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Atalanta, sfida delicata e forse decisiva per Gasp: ma non si può temere il Crotone

Se all’indomani della partita di Cagliari avevo definito la prova dei nerazzurri sconcertante, l’aggettivo che utilizzo per definire la partita casalinga persa col Palermo è “allucinante”.

Pur avendo il compito di presentare la gara di lunedi alle 19, ritengo sia necessario partire dalla sconfitta di mercoledi proprio per inquadrare al meglio l’imminente impegno che attende i nerazzurri.

La Dea è riuscita nell’ardua impresa di perdere contro una squadra modestissima, probabilmente la peggiore del campionato insieme al Crotone. Ma a questo punto, mi domando, siamo sicuri che tra le squadre modeste non rientri anche l’Atalanta?

Come sempre, non è corretto attribuire la colpe a qualcuno nello specifico anche perché, come si suol dire, una croce si fa sempre con due legni. Ma questa volta sul banco degli indiziati metto principalmente il mister e la società.

Gasperini ha schierato una formazione nuovamente diversa rispetto alle 4 precedenti. A mio avviso non è tanto discutibile la squadra schierata all’inizio, quanto l’incapacità di leggere la partita “nel mentre”. Sostituire D’Alessandro con Kurtic, in un ruolo nel quale il primo volava (salvo poi fallire un gol pazzesco) e il secondo ha camminato, e non avere il coraggio di affiancare Paloschi a Pinilla per vincere il match a 15 minuti dalla fine, sono stati due errori madornali. Pinigol era stanco? Meglio lui stanco a fare sponda per un compagno (anche lo stesso Paloschi) che l’ex Chievo che, in quel ruolo, non ha toccato palla e sapete perché: perché non è il suo ruolo!

Il ragazzo non potrà mai giocare in un 4-3-3 e il fatto che un allenatore navigato come il Gasp non lo capisca (forse) è inconcepibile. Così facendo rischia seriamente di bruciare il giocatore.

Resto convinto che, pur non avendo in mano dei campioni, il mister possa cercare di far rendere al meglio i suoi uomini, ma non è certo schierandoli in ruoli non appropriati alle caratteristiche di ognuno che ottieni risultati, anzi rischi seriamente di compromettere la situazione creando disistima nel singolo.

Ma attenzione, le colpe non sono tutte del Gasp. La società deve prendersi le sue, e non sono poche. Se decidi di portare avanti una campagna acquisti mettendo a disposizione dell’allenatore giocatori non adatti al suo modulo, parti già dall’inizio col piede sbagliato. Allora diciamola chiara: Gasperini non era la prima scelta della società e Paloschi è stato acquistato perché andava bene a Maran.

Vuoi difendere il tuo operato? Fallo pure (è normale che succeda), ma non siamo più negli anni 60, ormai i tifosi vedono partite tutti i giorni e sono spesso molto preparati, per cui personalmente non mi sembra neppure corretto “prenderli in giro” con dichiarazioni come quelle più volte rilasciate.

E ora ci aspetta una partita delicatissima col Crotone, che probabilmente non sarà decisiva per la Dea (siamo alla sesta giornata) ma quasi certamente lo sarà per il destino del mister. Una nuova sconfitta costringerebbe necessariamente la società a valutare seriamente cosa fare nel prosieguo del torneo. Quindi la fiducia al mister durerà probabilmente ancora 90 minuti: poi si vedrà.

Si giocherà di lunedi e, fortunatamente per noi, a Pescara visto che lo Scida non è ancora a norma per disputare gare di serie A. La squadra di Nicola si trova all’ultimo posto in classifica con 1 solo punto frutto del pareggio casalingo proprio contro il Palermo. In un altro momento, avere timore del Crotone sarebbe sembrato una farsa, ma ora la partita dovrà essere affrontata con la massima attenzione.

Il Presidente Vrenna ha cercato di allestire una formazione il più competitiva possibile per cercare di evitare una retrocessione che, agli occhi di molti, apparirebbe scontata. E’ rimasto Palladino, giocatore di classe superiore, e sono stati acquistati dal Sassuolo due attaccanti pericolosi come Falcinelli e Trotta. Ma se la Dea deve avere paura di tutto questo, allora possiamo andare a nasconderci.

Le due squadre, nella loro storia, si sono affrontate solamente 4 volte in competizioni ufficiali, sempre in Serie B. In questi quattro incontri, la bilancia pende a favore dei nerazzurri, che si sono imposti per due volte (a Bergamo), ottenendo un pari e una sconfitta in Calabria. L’ultima sfida è datata 22 aprile 2011 quando, proprio a Crotone, la gara si chiuse con un 2-2 purtroppo passato agli onori della cronaca per ragioni non sportive. L’unica vittoria della squadra calabrese è del 22 ottobre 2005, quando la partita si chiuse sull’1-0 con gol di Scarlato. La vittoria più recente della Dea risale invece al 20 novembre 2010, quando i nerazzurri ebbero la meglio, tra le mura amiche, per 2-0 grazie alle reti di Tiribocchi e Pettinari. In totale, nei 4 incontri complessivi fin qui disputati sono stati messi a segno 8 gol, di cui 3 dai crotonesi e 5 dai nerazzurri.

Mister Nicola punta a recuperare Tonev, se non dovesse farcela sarà Palladino a occupare l’out mancino, con Falcinelli spostato a destra e Trotta centravanti. Ancora out Rosi, sulla fascia destra sembra essere Sampirisi il candidato a prenderne il posto. Al centro della difesa il tecnico potrebbe dare spazio a Dussenne al posto di Claiton. La formazione di partenza potrebbe così schierarsi: Cordaz, Ceccherini, Dussenne, Ferrari, Sampirisi, Crisetig, Rohden, Martella, Tonev, Falcinelli, Palladino.

Mister Gasperini sta meditando un nuovo turn over per i suoi giocatori. In difesa tornerà Zukanovic, ma non si sa ancora bene di chi prenderà il posto. In mezzo al campo il ristabilito Kurtic si gioca un posto con Freuler. In attacco probabile conferma per Pinilla e, attenzione, possibile l’impiego di Pesic o Cabezas. Il probabile undici di partenza: Berisha, Masiello, Toloi, Zukanovic, Dramè, Kurtic, Kessiè, Grassi, D’Alessandro, Pinilla, Gomez.

Difficilmente capita, ma tra i giocatori protagonisti di questa gara nessuno ha mai vestito nella sua carriera la maglia della squadra avversaria. E allora l’unico ex è proprio il nostro mister ha allenato la squadra crotonese all’inizio della sua carriera e per ben 3 stagioni (una promozione in B, un esonero e un ritorno). Tra gli ex di entrambe le squadre, non più però da tempo in attività, vi è poi Gabriele “Lele” Messina, che proprio in terra calabrese ha iniziato la sua attività nel 1974 giocando due campionati (29 presenze e 4 gol nell’allora serie C) per trasferirsi poi a Bergamo nella nefasta stagione 1980/1981, quella dell’unica retrocessione nella terza serie nazionale (13 presenze e 4 reti).

Arbitrerà il match Gianluca Rocchi, quarantatreenne fischietto di Firenze, alla sua 200esima direzione in serie A e con una lunga militanza anche internazionale sin dal 2008 (Champions ed Europa League e altre partite internazionali di squadre nazionali).

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