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Bergamaschi, sindaco no-social: “Meglio a portata di casa che a portata di Facebook”

Il primo cittadino di Bariano, Fiorenzo Bergamaschi, tra i pochissimi della Bassa a non aver un profilo Facebook, spiega il perché a Bergamonews.

“Altro che Facebook: io sono un sindaco a portata ‘di casa’”. Ha commentato con questa frase il primo cittadino di Bariano, il fatto di essere uno dei pochi sindaci della Bassa a non gestire, a differenza di molti suoi colleghi, un profilo Facebook. Parole che, sebbene pronunciate in maniera del tutto leggera, racchiudono in loro un mondo. Un mondo che Fiorenzo Bergamaschi conosce molto bene: quello di Bariano e dei suoi abitanti.

La realtà è quella di un paese di piccole dimensioni, dove tutti i cittadini, più o meno, si conoscono e dove il confine con le istituzioni è molto labile. “Capita spesso, infatti, che di domenica mattina qualche cittadino venga a citofonarmi a casa per chiedermi qualsiasi cosa”, spiega Bergamaschi.

Sindaco, per quale motivo si rifiuta di aprire un profilo Facebook come hanno fatto molti dei suoi colleghi?

Le polemiche sterili preferisco vengano chiarite negli uffici comunali preposti. Non ho nulla contro Facebook, che ritengo tuttavia essere uno strumento utile. In alcuni casi, però, può rivelarsi un’arma a doppio taglio.

Qual è la differenza che a livello comunicativo lei pensa possa intercorrere tra un primo cittadino “social” e uno tradizionale?

Credo non ci possa essere una risposta in questo senso: un sindaco, ritengo sia libero di comunicare come meglio crede. Per discutere e chiarire determinati argomenti preferisco un confronto a quattr’occhi. Chi alimenta dibattiti su altri canali è padrone di farlo. Sul web, poi, si innescano giri infiniti di polemiche sterili. Io sono all’antica, forse, ma mi sta bene così.

Lei li snobba, ma i social non la risparmiano…

Capita che alcuni dei miei consiglieri e assessori che hanno un profilo Facebook mi riferiscano alcune notizie che girano in rete. Ma la maggior parte delle volte si tratta polemiche basate sul niente: c’è chi mi attacca e chi mi difende. A loro dico di che, ogni giorno, sono in comune dopo le 18 e che ricevo il lunedì pomeriggio e il sabato mattina.

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