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Atalanta, datti una mossa: c’è già chi pensa a Pioli o Prandelli per il dopo-Gasp fotogallery

L'analisi del nostro Alberto Porfidia dopo la sconfitta dell'Atalanta col Palermo: non è solo sfortuna se prendi gol all'89' e, soprattutto, se per due partite consecutive non ne fai nemmeno uno.

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Gasp? Gulp!

Il tifoso atalantino è davvero sconcertato, sorpreso, deluso. Percassi non è Zamparini, non ha l’esonero facile, ma già circolano i nomi di Pioli (vecchio pallino) e Prandelli (a luglio “lanciato” dalla stampa ma mai trattato con l’ex ct, dice la società), mentre qualcuno rimpiange il pragmatico Edy Reja.

Lui, Gasp, non ha la faccia che sembra il crollo di una diga come il buon Gregucci, esonerato dall’Atalanta nel 2009 dopo quattro ko nelle prime quattro giornate di campionato. Però Giampiero Gasperini da quando è arrivato a Bergamo ha stupito sì, in senso negativo: siamo già a quattro sconfitte nelle prime cinque giornate. Come dire, appena un filino meglio di Gregucci.

Qualcuno tra i più scontenti ricorda anche il precedente di Guidolin, ingaggiato dall’Atalanta (di Percassi) per portare il suo calcio spettacolo ed esonerato nel 1993 dopo dieci giornate, due vittorie, due pareggi e sei sconfitte. Poi la correzione in corsa (Prandelli-Valdinoci) non bastò e la squadra andò ugualmente in B.

Non sono giochi preziosi, tutt’altro. Quelli se li sono goduti a Genova, sponda rossoblù, dove il Gasp ha dato finora il meglio di sé. Dirà qualcuno: lasciamolo lavorare, diamogli tempo. D’accordo, ma forse qualche malumore c’era se proprio il presidente, all’indomani della sconfitta di Cagliari, si è affrettato a mettere i puntini sulle i e ricordare alla squadra che “Gasperini è intoccabile”. E si puntava sull’immediato riscatto col Palermo: “Per fortuna si gioca subito e possiamo dimenticare il disastro di Cagliari”. Detto, fatto: l’Atalanta è riuscita a far diventare grande anche il Palermo.

No, non è solo sfortuna se prendi gol all’89’ e, soprattutto, se per due partite consecutive non ne fai nemmeno uno, se i tuoi centravanti (dentro uno fuori l’altro e viceversa), Pinilla e Paloschi, sono ancora a digiuno e con loro anche Gomez. Che resta tra i meno peggio, ma anche lui lontano dal Papu vero che abbiamo visto e ammirato a Bergamo. Non ha ancora segnato pure un altro attaccante, D’Alessandro e chissà come sarebbe cambiata la partita col Palermo, se non avesse spedito in curva un pallone solo da appoggiare in rete, all’inizio del secondo tempo con i rosanero.

Mancano troppe pedine all’appello di questa Atalanta di Gasperini: su tutti il portiere Sportiello, colonna degli ultimi due campionati, sempre in testa alle classifiche di rendimento e ora spedito in panchina a riflettere sulle sue papere. L’unica vera sorpresa è Kessie, ma anche lui non può fare miracoli e col Palermo ha giocato sottotono.

Sottolinea il Gasp dopo il quarto ko: “La squadra non può avere altri obiettivi che la salvezza e dovrà raggiungerla giornata per giornata, punto per punto, mettendoci anima e cuore”. Beh non è una novità, ci siamo allenati, se su 110 anni di storia (li compirà l’anno prossimo) l’Atalanta ne ha trascorsi la metà in serie A. Ma vorremmo anche ricordare che se qualche pensiero più ambizioso era stato fatto, insomma qualcuno all’inizio della stagione si era permesso di sognare anche perché era stato ingaggiato un allenatore ambizioso e capace di proporre un gioco offensivo come, appunto, Giampiero Gasperini.

Ora, se l’Atalanta è penultima dopo cinque giornate e sta per affrontare il Crotone in una specie di spareggio-salvezza da ultima spiaggia, è perché la squadra e il suo allenatore stanno deludendo le attese. E non aiuta la confusione tattica: il 3-4-3 del precampionato messo in soffitta alla partenza e sostituito dal 3-5-2 o da più moduli nel corso della stessa partita. Sarebbe anche ottima idea, cambiare in corsa e mascherarsi, se non fosse che i risultati danno ragione solo agli avversari. E allora?

Il 21 settembre 2011 Gasperini è stato esonerato dall’Inter dopo il quarto ko, col Palermo aveva esordito il 23 settembre 2012 perdendo 1-0 a Bergamo… Sarà anche un mese poco fortunato per lui, però diamoci una mossa: questa Atalanta dovrà sudarsi la salvezza, va bene, ma non ci sembra nemmeno da penultimo posto.

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