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Petagna sarà l’arma in più dell’Atalanta, ma dove sono finiti gli altri attaccanti?

Paloschi non è mai rimasto a secco dopo le prime sei giornate, così come Pinilla che a Cagliari, nella stagione meno prolifica, si sbloccò proprio alla sesta partita. In attesa di scoprire Pesic, Gasperini dovrà cercare di "risvegliare" i bomber che finora non si sono proprio visti

Suo nonno Francesco cinquant’anni fa allenava nella Spal Edy Reja, che a sua volta ha poi allenato Gian Piero Gasperini nel Pescara. Lui, Andrea Petagna, non perde tempo: a 17 anni debutta in Champions League e, sempre col Milan, a 18 in serie A. E bagna la prima presenza nerazzurra con un gol, il 21 agosto contro la Lazio. Peccato che non basti per pareggiare. Si rifarà ampiamente lunedì 26 settembre, all’esordio da titolare contro il Crotone.

Problema centravanti? Chi tra Paloschi e Pinilla? Gasperini spiazza tutti e mette lui al centro dell’attacco, Andrea Petagna. Che dopo meno di un minuto offre inutilmente una palla-gol a Kurtic e allora al 3′ preferisce fare tutto da solo. Si beve Dussenne in dribbling da destra verso il centro e fa partire il suo sinistro, una rasoiata al bacio. L’Atalanta sblocca il risultato, il gol di Petagna dà il la alla prima vittoria esterna del campionato e soprattutto scaccia la crisi nerazzurra, mentre sull’ultima spiaggia resta il povero Crotone.

I maestri sono Pippo Inzaghi, suo allenatore quando Andrea vince il Viareggio con la Primavera del Milan, Ancelotti che lo fa esordire in serie A. Petagna si ispira a Balotelli e Ibrahimovic, qualcuno lo paragona a Christian Vieri, che a Bergamo è sbocciato diventando un bomber da grande squadra.

Andrea aspettava il suo turno all’Atalanta: nella griglia di partenza del campionato stava alle spalle di Paloschi, di Pinilla e si giocava il posto con l’ultimo arrivato Pesic. Con un piccolo vantaggio, perché Petagna era stato finora l’unico a interrompere il letargo degli attaccanti nerazzurri, segnando contro la Lazio. Uno che appena entra in campo vede la porta come pochi: sarà un caso che Gasperini per uscire dal tunnel ha pensato proprio a lui, il corazziere triestino? E sarà anche demerito del derelitto Crotone, ma qualcosa dev’essere successo se anche Gomez si è finalmente sbloccato. Il Papu che l’anno scorso era stato il miglior cannoniere atalantino, sette gol e già in rete alla seconda giornata contro il Frosinone (2-0). Quest’anno ha rotto il ghiaccio alla sesta.

Finalmente… Ma non è normale che ancora, dopo 540 minuti, stiamo aspettando i gol degli altri attaccanti.

Perché non si erano mai fatti attendere tanto. Bisogna tornare indietro quattro anni per trovare un Paloschi spuntato, ma era anche infortunato (distorsione alla caviglia): quando rientrò l’11 novembre 2012 fece subito gol su rigore in Chievo-Udinese (2-2). Altrimenti “Palo” ha aspettato al massimo tre giornate per andare in gol, come nel 2014-2015. L’anno scorso ha segnato già alla prima giornata, il 31 agosto 2013 alla seconda, una doppietta contro il Napoli (2-4 col Chievo).

E Pinilla? Nemmeno lui si è mai fatto attendere tanto, solo nel 2012-2013 ha rotto il ghiaccio alla sesta giornata, su rigore (Cagliari-Pescara 1-2). Ma ha segnato una doppietta l’anno scorso alla terza giornata, nell’Atalanta contro il Sassuolo (2-2), alla prima giornata un gol col Genoa nel 2014-2015 e alla terza col Cagliari l’anno prima.

Insomma, bene, benissimo Petagna, ma è ora che gli altri bomber nerazzurri si sveglino al più presto. Perché chissà quando l’Atalanta troverà una difesa allegra e imbarazzante come quella del Crotone, che ti regala un gol anche su respinta del portiere sulla spalla di Kurtic.

Se i tre punti di Pescara potranno ridare un po’ di serenità alla squadra, forse saranno utili anche per recuperare le punte spuntate. Che cosa uscirà dal cilindro del gioco delle coppie? Ancora Gomez-Pinilla aspettando Gomez-Paloschi? E Petagna se ne tornerà buono dietro le quinte?

La palla passa a Gasperini, che non è nuovo a queste partenze choc: l’anno scorso quattro sconfitte e una vittoria, per poi battere 1-0 il Milan alla sesta giornata. E un’altalena più di sconfitte che di vittorie, sempre sulle montagne russe prima di venire a vincere a Bergamo, 2-0 all’ultima di andata.

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