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L’ospedale e la cura del tumore al seno: raccolta fondi per continuare la battaglia

IORT per l’ospedale di Bergamo è un progetto di raccolta fondi per consentire l’aggiornamento tecnologico dell’acceleratore lineare utilizzato per la radioterapia intra-operatoria (IORT) all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo nella cura del tumore al seno.

L’iniziativa è promossa da Cancro Primo Aiuto Onlus, in collaborazione con l’Associazione Oncologica Bergamasca Onlus e l’Associazione Cure Palliative Onlus, sulla scorta di un protocollo di intesa siglato il 9 giugno 2016 tra ASST Papa Giovanni XXIII e CPA Onlus.

Il cancro alla mammella rappresenta il 28% dei tumori che colpiscono le donne nella provincia di Bergamo, con oltre 800 nuovi casi ogni anno. Circa 500 vengono operati dall’équipe della Chirurgia 2 Senologica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, guidata da Privato Fenaroli, prima struttura per casi trattati in provincia di Bergamo (il 48% del totale) e quarta in Regione dopo IEO, Istituto nazionale dei Tumori e Humanitas.

Il Papa Giovanni XXIII è quindi la struttura pubblica non a carattere scientifico che esegue più interventi in Lombardia. 

La raccolta fondi coinvolge enti, fondazioni, associazioni, imprese, cittadini e media del territorio bergamasco perché è solo con la collaborazione di tutti che si raggiungono gli obiettivi.

Che cos’è la radioterapia intra-operatoria

La IORT (Intra-Operative Radio Therapy) consiste nella somministrazione di una dose elevata di radiazioni nella sede del tumore, esposta chirurgicamente al momento dell’intervento chirurgico, con lo scopo di distruggere eventuali microscopici residui tumorali nella mammella. La procedura viene eseguita grazie ad apparecchiature che emettono elettroni di alta energia chiamate acceleratori o raggi x di bassa energia.

All’Ospedale Papa Giovanni XXIII è disponibile un acceleratore di elettroni portatile che può essere posizionato in sala operatoria. La IORT è utilizzata all’Ospedale di Bergamo dal 2006 per trattare il tumore mammario delle donne in menopausa, adeguatamente selezionate secondo protocollo. Dal 2012, grazie a un nuovo protocollo, l’utilizzo è stato esteso anche a donne di età inferiore a 48 anni.

I vantaggi della radioterapia intra-operatoria

• L’eliminazione del tempo di attesa tra chirurgia e inizio della radioterapia consente di contrastare lo sviluppo e la nuova crescita di cellule tumorali;

• La precisa localizzazione topografica, grazie al diretto controllo visivo della zona da irradiare;

• Una migliore integrazione della radioterapia con i farmaci adiuvanti, senza la necessità di posporre la radioterapia a fasci esterni dopo la chemioterapia;

• La possibilità da parte della donna di evitare completamente o in parte il trattamento radiante a fasci esterni dopo l’intervento, riducendo il numero di accessi ambulatoriali in ospedale e lo stress degli appuntamenti quotidiani;

• L’abbreviazione o l’eliminazione del ciclo di radioterapia adiuvante standard ha un impatto positivo sui costi e sul carico di lavoro del centro di radioterapia, liberando tempo-macchina per gli altri trattamenti a fasci esterni.

Perché una nuova IORT

Il centro di Radioterapia, di cui è responsabile Luigi Franco Cazzaniga, tratta annualmente poco meno di 400 donne con tumore della mammella, delle quali circa 100 con la IORT. L’attuale apparecchiatura utilizzata per la IORT è stata acquisita nel febbraio 2006 ed è stata costantemente utilizzata nel corso degli anni. Il servizio di Fisica Sanitaria, diretto da Stefano Andreoli, garantisce le prove di stabilità e costanza di rendimento. Tuttavia è inevitabile che le componenti elettroniche, radiologiche e meccaniche subiscano un’usura dopo 10 anni di attività. Perché gli interventi all’Ospedale Papa Giovanni XXIII possano continuare con l’attuale efficacia si deve prevedere o l’acquisto di una nuova macchina oppure l’aggiornamento della tecnologia di quella in uso. Tra le due opzioni, la seconda ha un costo nettamente inferiore, pari a circa 500 mila euro, e consentirebbe di migliorare la performance attualmente raggiunta e di trattare con maggiore efficacia i bersagli più profondi. Non si esclude la possibilità che la metodica sia sperimentata anche in altre forme tumorali oltre che alla mammella.

 

Per la raccolta fondi sono stati aperti due conti correnti:

Credito Bergamasco (IBAN IT32Z0503411121000000008872) sede di Bergamo

• Banca Popolare di Bergamo (IBAN: IT23E0542811101000000058540) sede di Bergamo

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