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Tagli al trasporto pubblico: “Si fa prima ad andare a Bergamo da Catania che da Selvino”

La provocazione è stata lanciata su Facebook dal primo cittadino proprio in occasione del rientro a scuola

Selvino-Bergamo: 20 chilometri circa. Catania-Bergamo: più di mille chilometri. Eppure, secondo il sindaco di Selvino Diego Bertocchi, è più probabile che uno studente proveniente da Catania arrivi prima a Bergamo viaggiando in aereo rispetto ad uno studente che prende i mezzi pubblici da Selvino. La provocazione è stata lanciata su Facebook dal primo cittadino proprio in occasione del rientro sui banchi di scuola. Al centro delle polemiche, ancora una volta, i numerosi tagli al trasporto pubblico locale.

“Oggi, dopo le elementari e le medie, anche i ragazzi delle scuole superiori ripartono – si legge sul profilo Facebook del sindaco -. Insieme a loro anche gli studenti universitari. Ripartono nel vero senso della parola: per il loro lungo viaggio quotidiano. Cari ragazzi, spero vi siate riposati quest’estate, perché non vi aspetta solo un anno scolastico di studio. Vi aspetta qualcosa di più. Infatti, come ho già avuto modo di evidenziare in alcuni incontri pubblici, impiega meno tempo uno studente di Catania ad arrivare a Bergamo, rispetto ad un ragazzo di Selvino:

– Catania-Bergamo: volo Ryanair (meno di un’ora) e 1 mezzo da prendere;
– Selvino-Bergamo: navetta altopiano, funivia, navetta stazione, Albino funivia-stazione Teb Albino (sempre che ci sia), Teb Albino-Bergamo, se va bene un altro bus, altrimenti 2 se va in Città alta.
Totale: 5 mezzi da cambiare, 1 ora e 15 minuti circa sui mezzi.

Ricordo che da due anni a questa parte è stato soppresso il trasporto su gomma da e verso l’altopiano (unico mezzo pubblico la funivia), con un continuo lievitare di prezzi. Uno studente dell’altopiano rimane, quando non perde coincidenze e tutto va per il verso giusto, 2 ore e mezza per strada.

Alcune considerazioni:

– come possono i nostri ragazzi affrontare le loro giornate di studio in queste condizioni;
– i costi degli abbonamenti sono sempre più fuori portata (superiori ai 550 euro);
– gli abitanti di montagna sono, nei fatti, considerati cittadini di serie ‘B’;
– la montagna merita rispetto attraverso fatti e non parole.

Questa del Tpl, come quella della viabilità, così come quella della condizione delle nostre strade sono questioni di vitale importanza. Questioni che vanno affrontate, analizzate e risolte.
E’ una questione di rispetto e di attenzione verso chi un giorno, in montagna dovrà vivere e costruirsi un futuro. Sempre se a qualcuno interessi. A me sì”.

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