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Processo ultrà, Cassazione scagiona Belotti: “Ora aspetto le scuse”

Respinto in Cassazione il ricorso del pm Pugliese contro la sentenza di proscioglimento per non aver commesso il fatto nei confronti del leghista, imputato nell'ambito del maxi processo ultrà

Respinto in Cassazione il ricorso del pubblico ministero Carmen Pugliese contro la sentenza di proscioglimento per non aver commesso il fatto (dello scorso 21 gennaio) da parte del giudice Vincenza Maccora nei confronti di Daniele Belotti, segretario provinciale della Lega Nord, imputato nell’ambito del maxi processo ultrà.

La decisione è arrivata nel pomeriggio di giovedì 15 settembre.  L’accusa rivolta a Belotti, a seguito dell’articolata inchiesta sulla tifoseria atalantina, era grave: concorso esterno nell’associazione in quanto, con una serie di indicazioni e proposte relative ad alcune iniziative illegittime organizzate dal capo della tifoseria Galimberti, il leghista dal 2006 al 2010 avrebbe apportato consapevolmente un contributo morale e materiale all’organizzazione criminale pur non facendone parte.

Il leghista, secondo il pm, sarebbe stato l’uomo ombra dietro la Curva Nord, il regista degli scontri e l’autore dei volantini contro la questura.

La sua difesa, rappresentata dall’avvocato Marco Saita, ha sempre sostenuto la tesi che la sua volontà non era quella di consapevolmente rafforzare l’associazione illecita ma di impedire che la tifoseria, nel dimostrare attaccamento alla squadra, sentimento da lui condiviso, ponesse in essere atti illeciti a cui Belotti non ha mai partecipato e che ha, per quanto nella sua disponibilità ostacolato, alcune volte cercando di veicolare le iniziative legittime di protesta.

Non si è fatto attendere il colorito commento di Belotti, che ha pubblicato su Facebook una foto di Totti (il pm Pugliese è romanista) accompagnata da un commento: “Quasi 7 anni da indagato, il record italiano di 4 assoluzioni (3 dai gip, l’ultima, definitiva, dalla Cassazione) ancor prima di arrivare a processo, ma da oggi, con il definitivo rigetto del ricorso della pm Carmen Pugliese nei confronti della mia ultima assoluzione la partita è finita. Il tutto per aver dato una mano a prefetti e questori a gestire i rapporti con la curva Nord. Non volevo ovviamente nè medaglie, nè ringraziamenti, ma non pensavo certo di passare quasi 7 anni con l’accusa di concorso esterno in associazione a delinquere… Ah, per dovere di cronaca, “i criminali” della Nord nei prossimi giorni porteranno i 26.000 euro raccolti ai terremotati di Amatrice. Intanto godiamoci la vittoria Atalanta-Roma 4-1 in attesa, penso vana, che qualche inquirente tiri fuori il coraggio di chiedere scusa…
Grazie di cuore all’avvocato Marco Saita, un vero fuoriclasse”.

Ma non è finita qui. Nelle intenzioni di Belotti vi è anche un progetto di legge: “Istituzione delle pubbliche scuse in caso di ingiusta accusa“: “Sono il primo a dire che suona un po’ provocatorio, ma è un risarcimento morale che va riconosciuto a chi si è visto ingiustamente accusato. Chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, o ha ottenuto un provvedimento di archiviazione ovvero sentenza di non luogo a procedere, ha diritto a un’equa riparazione morale attraverso pubbliche scuse per l’accusa subita, in particolare nei casi in cui il nominativo sia stato riportato dagli organi di stampa”.

 

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