divulgativo”, dichiara Antonio Signori. “Oggi, grazie alle potenzialità offerte dal web, questo patrimonio diventa accessibile a un pubblico potenzialmente senza confini”.

L’assessore alla cultura di Bergamo dott.sa Nadia Ghisalberti aggiunge: “dopo l’inaugurazione del MusLi, il Liceo Sarpi fa ancora parlare di sé con questa interessante iniziativa.
Il museo virtuale del suo Gabinetto di Fisica, il primo in città, è un modo innovativo per far conoscere un altro patrimonio storico e culturale poco conosciuto, rendendolo disponibile a tutta la comunità. Un lavoro di rete che ha visto impegnate alcune realtà del territorio, ingaggiando in prima persona i giovani studenti dell’istituto”.

La realizzazione del Museo Virtuale del Gabinetto di Fisica del Liceo classico Paolo Sarpi è il frutto di una collaborazione didattico-scientifica tra il Liceo stesso e l’Università degli Studi di Bergamo, con la partecipazione dell’Istituto statale di istruzione superiore Giacomo Quarenghi di Bergamo e del centro FBK – Bruno Kessler Foundation di Trento. Il progetto – vincitore di un bando nazionale e finanziato dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR) attraverso le misure previste dalla legge L.113/91 (L.6/2000) per la “Diffusione della cultura scientifica” – ha consentito, grazie alle nuove opportunità offerte dall’universo digitale, di valorizzare e divulgare la collezione degli strumenti scientifici appartenenti al Gabinetto di Fisica del Liceo Paolo Sarpi, stimolando e avvicinando alla visita reale del luogo. Il Museo Virtuale ha trasformato e ampliato i mezzi di conoscenza e comunicazione di queste ricchezze nascoste, aprendo virtualmente gli spazi attraverso la navigazione di immagini sferiche e l’esplorazione di modelli 3D e consentendo all’utente la condivisione di testi, immagini e video sul web.

Il progetto è stato realizzato – sotto la responsabilità scientifica del prof. Alessio Cardaci della Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bergamo – grazie al lavoro di coordinamento di una commissione appositamente nominata, costituita dai proff. Enrica Raffaelli e Gianluigi Trivia del Liceo Paolo Sarpi e dalla prof.ssa Laura Serra Perani dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo. L’attuazione del disegno propositivo ha visto il coinvolgimento sia di studenti universitari che dei ragazzi delle scuole coinvolte nel progetto, realizzando in tal modo una sperimentazione didattica volta a favorire scambi interdisciplinari e a stimolare un dialogo tra giovani aventi una formazione culturale differente.

Particolare riconoscenza va alla prof.ssa Laura Serra Perani, curatrice dei testi del Museo Virtuale e già autrice del Catalogo degli strumenti del Gabinetto di Fisica; un doveroso ringraziamento è rivolto all’ingegnere Pietro Azzola, per le acquisizioni fotografiche e l’elaborazione delle immagini e al dottor Antonio Canu, per la costruzione e l’implementazione del portale web (con la supervisione dei proff. Gianluigi Trivia e Enrica Raffaelli).

Un ringraziamento agli studenti del liceo “Paolo Sarpi”, e in particolare agli allievi Rossella Borella, Giacomo Colombo, Giulia Foglieni, Giulia Vitale e Martina Minervini che, guidati dalla prof.ssa Enrica Raffaelli, hanno partecipato con impegno alle fasi realizzative del progetto; un doveroso ringraziamento va all’aiutante tecnico Donato Rizzello.

La produzione dei materiali è stata possibile grazie al laboratorio Lab_S.A.B.E (Survey and Analisys of Building and Envirorement) dell’Università degli Studi di Bergamo che ha fornito la strumentazione e le competenze tecnico-scientifiche necessarie al progetto.

Si ringrazia altresì il prof. Lillo Milia per la coordinazione dei lavori (rilievo topografico, fotogrammetrico, produzione di panorami a 360° e successiva elaborazione delle immagini) per la realizzazione dell’esterno dell’edificio del Liceo, del tour virtuale e dei modelli 3D di alcuni strumenti del Gabinetto di Fisica. Alla realizzazione dei suddetti materiali hanno partecipato attivamente gli studenti del laboratorio di Geomatica dell’Istituto Giacomo Quarenghi di Bergamo.
Un importante apporto tecnico e scientifico è stato fornito dal gruppo 3DOM (3D Optical Metrology unit), diretto dal Prof. Fabio Remondino, del centro di ricerca FBK – Bruno Kessler Foundation di Trento, partner esterno del progetto.

IL GABINETTO DI FISICA DEL LICEO CLASSICO PAOLO SARPI

Il Liceo Sarpi proviene dalla più antica scuola bergamasca e ne raccoglie l’eredità culturale non solo, come ci si aspetta, in ambito umanistico, ma anche in ambito scientifico, evidenziando, attraverso la ricchezza del suo Gabinetto di Fisica, l’importanza che l’insegnamento delle Scienze sperimentali rivestiva nella didattica ottocentesca.

Il valore storico e culturale della collezione del Gabinetto di Fisica del Liceo Paolo Sarpi non è rappresentato solo dalla ricchezza della dotazione, che comprende circa 450 strumenti la cui datazione è compresa fra la fine del Settecento e i primi anni del Novecento. Gli strumenti infatti sono ancora collocati negli arredi originali (gli armadi appositamente costruiti per il Gabinetto di Fisica nel 1853) di un ambiente che rappresenta una specie di luogo della memoria, scenografia perfetta e quasi immutata che rimane come preziosa testimonianza di un epoca ben precisa nella storia della scuola e delle sue attività. Questi gli elementi che fanno del Gabinetto di Fisica del Liceo Paolo Sarpi uno dei più interessanti sicuramente in ambito italiano, ma anche europeo.

Il Gabinetto di Fisica del Liceo Paolo Sarpi ha origini antiche, che risalgono al XVIII secolo, quando nella prestigiosa istituzione scolastica del Collegio Mariano fu istituito l’insegnamento di fisica sperimentale. Il Collegio Mariano, appartenente alle scuole della Misericordia, istituzione caritatevole bergamasca di origine cinquecentesca, divenne Liceo Dipartimentale nel 1803, Imperial Regio Liceo nel 1814 sotto la dominazione asburgica, Regio Liceo di Bergamo nel 1859 con l’annessione al Piemonte, infine Liceo Paolo Sarpi nel 1865.

La presenza nel Collegio Mariano di personaggi di grande valenza, soprattutto in ambito scientifico, quali Lorenzo Mascheroni e Giovanni Albrici, abilissimo costruttore di strumenti scientifici, promosse il diffondersi dell’insegnamento delle scienze sperimentali, attuando alla fine del Settecento anche nella scuola bergamasca i principi dettati dallo spirito illuminista.

La dotazione del Gabinetto di Fisica fu costantemente arricchita per mantenere l’aggiornamento con le nuove scoperte per tutto il secolo successivo, in cui la fisica è stata caratterizzata da profondi mutamenti in molti dei suoi settori; si pensi, per esempio, all’elettricità che, dall’invenzione della pila effettuata da Alessandro Volta nel 1800, attraverso i fenomeni dell’induzione elettromagnetica, è giunta alla fine del secolo alla scoperta delle onde elettromagnetiche. Lo studio dei documenti conservati presso l’archivio storico del liceo ha portato a rilevare quanto le richieste degli strumenti necessari al Gabinetto di fisica, formulate dai docenti all’amministrazione Pubblica, fossero dettate dagli interessi verso le scoperte più recenti, oltre che dal desiderio di farne partecipi anche i propri studenti. Esse denotano quindi modernità nella didattica, attenzione alle novità scientifiche e gettano una luce di vivacità culturale su questa istituzione scolastica.

Fin dall’epoca della sua catalogazione, avvenuta negli anni 90 del secolo scorso – grazie ad un incarico assegnato dall’Assessore alla Cultura della Provincia di Bergamo, esempio del nuovo interesse che proprio in quegli anni si rivolgeva agli strumenti didattici, patrimonio culturale a torto definito minore – sono state intraprese dalla scuola numerose iniziative allo scopo di aprire al pubblico il Gabinetto di Fisica, superando le difficoltà oggettive legate al luogo di conservazione: la pubblicazione del Catalogo, grazie all’Associazione ex alunni, le visite guidate dagli studenti in occasione di Bergamoscienza, e della manifestazione Millegradini, la realizzazione in collaborazione con l’Ateneo di Scienze Lettere e Arti, durante le Giornate europee del patrimonio 2012, di avvenimenti straordinari quali le esperienze spettacolo a cura di Paolo Brenni, la recente iniziativa Musli (Museo nel Liceo), fino all’apertura globale nel web, grazie al nuovo Museo Virtuale.

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