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Filippo, chitarrista con un debole per Hendrix e Santana: “Voglio fare della musica un lavoro”

Continua il viaggio di Bergamonews tra i sogni, le gioie e i dolori delle band studentesche e dei giovani artisti di Bergamo che si dedicano alla musica

Continua il viaggio di Bergamonews tra i sogni, le gioie e i dolori delle band studentesche e dei giovani artisti di Bergamo che si dedicano alla musica. Siamo partiti dalla bella cantautrice Alessia, passando per le storie di Dario, giovane solista di Cisano, e dei Dyrish, band a metà tra rock e metal. Questa volta è il turno di Filippo Cattaneo Ponzoni, promettente chitarrista.

Quando entra in redazione indossa un paio di pantaloni bianchi e una lunga felpa nera. Sorride da dietro gli occhiali da sole e si spiega: “Sono offerti dal mio sponsor!”. Per le mani ha una Fender e un amplificatore per il suono. Molto presto ci delizierà proponendo alcuni brani del grande Jimi Hendrix e Santana. A soli diciassette anni, Filippo ha preso una decisione importante: “C’è stato un momento ad ottobre dello scorso anno che mi sono sentito consapevole per davvero di poter prendere una scelta di vita e portarla fino in fondo: fare della musica il mio lavoro”.

La sua storia nel mondo della musica comincia a dieci anni, quando in vacanza con alcuni amici di famiglia prende in mano per la prima volta una chitarra. Incomincia a seguire corsi di musica al CDPM, il Centro Didattico Produzione Musica di Bergamo, e fonda una band, i Silver Lions, con la sorella Federica. “Eravamo in quattro, lei la voce e io la chitarra. Abbiamo suonato ad alcuni concerti presso l’auditorium Sant’Alessandro di Bergamo, ma ben presto la band si è sciolta. Siamo rimasti un duo acustico finché lei non ha deciso di fare della televisione il suo mestiere”.

Nel frattempo incomincia il liceo Secco Suardo, ma non frequenta l’indirizzo musicale. “Alla fine mi sono reso conto che era meglio tenere separati lo studio dalla musica. Giocavo anche a calcio e due anni fa ho seriamente pensato di smettere di suonare, anche perché a volte era difficile conciliare allenamenti, prove e studio. Ho cambiato idea quando mio padre mi ha proposto una masterclass, ossia una serie di lezioni tenute da un esperto del Conservatorio di Bergamo”.

Il docente è Fabrizio Frigeni, chitarrista di fama internazionale che ha suonato per gli 883. “Fabrizio è entrato nel Conservatorio portando con sé la musica pop e rock. Al termine della masterclass abbiamo suonato a un festival a Casnigo, il MusiCasnigo. Ero così entusiasta e soddisfatto che ho seguito i corsi di quest’anno. Sono migliorato tantissimo, soprattutto dal punto di vista tecnico”. Ancora una volta ha suonato a Casnigo in un concerto-tributo per i settant’anni dalla nascita di Freddie Mercury, la voce dei Queen. Inoltre, ha girato una videoclip con la Skyfall Tribute Band, la band tributo ufficiale di Adele a livello europeo. “Mi hanno proposto di andare in tour con loro tra qualche anno: sono sicuro che imparerò molto con loro”.

Purtroppo però il capitolo rock del Conservatorio si chiude oggi, dopo soli due anni. Fabrizio Frigeni ha preso una decisione importante per la sua carriera: ha lasciato il Conservatorio e ha fondato una nuova Italian Music Academy – o IMA per chi parla inglese – al centro King Kong di Grassobbio. “Inutile dire che lo seguirò”.

Filippo non pensa di iscriversi all’università. “Mi piace pensare che a vent’anni avrò già un po’ di successo. Non voglio sembrare ambizioso, però. Per me è importante l’umiltà. Mi sembra di dare il massimo e mi sono prefissato un obbiettivo. La musica, come per molti altri ragazzi di Bergamo, è una passione”. Il livello dei giovani musicisti di Bergamo è davvero alto? “Da quel che ho potuto vedere è soprattutto vario. Purtroppo però accanto a ragazzi appassionati ne trovo altri che sono attirati solo dai soldi e dal successo: sentono una o due canzoni di rapper famosi e senza alcuna preparazione tecnica vanno a pagare un sacco di soldi per registrare pezzi scadenti”.

“È lo stesso ragionamento che porta in cima alcuni dei musicisti emergenti: pagano tanto. Ne avete mai visto uno esteticamente brutto? I talent show puntano solo all’audience e al guadagno, non a valorizzare i talenti”. Insomma, meglio cercare una figura di riferimento. Magari come è Frigeni per Filippo.

Commenti

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  1. Scritto da corrado_boschiroli

    Convincere gli allievi che una scuola di musica privata, pur se di elevato livello, rilasci titoli riconosciuti all’estero (ad esempio “Trinity”) mentre quelli rilasciati da un Conservatorio di musica non siano universalmente validi in tutta Europa è quantomeno fuorviante. Ci vorrebbe un po’ più di onestà tra gli operatori del settore e un po’ più di attenzione tra gli allievi…