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Atalanta, col Palermo via mugugni e malumori, stasera conta solo vincere

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Sconcertante. E’ l’aggettivo che mi viene più consono per definire la prova della Dea a Cagliari. E così la gara di questa sera in casa contro il Palermo a molti appare già come un dentro o fuori per Gasperini, considerato di fatto il principale imputato per la debacle sarda.

Proprio lunedì il responsabile dell’area tecnica atalantina Sartori ha detto che la sconfitta di Cagliari è stata frutto di una giornata storta e il mister non è in discussione. Con tutto il rispetto per lui, che deve giustamente smorzare gli animi caldi, non mi sento di condividere il contenuto del suo messaggio, per lo meno nella prima parte. Più “onesto” il Gasp quando, in sala stampa, ha ammesso che si è trattato di una prova disastrosa e che qualcosa non va.

Già, ma cosa non va? Perché personalmente mi pare che nulla vada bene, anche se si sa che quando le cose girano male sembra che tutto sia nero.

E allora proviamo a cercare di capire cosa deve fare l’Atalanta da qui in avanti, a partire dal match odierno. Affermare che si tratta di una partita da vincere a tutti i costi sembra quasi un eufemismo. Dalle partite con Palermo e Crotone (lunedì prossimo) la Dea deve portare a casa almeno quattro punti se vuole evitare di ritrovarsi invischiata in una lotta che potrebbe crearle grossi grattacapi.

La squadra rosanero, se possibile, sta ancora peggio di noi. Sulla carta ha una rosa che la rende una seria candidata ad uno dei tre posti che porteranno alla retrocessione nella cadetteria. Ma doverla affrontare con questo patema d’animo del “vincere a tutti i costi” non aiuta certo Raimondi e compagni.

Certo il Gasp non ha bisogno dei miei consigli, ma per la sfida di stasera se io fossi il tecnico ligure cambierei alcune cose. La prima cosa che è ormai chiara è che bisogna, almeno per ora, giocare con la difesa a quattro, visto che giocando a tre abbiamo visto solo disastri. A centrocampo a mio avviso si deve dare un supporto valido a Kessie: e allora dentro Grassi, il ragazzo deve giocare e ritrovare la continuità che aveva.

E infine la telenovela attacco. Il Paloschi visto finora è davvero inguardabile, non tiene una palla, non si rende mai pericoloso, sembra quasi svogliato. Colpa sua? Secondo me, in parte no.

L’attaccante nerazzurro, per le sue caratteristiche, sarebbe meglio che giocasse con a fianco un giocatore che lo supporta in ciò che lui non sa fare. In buona sostanza, sarebbe meglio vederlo in coppia con Pinilla (chi altro abbiamo davanti?) oppure addirittura far giocare da solo il cileno nella speranza che tiri fuori qualcosa dal classico cappello a cilindro. Il tutto almeno fino a gennaio, quando qualcosa dovrà essere fatto.

Sono 21 i precedenti tra Atalanta e Palermo a Bergamo. I nerazzurri hanno vinto 11 volte, l’ultima delle quali nello scorso torneo quando le Denis, Cherubin e De Roon firmarono il rotondo 3-0 per l’Atalanta. Per 7 volte la gara è finita sul risultato di parità, l’ultimo dei quali risale alla stagione 2014-’15 con un rocambolesco 3-3: al gol di Rigoni e alla doppietta di Vazquez risposero il Tanque Denis (con un gol per tempo) e Maxi Moralez. Sono invece solo 3 le vittorie degli ospiti che non espugnano “l’Atleti Azzurri d’Italia” dalla stagione 2009-’10, quando una doppietta Cavani rese vana la rete di Ceravolo (1-2). In tutto sono stati messi a segno 53 gol, 32 nerazzurri e 21 rosanero.

In casa nerazzurra recuperati sia Sportiello che Dramè, anche se è ormai certo che contro i rosanero dovrebbero giocare ancora Berisha e Konko (il portiere albanese è stato confermato da Gasperini, ieri in conferenza stampa). Chi invece ritroverà posto nell’undici di partenza è D’Alessandro, malamente sostituito da Conti a Cagliari. In attacco molto probabile che Gasperini dia fiducia a Pinilla. Qualche acciacco per Kessie e Kurtic, che dovrebbero però recuperare. Out Carmona. La formazione iniziale potrebbe essere questa: Berisha, Konko, Toloi, Zukanovic, Masiello, Kurtic, Kessie’, Grassi, D’Alessandro, Pinilla, Gomez.

Tra i siciliani assente Rajkovic per una frattura al naso, in difesa ci sarà Goldaniga dall’inizio con Gonzalez. Mister De Zerbi confermerà Bruno Henrique in mezzo al campo, mentre in attacco Diamanti e Embalo giocheranno a aupporto del macedone Nestorovski. Ecco i probabili undici di partenza: Posavec, Rispoli, Goldaniga, Gonzalez, Aleesami, Hiljemark, Gazzi, Bruno Henrique, Diamanti, Nestorovski, Embalo.

Tanti gli ex della gara, quasi tutti oggi in maglia atalantina: Jasmin Kurtic che nel 2011 ha vestito per 4 volte la casacca rosanero, Giulio Migliaccio che in terra siciliana ha giocato 5 campionati (158 presenze e 8 reti), Cristian Raimondi che nella stagione 2004/2005 ha collezionato 14 presenze e Mauricio Pinilla che nelle due stagioni disputate a Palermo (dal 2010 al 2012) è stato capace di segnare 10 gol in 35 partite. Anche mister Gasperini è un ex visto che a Palermo ha dapprima giocato (dal 1978 al 1983, 128 presenze e 11 reti), per poi sedersi in panchina per una stagione e mezza tra il 2012 e il 2013. L’unico ex con la maglia rosanero è Alino Diamanti, lo scorso campionato 16 presenze e 1 gol con la Dea.

L’arbitro designato a dirigere la gara è il semi sconosciuto Davide Ghersini, trentunenne della sezione di Genova, che ha esordito in serie A in un Napoli Cagliari del 2013-’14, collezionando poi altre 4 presenze nella massima serie, nessuna nell’attuale stagione.

Ora più che mai la Dea ha bisogno del sostegno dei bergamaschi: stasera allora tutti allo stadio a tifare. Le critiche lasciamole da parte durante il match, solo al novantesimo tireremo i conti.

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