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Piccoli Comuni, la legge è alla Camera; Misiani: 100 milioni per un nuovo modello di sviluppo

Lunedì alla Camera è stata presentata la proposta legge sui piccoli Comuni di cui è relatore il deputato bergamasco Antonio Misiani (la nostra provincia pullula di Comuni che contano meno di 5.000 abitanti) insieme a ai colleghi Tino Iannuzzi ed Enrico Borghi.

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Lunedì alla Camera è stata presentata la proposta legge sui piccoli Comuni di cui è relatore il deputato bergamasco Antonio Misiani (la nostra provincia pullula di Comuni che contano meno di 5.000 abitanti) insieme a ai colleghi Tino Iannuzzi ed Enrico Borghi.

“L’Italia dei piccoli comuni non è un ‘piccolo mondo antico’ – commenta Antonio Misiani – rappresenta un segmento molto significativo del Paese, che copre più di metà della superficie, ospita quasi un quinto della popolazione e raccoglie oltre due terzi dei municipi italiani. Non mancano i problemi, nelle piccole comunità locali: lo spopolamento, l’invecchiamento, l’indebolimento dei servizi pubblici e il digital divide. Ma questa parte d’Italia incrocia alcune delle opportunità più interessanti per il futuro, come la green economy, il turismo culturale, l’agroalimentare”.

E prosegue: “La frammentazione istituzionale è un limite su cui il governo è già intervenuto e dovrà insistere, spingendo il più possibile le unioni e le fusioni. La sfida decisiva per le piccole comunità locali è però la ridefinizione delle loro vocazioni, l’avvio di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Il declino non è un destino ineluttabile, come dimostra la storia di tante comunità che in questi anni sono tornate a crescere. La proposta di legge Realacci in discussione alla Camera si colloca esattamente in questa prospettiva: sostenere lo sviluppo sostenibile, contrastare lo spopolamento, tutelare e valorizzare il patrimonio naturale, storico-culturale, architettonico”.

Sul piatto risorse per 100 milioni complessivi dal 2017 al 2023: “Un primo passo, ma soprattutto indicano un metodo: lo Stato è disposto a concorrere al finanziamento di progetti di sviluppo locali, indicando i terreni su cui esercitare questa progettualità e privilegiando l’effetto moltiplicatore delle iniziative, la capacità di coinvolgere altri capitali pubblici e privati. Oltre a ciò, la legge si occupa dei servizi pubblici, dall’istruzione ai trasporti passando per la banda larga e l’e-government, cruciali per rendere nuovamente attrattive le piccole comunità locali. Vogliamo aprire una breccia, delineare una nuova prospettiva di sviluppo per quella Piccola Grande Italia da cui dipende una parte rilevante del futuro del Paese”.

Il voto finale è previsto per la fine del mese, poi il provvedimento passerà al Senato.

 

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Commenti

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  1. Scritto da Pluto

    Un governo coi debiti attributi dovrebbe avere il coraggio di OBBLIGARE finalmente che i comuni abbiano non meno di 25mila abitanti senza aspettare che le varie “castine” locali decidano altrimenti. Non tanto per il costo dei consiglieri comunali ma per una reale efficienza verso i cittadini. Poi, se permettete, la carità di cento milioni, mandatela ad Aleppo.Lasciate agli enti locali il doppio di quanto versate attualmente e sarebbero tutti un po’ più contenti.