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Tolti i sigilli alla moschea di via Cenisio: “Fra un mese si torna a pregare” fotogallery

Nel primo pomeriggio di giovedì 22 settembre, su autorizzazione del pm Lucia Trigilio, sono stati tolti i sigilli alla moschea, chiusa oramai da fine febbraio e posta sotto sequestro dopo i disordini dello scorso 22 luglio

Dissequestrata la moschea di via Cenisio a Bergamo. Nel primo pomeriggio di giovedì 22 settembre, su autorizzazione del pm Lucia Trigilio, sono stati tolti i sigilli alla moschea, chiusa oramai da fine febbraio e posta sotto sequestro dopo la rivolta scoppiata lo scorso 22 luglio, quando un gruppo di circa 50 fedeli aveva sfondato la porta entrando nell’edificio per contestare da un lato la decisione del presidente Mohamed Saleh di chiudere il centro per lavori, e dall’altro l’ordinanza del Comune di Bergamo che vieta (con multe) di intralciare il passaggio all’esterno e di pregare in strada (leggi). Nello stabile era anche scoppiato un incendio che aveva reso necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco: sono inoltre sparite le due telecamere interne di sorveglianze, tagliati i fili e andati completamente distrutti i quadri elettrici.

“Dopo le perizie effettuate è stato constatato che non c’era più motivo per tenere il centro chiuso – ha dichiarato Saleh -. Dobbiamo ancora quantificare i danni e capire quali sono i tempi per poter riaprire. Quel che è certo è che vogliamo tornare a pregare qui il prima possibile e vorremmo riuscirsi entro la fine di ottobre”.

Al momento, i fedeli vicini al Centro Culturale islamico di Saleh si ritrovano a pregare all’interno dell’ex sala circoscrizionale di Loreto; mentre quelli del Comitato Musulmani sono stati temporaneamente trasferiti al Centro Servizi Educativi di Valtesse, dopo che lo scorso 4 settembre era scaduta la concessione della palestra alla scuola Petteni di Redona.

E ora? Saleh non sembra intenzionato a fare retromarcia sulle decisioni che hanno scatenato la scissione, ovvero la redazione del nuovo regolamento che prevede l’identificazione attraverso badge di tutti i fedeli che hanno accesso alla moschea e la black list di persone non ammesse al Centro di via Cenisio. Condizioni che a loro volta i membri del Comitato non intendono accettare.

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