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Travolta da altri studenti alla fermata del bus: “Ferite a mani e ginocchia”

Giulia, studentessa all'Ipssar di San Pellegrino Terme, martedì è stata travolta da una massa di ragazzi che di corsa si stavano dirigendo alla fermata del bus: “Situazione insopportabile da quando è iniziata la scuola: mi sono ferita a mani e ginocchia”.

Finita una normale giornata scolastica all’Ipssar di San Pellegrino Terme Giulia, 17 anni, si è diretta come ogni giorno alla fermata del bus, quello che solitamente la porta in stazione a Bergamo: qui, però, è stata travolta da una massa di altri studenti che si sono accalcati per non per perdere il primo pullman disponibile e che le hanno procurato alcune escoriazioni a polsi, mani e ginocchia.

“Gentile redazione,

mi chiamo Giulia, ho 17 anni e sono una studentessa dell’Ipssar di San Pellegrino Terme: oggi (martedì 20 settembre ndr) uscendo da scuola sono stata investita da una mandria di ragazzi che correvano per prendere il bus. Sono caduta a terra rompendo il cellulare, strappando i jeans, facendomi ferite alle mani, ai polsi e alle ginocchia. Da quando è ricominciata la scuola tutti gli studenti dell’Istituto, circa mille, escono alle 12.15 e la situazione è diventata insopportabile. Fortunatamente prima di oggi non si era mai fatto male nessuno ma era inevitabile che accadesse: finchè si trattava di aspettare un’ora il pullman poteva starmi bene ma addirittura riportare delle ferite perchè altri studenti non hanno rispetto no. In più quando ero a terra nessuno mi ha soccorsa, anzi: qualcuno non mi ha vista a terra e mi ha calpestata proprio sulla schiena.

lettera studentessa

Io mi trovavo alla fermata ed ero già decisa ad aspettare il pullman successivo per non dovermi accalcare: in quel momento, però, mi sono vista travolgere da tantissimi ragazzi in corsa. Ho chiamato i miei genitori che sono venuti a prendermi da Montello perchè mi vergognavo a salire su un altro bus, arrivare a Bergamo in quelle condizioni e salire poi su quello che mi avrebbe portato a casa: mi hanno medicata loro e, a parte le ginocchia che mi fanno ancora un po’ male, ora è tutto ok.

Queste settimane sono state fuori dal normale: oltre a San Pellegrino c’è gente che vorrebbe salire anche a Zogno ma l’autista ovviamente spesso si rifiuta di accontentarli e di guidare in condizioni non di sicurezza”.

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