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Intelligenza tattica, esuberanza e potenza fisica: Kessie, storia di un futuro campione

Quattro gol nelle prime tre giornate di Serie A: trovare un debuttante che abbia fatto meglio del 19enne atalantino è impossibile

Si ispira a Yaya Toure e studia per diventare un campione. Ha 19 anni Franck Kessie, e dire che sia già fortissimo forse è un po’ troppo. Ma poco ci manca. Nessuno ha infatti potuto ignorare quanto sia stato straripante l’ivoriano in queste sue prime tre partite nella massima serie.

Per ambientarsi a Bergamo ci ha messo poco, per capire come sfondare in serie A ancora meno: con quattro gol nelle prime tre gare, trovare un debuttante che abbia fatto meglio di lui nel campionato italiano è praticamente impossibile.

Ma Kessie non impressiona solo per i gol, ma anche (e soprattutto) per intelligenza tattica, potenza fisica e preparazione.

Insostituibile per mister Gasperini (294 minuti in campo, come Sportiello e Gomez) l’ivoriano risulta il giocatore nerazzurro ad aver percorso il maggior numero di km (11,511) nelle prime tre gare ufficiali di A, staccando nettamente i suoi compagni di squadra (+12.7% rispetto a Raimondi, +19.7% su Toloi, +21.1% rispetto a Masiello, +27.8% su Zukanovic). Una performance atletica, quest’ultima, che consente a Kessie di totalizzare il maggior numero di incursioni offensive (7 in totale per altrettante occasioni da rete create) nonché di essere il giocatore che cerca maggiormente la conclusione a rete (7 tiri totali).
[fonte Osservatorio Calcio Italiano]

Kessie

Contro la Lazio ha guidato la rimonta poi solo sfiorata, con la Samp è stato tra i più positivi non solo per la rete del momentaneo 1-0. E domenica, al Comunale contro il Torino, è stato il migliore in campo (assieme a Masiello): quando la palla è passata nei suoi piedi in zona offensiva, l’impressione che potesse nascere un’occasione da gol c’era sempre.

A qualcuno (Gasperini in primis, giustamente) non è piaciuta la sua discussione con Paloschi in occasione del calcio di rigore nel match con i granata; per altri, invece, è stata una dimostrazione di grandissima personalità.

La verità sta nel mezzo: il ragazzo è giovane, esuberante e crede parecchio in se stesso. Se saprà gestirsi (e se sarà gestito bene), ha tutte le carte in regola per sfondare. E l’impressione è che l’Atalanta abbia davvero in casa un futuro campione.

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