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Ponte ciclopedonale tra Gorle, Pedrengo e Scanzo, le minoranze: “Non ne sapevamo nulla”

Le minoranze dei tre Comuni interessati dal progetto del ponte sul Serio chiedono lumi alle rispettive amministrazioni: “Hanno sempre professato trasparenza, siamo perplessi”.

La notizia della realizzazione di un ponte ciclopedonale sul fiume Serio ha sorpreso le minoranze di Gorle, Pedrengo e Scanzorosciate: l’accordo di programma è stato deliberato dal Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca nelle riunioni del CdA di martedì 13 e giovedì 15 settembre e prevede un progetto dal valore di 526.976,44 euro.

Spiazzati, i consiglieri che siedono tra i banchi dell’opposizione nei rispettivi consigli comunali si sono attivati per avere delucidazioni in merito: ma ad essere contestato non è il ponte in sé, quanto piuttosto la mancanza di trasparenza, condivisione e le finalità del progetto.

Gente di Gorle e il Movimento 5 Stelle a Scanzorosciate si sono già mobilitati con due differenti mozioni sottoposte all’amministrazione comunale e all’ordine degli Architetti di Bergamo affinchè vengano chiariti alcuni punti della vicenda.

“Siamo molto perplessi – ammette Maurizio Parrini, consigliere di Gente di Gorle che si è fatto portavoce – Ci sembrano assurde le modalità di appoggio al progetto, passato senza alcuna riunione o incontro con i cittadini: tutto è rimasto solo nell’ambito degli amministratori, gli stessi che si sono sempre professati a favore della trasparenza. Diciamo che prendere decisioni in questo modo è quantomeno incoerente”.

I tre Comuni, come comunicato anche dal Consorzio di Bonifica, avevano deciso di realizzare “un ponte avente funzioni ciclopedonali in grado di decongestionare e mettere in sicurezza il transito di mobilità dolce tra i comuni suddetti, collegati dalla ormai obsoleta ed insicura struttura storica denominata ‘Ponte Marzio’, rendendo così possibile il collegamento tra la rete ciclabile del Plis Serio Nord con la ciclovia per la Valle Seriana”.

Insieme al Consorzio i tre Comuni presenteranno richiesta di contributo al Bacino Imbrifero Montano, “per la realizzazione dell’opera, completare la fase progettuale mediante la predisposizione del progetto definitivo-esecutivo dell’intervento, assumere il ruolo di stazione appaltante dell’opera pubblica individuando le figure di RUP e Direzione Lavori, individuare i progettisti esterni a cui affidare la progettazione definitiva ed esecutiva dell’opera”.

Dei 526.976,44 euro, 126.976,44 sarebbero in capo alla Provincia, 148mila ciascuno al Comune di Gorle e a quello di Scanzorosciate e i restanti 104mila al comune di Pedrengo.

Lunedì 19 settembre la lista civica Gente di Gorle ha presentato una mozione con la quale impegnano sindaco e Giunta comunale affinchè attivino un concorso pubblico tale da garantire “una qualità del progetto adeguatamente calibrata e che possa essere ritenuta collegialmente adeguata alle problematiche in essere; integrino nell’intervento un’adeguata informazione sul processo progettuale esecutivo, con condivisione adeguata con gli stakeholders, in modo da ottenere una informata ed efficace comprensione e l’opera viva di una consapevole qualità accettata sul territorio; integrino nell’intervento le necessarie e opportune premesse per una migliore e adeguata fruizione del ponte romano con conseguenti riflessi sull’attrattività e qualità dei luoghi interessati”.

Nessuno di noi – conclude Parrini – è contrario al ponte ciclopedonale: però in questo modo non si risolvono i problemi i problemi di viabilità. Non vogliamo discutere l’esito del progetto: parliamo di funzionalità, di creare attrattività su uno dei pochi punti storici di Gorle. Ben venga che da alcuni discorsi preliminari che erano già emersi in passato si sia passati ai fatti ma serviva più condivisione e magari sarebbe stato utili coinvolgere anche Bergamo, creando in questo modo un collegamento che a quel punto sì che avrebbe potuto influire sul traffico. Così è solo una grossa occasione persa”.

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