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Malattie infettive e tosse in età pediatrica: vietato abbassare la guardia

Non bisogna mai abbassare la guardia nei confronti delle malattie infettive in età pediatrica. Anche se non si vedono, infatti, non vuol dire che non esistano più. Certo, grazie ai vaccini, il numero di bambini che si ammalano di moltissime patologie infettive è molto diminuito negli ultimi decenni ma non azzerato. Per questo è fondamentale continuare a parlarne, tra specialisti e con le famiglie, e non solo quando finiscono nelle pagine di cronaca come è successo quest’estate per i casi di meningite registrati in Toscana. Solo così possiamo creare corretta informazione su queste malattie e soprattutto sulla possibilità di prevenirle con i vaccini, l’unica arma davvero efficace e sicura che abbiamo oggi a disposizione”.  L’invito arriva dal professor Alberto Villani, responsabile dell’Unità di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma e vice presidente della SIP (Società Italiana di Pediatria), in occasione dell’“European Paediatric Cough Seminar & paediatric boot camp ″, congresso internazionale promosso dal Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro (Presidente onorario professor Angelo Colombo, coordinatore dell’area materno-infantile del Policlinico San Pietro – Responsabile scientifico dottor Ahmad Kantar, primario dell’unità di pediatria del Policlinico San Pietro), che giovedì e venerdì ha riunito a Bergamo più di 200 specialisti provenienti da tutta Europa. Una due giorni intensa, durante la quale si sono alternati come relatori alcuni dei massimi esperti internazionali di tosse, malattie infettive e infezioni delle vie respiratorie in età pediatrica.

“Nonostante i vaccini siano oggi non solo efficaci ma assolutamente sicuri, molti ancora ne sottovalutano l’importanza. È un problema di attendibilità e selezione delle fonti (siti di riferimento per informazioni ‘certificate’ sono www.vaccinarsi.org, il sito del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità).  Troppo spesso su temi delicati e importanti per la salute dei bambini come questi, soprattutto in internet, circolano notizie prive di fondamenti scientifiche e restano in rete, quindi accessibili, anche dopo essere smentite. Questo alimenta una pericolosa disinformazione contro la quale anche noi come SIP ci stiamo battendo, promuovendo corsi per accrescere una corretta cultura vaccinale in primis tra i medici, pediatri e specialisti e tra la popolazione” continua il professor Villani. “Vaccinarsi è fondamentale. In mancanza di vaccinazione, infatti, il batterio o il virus responsabile della malattia circola di più e, conseguentemente, colpisce in misura maggiore. Chi non si vaccina non danneggia solo se stesso, ma mette a repentaglio anche gli altri”.

Oltre alle malattie infettive, durante il congresso, ampio spazio è stato riservato alla tosse, problema diffusissimo tra i più piccoli che può compromettere in modo importante la qualità di vita del bambino, soprattutto se diventa cronica e non viene diagnosticata tempestivamente e correttamente. “Le cause di tosse nell’infanzia sono significativamente diverse da quelle in età adulta ed è perciò necessario un approccio diagnostico e terapeutico differente” osserva il dottor Kantar, responsabile dell’unità di pediatria del Policlinico San Pietro, struttura all’interno della quale è attivo da anni “Il centro per la diagnosi e cura della tosse e dell’asma”, centro di riferimento a livello non solo provinciale.

“Può indicare condizioni estremamente diverse, da quelle più banali fino a patologie gravi a carico delle vie aeree o del polmone. In particolare possiamo distinguere tra due categorie: tosse specifica, che riconosce cioè una causa e può essere esito di malattie infettive e/o batteriche come bronchiti protratte, e tosse aspecifica, che cioè non riconosce una causa specifica e quindi più difficile da indagare e curare”.  Oltre all’anamnesi e ad un approfondito esame obiettivo, la radiografia del torace e la spirometria sono generalmente necessari per escludere/individuare alcune cause di tosse.  “L’età di esordio, il momento di comparsa, la durata, il decorso e i sintomi associati alla tosse sono elementi chiave per la diagnosi. In ogni caso, la natura della tosse va indagata. Una tosse umida o produttiva (cioè con muco), in particolare, è sempre anormale. Questo è un punto specifico per sospettare una condizione polmonare potenzialmente più seria. Molti tipi di tosse post infettiva sono associati a sintomi prolungati. Alcuni soggetti, poi, hanno la tendenza a sviluppare la cosiddetta ipersensibilità del riflesso della tosse, una condizione che, conseguentemente a ogni infezione virale, può perdurare per molte settimane”.

La diagnosi di tosse, quindi, non è sempre così facile e immediata. Da qui l’importanza di rivolgersi a centri che abbiano una specifica e consolidata esperienza in questo campo. “A seconda della causa, si imposterà una terapia antibiotica oppure rimedi sintomatici. Tra questi uno dei più interessanti è il miele, l’unica sostanza naturale sulla cui efficacia esistono studi scientifici” conclude il dottor Kantar.

NOTA

Il Policlinico San Pietro rappresenta un punto di riferimento importante per le esigenze di salute e prevenzione anche dei piccoli pazienti della provincia bergamasca. L’unità di pediatria, diretta dal dottor Ahmad Kantar, ogni anno si prende cura di 9.000 bambini attraverso il pronto soccorso pediatrico H24 e di circa 600 pazienti in regime di ricovero.  Al reparto afferiscono diversi ambulatori pediatrici specialistici: allergologia pediatrica, disturbi endocrinologici e della crescita, centro per la diagnosi e cura della tosse e dell’asma. Grande attenzione, in particolare, è dedicata da anni al problema della tosse e delle malattie respiratorie.

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