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Un altro argento bergamasco alle Paralimpiadi: è quello di Oney Tapia

Dopo quello di Martina Caironi, un altro argento targato Bg alle paralimpiadi brasiliane. E' quello di Oney Tapia, italo-cubano, il gigante di Sotto il Monte, lanciatore del disco nella categoria F11 (ciechi totali)

Dopo quello di Martina Caironi, un altro argento targato Bg alle paralimpiadi brasiliane. E’ quello di Oney Tapia, italo-cubano, il gigante di Sotto il Monte, lanciatore del disco nella categoria F11 (ciechi totali). Il suo disco arriva a  40,89 metri e gli regala la seconda medaglia azzurra per l’atletica, la quattordicesima della spedizione azzurra a Rio 2016.

Più di lui lancia Alessandro Rodrigo Silva, il brasiliano considerato il favorito alla vigilia e capace di lanciare fino a 43,06.

Tapia lancia subito 40,89 al primo tentativo, issandosi al comando fino a quando Silva, al terzo lancio, fa segnare i 43,06 che poi gli verranno l’oro. Tapia prova a forzare, prende due nulli nel secondo e terzo tentativo, fa 38,23 nel quarto, 38,86 nel quinto per chiudere con 39,03.

“Sono felicissimo – racconta Oney Tapia a fine gara -: sapevo di poter vincere una medaglia, non sapevo il colore, poteva essere anche un oro, ma è andata bene. E’ una medaglia che ripaga del lavoro fatto, dei sacrifici sopportati. La gara è stata difficile, ho provato moltissima emozione, non sono riuscito a tenere molto movimenti e tecnica, ma alla fine è andata bene”.

Oggi quarantenne, Oney Tapia, come racconta il Redattore Sociale, lasciò la sua prima patria, Cuba, nel 2003, quando si spostò in Italia per giocare a baseball, una sua passione. A seguire il rugby, a Verona e Lodi. Col tempo si sistema in Italia, mette su famiglia.

Oltre allo sport, lavora: fa il “tree climbing”, la potatura degli alberi sospeso in aria su appositi sostegni. Ed è proprio durante il lavoro, nel maggio 2011, che succede l’incidente: sta abbattendo con i colleghi una pianta di 50 metri, un tronco gli cade addosso, lo colpisce proprio in faccia, lo colpisce agli occhi.

E’ subito chiaro che si tratta di qualcosa di grave, la diagnosi non lascia scampo: sarà cecità totale. Momenti difficili, per lui e per la famiglia: Oney, che abita nel paese bergamasco di Sotto il Monte ha due figlie e una terza nascerà più avanti, dopo l’incidente.

Il suo incontro con lo sport inizia con gli sport per non vedenti, il goalball e il torball, poi l’atletica e i lanci. Non è un caso che uno dei suoi primi pensieri, subito dopo la medaglia vinta, è rivolto a chi ha una disabilità e assiste alle gare delle Paralimpiadi: “Voglio dire ai disabili che seguono queste gare che lo sport aiuta tantissimo, che ci sono tante occasioni per voi: venite e scoprirete un altro mondo”.

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