BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Confusione tattica e mancanza di idee: un’Atalanta così brutta non si era mai vista

Dall’euforia per la prima vittoria dell’anno alla grande depressione per la scoppola col modesto Cagliari il passo è breve. Brevissimo.

Tre sberle in terra sarda che servono all’Atalanta per risvegliarsi. O meglio, per far suonare quantomeno un bel campanello d’allarme, perché ormai la situazione è questa: o si cambia rotta o si resta nella palude, lì dove la lotta per salvarsi è sempre dura.

A lasciare senza parole dopo la trasferta di Cagliari è, prima di tutto, la prestazione della squadra. A tratti imbarazzanti, i nerazzurri non hanno neppure provato a lottare, a sudare la maglia (per usare un’espressione tanto cara ai tifosi bergamaschi).

Sottolineare che Berisha – al debutto al posto di Sportiello – è stato il migliore atalantino in campo fa capire quanto sia stata drammatica la prova di Carmona e compagni. Il portiere albanese è stato l’unico a uscire a testa alta a fine gara, nonostante un gol, il terzo, subito non senza colpe.

Se a fine primo tempo il tabellone segnava ancora 1-0 per i sardi il merito è stato tutto dell’ex Lazio, capace di tenere in partita i suoi con almeno tre interventi strepitosi.

Gasperini ha senza ombra di dubbio le maggiori colpe: la squadra è scesa in campo senza un’identità e con una confusione tattica che forse a Bergamo non si era mai vista prima.

E i continui cambi di modulo (dall’impresentabile 3-5-2 al 4-3-3 finale) non hanno aiutato una squadra che a tratti è sembrata allo sbando.

Ingarbugliato Kessie (seguito a uomo anche da due avversari), l’Atalanta è stata letteralmente annullata: i nerazzurri non hanno praticamente creato nulla, con un centrocampo privo di qualità (gravemente insufficienti sia Carmona che Kurtic) e una difesa che ha ballato come non mai (malissimo anche Toloi e Zukanovic).

E Paloschi? Troppo facile mettere in croce solo l’ex Chievo, che è comunque stato tra i peggiori portandosi a casa – tra l’altro – il pesantissimo fardello del calcio di rigore fallito sull’1-0.

A qualcuno la sua avventura bergamasca ricorda tanto quella di Ardemagni (il rigore fallito al debutto a Bergamo contro il Vicenza è un ricordo inquietante…), Sartori fa gli scongiuri e, intanto, si porta a casa le maggiori critiche dei tifosi.

Per fortuna mercoledì si torna subito in campo. Col Palermo servirà il tanto atteso cambio di rotta dalla squadra come dalla panchina. Altrimenti saranno dolori, per Gasperini in primis.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.