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Atalanta, storia di un disastro annunciato: ma non è tutta colpa di Gasperini fotogallery

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E’ un vero e proprio dramma sportivo quello che sta vivendo l’Atalanta, ultimamente.

Chi si aspettava contro il Palermo la gara della riscossa, della rinascita, del rilancio, è rimasto profondamente deluso.

L’Atalanta si è arresa anche di fronte ai rosanero, una delle peggiori squadre (insieme ai nerazzurri) viste finora nella massima serie.

Gasperini, per la quinta volta in cinque gare di campionato, ha mischiato tutte le carte, tornando alla difesa a quattro e lasciando in panchina quello Zukanovic tanto invocato in estate per il dopo-Paletta e quel Paloschi che doveva fare la differenza con i suoi gol. Di fatto bocciando in toto la campagna acquisti fatta con il dt Sartori.

In campo, per l’ennesima volta, si è vista una squadra senza né capo e né coda, lasciata completamente a se stessa: niente costruzione del gioco, niente fraseggi, niente iniziative personali. Solo qualche occasione creata più per errori degli avversari che per meriti veri e propri degli atalantini.

E se le invenzioni di Kessie latitano (ormai gli avversari iniziano a prendere le misure…) e le giocate del Papu Gomez non sono quelle incisive di un anno esatto fa, allora la situazione si fa difficile.

Gasperini di cose da spiegare ne ha parecchie, e poco importa se in conferenza stampa il tecnico piemontese ha cercato di girare la frittata dichiarando che “tatticamente la gara è stata buona”.

Lo dica ai tifosi, che è stata una partita positiva.

Discutibili parecchie scelte, a partire dall’undici iniziale: che senso ha avuto stravolgere ancora una volta la squadra? Cambiare sei undicesimi della formazione titolare alla quinta di campionato è indice di smarrimento.

Per non parlare poi dei cambi: togliere D’Alessandro per inserire un Kurtic rimasto nell’ombra è sembrato quantomeno inutile. E non rischiare le due punte (Pinilla con Paloschi) a 10′ dalla fine con una vittoria da agguantare in ogni modo e con un Palermo interessato solo a difendersi è stato un errore madornale. Per lasciare in campo uno Spinazzola, poi, che definire sottotono è dire poco.

Così, alla fine, il bottino pieno se l’è portato a casa – un po’ a sorpresa, un po’ no – la modestissima squadra di De Zerbi, grazie a una zampata di Nestorovski al 90′.

Dare tutta la colpa a Gasperini, però, vorrebbe dire non essere onesti fino in fondo.

Perché gli sbagli principali, qua, sono della società. La coppia Sartori-Percassi, infatti, questa volta l’ha fatta davvero grossa.

E oggi come non mai vengono a galla i madornali errori di programmazione. Dalla scelta di Maran finita con un due di picche inaspettato alla decisione di puntare, con la campagna acquisti già ampiamente iniziata, su un tecnico come Gasperini che ha bisogno di una squadra costruita su misura per le sue idee tattiche.

Senza contare le cessioni fatte con il solo scopo di incassare e non con quello di reinvestire. vedi i soldi entrati con le vendite di de Roon, Cigarini, Grassi e Moralez nel solo 2016, utilizzati solo in piccola parte.

Qualcuno ci dirà (come spesso accade, in questi casi) che Percassi sta investendo nello stadio. Noi giriamo la domanda ai tifosi: meglio una struttura rinnovata con una squadra da serie B o uno stadio non proprio perfetto con undici giocatori da Atalanta in campo?

Piangersi addosso, comunque, servirà a ben poco.

Lunedì sera c’è Crotone-Atalanta: per i nerazzurri forse non sarà ancora l’ultima spiaggia, ma per Gasperini certamente sì.

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