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Ricollocata la croce che uccise Marco, 20enne di Lovere

A due anni dalla tragedia che costò la vita a Marco Gusmini, ventenne di Lovere, è tornata al suo posto la “Croce di ferro” di Cevo (Brescia), in Val Camonica, dedicata a Papa Wojtyla.

La scultura, ideata dall’artista Enrico Job, è stata ricollocata nella sua sede originaria dopo i restauri costati circa 300mila euro. Sono iniziati anche i lavori per metterla in sicurezza e assicurarne la stabilità. Proprio un improvviso cedimento della struttura lignea, il 24 aprile 2014, costò la vita al giovane di Lovere: Marco era in gita con l’oratorio e, anche a causa di una lieve disabilità alle gambe, non riuscì a scappare in tempo finendo schiacciato dalla croce: sbalzato dall’urto finì contro una staccionata.

Per la morte del ragazzo sono indagate, per omicidio colposo, cinque persone: l’ex sindaco e l’attuale primo cittadino di Cevo, Mauro Bazzana e Silvio Marcello Citroni, il presidente dell’associazione “Croce del papa” Marco Maffessoli, il tecnico comunale Ivan Scolari e il progettista Renato Zanoni. Per altre sette persone la procura ha chiesto l’archiviazione, decisione contro la quale si è opposta la famiglia della vittima.

Dopo la tragedia costata la vita al povero Marco, la scultura, dedicata alla visita compiuta a Brescia nel 1998 da Papa Giovanni Paolo II, sarà recintata per garantire una distanza di sicurezza.

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