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Mazzoleni: “Foppolo? Non solo problemi, in ballo posti di lavoro e milioni di indotto” foto

Il parere del Presidente della Comunità Montane Valle Brembana sulla delicata situazione del comprensorio sciistico

Commercialista, sindaco di Taleggio dal 2004 e presidente in Comunità Montana Valle Brembana dal 2009, in passato Alberto Mazzoleni è stato anche membro del collegio sindacale di Brembo Ski: la società che gestisce gli impianti di risalita dei Comuni di Foppolo, Carona e Valleve e che non sta certo vivendo un periodo facile a causa dei debiti e di un’istanza di fallimento (poi ritirata) da parte dei lavoratori non pagati. Una situazione complicata, culminata nell’incendio doloso che lo scorso 8 luglio ha bruciato due delle stazioni base degli impianti di risalita facenti capo alla società. Lo abbiamo intervistato per parlare della delicata situazione che sta vivendo il comprensorio sciistico, provare a fugare qualche dubbio e capire quali sono le sue speranze in ottica futura.

Presidente Mazzoleni, che clima si respira a Foppolo e dintorni? C’è ottimismo per la partenza dei lavori e quello che si spera possa essere il rilancio della stazione sciistica?

“Siamo fiduciosi. E’ una grande scommessa del territorio, soprattutto contro il tempo e la burocrazia”.

Basterà la cabinovia a risollevare da sola le sorti del comprensorio?

“La realizzazione della nuova cabinovia sarà un passo avanti importante per il comprensorio e ne beneficerà tutta la valle. Criticità restano ma credo che con un serio impegno e restando uniti si possano ottenere ottimi risultati. I comprensori sciistici si inseriscono in un contesto economico e turistico dove si devono risolvere tanti nodi soprattutto a livello di viabilità: in primis variante di Zogno, Villa d’Almè-Dalmine, accesso a Bergamo e Tramvia, oltre ad innumerevoli situazioni locali. Ma ci sono finalmente anche progetti che stanno decollando come quello di Percassi a San Pellegrino Terme e della Sanpellegrino”.

“Restando uniti si possono ottenere ottimi risultati”, dice. A questo punto le chiedo: se l’aspettava una simile differenza di vedute tra i sindaci della valle riguardo ai fondi Bim da destinare a Foppolo?

“Dopo aver visto la Regione Lombardia molto presente sul territorio con l’assessore Sorte, il sottosegretario Parolo e Consiglieri di tutti gli schieramenti politici, a sostenere la decisione di aiutare il Comune votando anche un ordine del giorno all’unanimità in Consiglio regionale, sinceramente no. Capisco i dubbi che credo vengano a tutti in una situazione così complessa. Ma dopo un così vile atto doloso serviva una risposta forte e veloce e non posso che ringraziare i Comuni di maggioranza e quello di Branzi che hanno avuto il coraggio di assumersi questa responsabilità e di votare il provvedimento, tra l’altro da poco approvato anche dal BIM. Certo, come d’altronde più volte ribadito, sia dalla Comunità Montana che da Regione Lombardia l’evoluzione deve essere chiara e trasparente in ogni sua fase. E mi sembra che lo stiano facendo. A metà ottobre inviterò sindaci e rappresentanti politici assieme al Bim ad un sopralluogo con il sindaco di Foppolo per verificare l’andamento dei lavori”.

Lei ha rivestito incarichi importanti anche in Brembo Ski. Esistevano difficoltà già allora?

“Per il periodo nel quale sono stato, anni or sono, membro del collegio sindacale, direi di no”.

Per spingere un giovane di Foppolo a protocollare una lettera di riflessione all’assessore regionale Sorte qualcosa da allora è cambiato? Si tratta di una lettera in cui il ragazzo solleva tutta una serie di punti a suo parere poco chiari: si va dai debiti agli investimenti fatti dalla società, passando per la delicata situazione del complesso residenziale Belmont: “Trasparenza, sostenibilità e competenza sono le condizioni necessarie per lo sviluppo futuro, non un intralcio”, scrive.

“Non ho visto questa lettera. C’è libertà di espressione, nel rispetto altrui, e di denuncia nelle apposite sedi”.

Dopo l’assegnazione del bando indetto dal Comune, inoltre, sono emerse alcune connessioni tra la Graffer Srl, la società che ha vinto l’appalto da 5 milioni di euro per l’installazione della cabinovia, e la Fenix Italia Srl, la società che il 27 giugno ha acquisito dai lavoratori il 30% del credito nei confronti di Brembo Ski per un importo di circa 150mila euro. Non ritiene che queste dinamiche meritino un approfondimento?

“L’appalto è stato gestito da un ente pubblico che è sottoposto a vigilanza e controllo del suo revisore, della corte dei conti e soprattutto dei cittadini. Ho letto che le procedure seguite per l’appalto sono state svolte attraverso il monitoraggio di Enac. Non ho quindi motivo di dubitare che siano state espletate nel rispetto delle stringenti normative. Non conosco le situazioni che mi indica. Mi pare che nonostante la necessità di realizzare in un brevissimo periodo opere fondamentali per lo sviluppo di un territorio, il sindaco di Foppolo (Giuseppe Berera, ndr) abbia adottato tutte le precauzioni possibili. Per le insinuazioni che espone c’è eventualmente la magistratura”.

Nessuna insinuazione, ci mancherebbe. Solo cronaca. Aldilà dell’inchiesta e dei tanti punti di domanda che le ruotano attorno, quale futuro vede per il comprensorio sciistico e quale ruolo può avere la Comunità Montana nell’ottica di un rilancio del comparto neve? 

“L’accordo di programma che abbiamo promosso nel 2010 con Regione Lombardia, che ha portato oltre 6 milioni di euro ai comprensori di Foppolo-Valleve-Carona, Valtorta Piani di Bobbio e Piazzatorre, parla chiaramente di un sostegno ai comprensori sciistici vallari che, solo se riusciranno a divenire forti e solidi, produrranno economia e benefici per tutta la valle. Ricordo che parliamo di almeno 500 posti di lavoro e di decine di milioni di euro di indotto. E’ interessante la proposta votata in Regione di avviare un percorso di valutazione per “pubblicizzare” la proprietà degli impianti lombardi lasciando a terzi la gestione, magari attraverso un consorzio. Questo è già stato oggetto di dibattito anche in Comunità Montana nell’ultima Assemblea. E fa parte di un mosaico che deve funzionare nella sua interezza e che riguarda tutta la valle e i suoi servizi per i quali l’”area interna” Comunità montana funge da veicolo per la coesione sociale e istituzionale, soprattutto dei piccoli comuni: dai trasporti alle strade, dai servizi sociali all’Ospedale, dalle scuole alle Poste, e tanti altri per cui ogni giorno siamo impegnati per il mantenimento e, soprattutto, il miglioramento”.

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