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L’incubo, poi la rimonta: Atalanta, tre punti che sanno di rinascita e ripartenza

Tre minuti di incubo per il settimo gol subìto in tre partite, poi la rimonta: il pareggio di Masiello e la svolta, col rigore-vittoria firmato da Kessiè. L’Atalanta è fuori dal tunnel. Un plauso alla squadra e anche a Gasperini.

Ma cosa vi è venuto in mente quando avete visto Kessiè “rubare” il pallone a Paloschi, per calciare il rigore decisivo?

Bisogna tornare indietro di vent’anni, 9 marzo 1996 e poker dell’Atalanta contro la Sampdoria, con tripletta di Inzaghi. Per la verità avrebbe voluto segnare anche il quarto, Pippo. Se un certo Morfeo non gli avesse tolto il pallone dalle mani per tirare lui il rigore. Morfeo, il fenomeno: grande personalità, “il giocatore tecnicamente più forte che ho allenato”, ha rivelato Mondonico, che era il tecnico di quella Atalanta di vent’anni fa.

Evidentemente ci voleva l’incoscienza dei vent’anni per prendersi lui il pallone e andare a tirare: vent’anni aveva allora Morfeo e li compirà a dicembre anche Kessiè.

Una curiosità? Se la ricorderà bene quella partita anche l’allenatore del Toro Mihajlovic, allora in campo nella Sampdoria, dove il tecnico Eriksson schierava in porta Ferron e all’attacco (pensate un po’) due assi come Montella e Mancini. Ma nonostante quei bomber finì 4-0 e grazie anche a quella tripletta Inzaghi battè Montella nella classifica dei cannonieri.

Torniamo a oggi? Gasperini nella conferenza stampa del dopopartita ha tirato le orecchie a Kessiè: “Così non si fa”, ha spiegato l’allenatore, “bene che abbia segnato, ma non doveva tirarlo lui, il rigorista è Paloschi, ognuno non può fare di testa sua”.

Sarà per la prossima… Kessiè per la sua partita si era appena preso anche i complimenti di Mihajlovic oltre (poi) a quelli di Gasperini, che ha applaudito la prestazione sua e della squadra.

Non era facile, assolutamente, battere il Torino.

L’aveva ricordato anche Mondonico alla vigilia, perché se è vero che mancavano Belotti e Liajic, bisognava stare molto attenti a Maxi Lopez e anche Iago Falque, un ex di Gasperini, che tra l’altro ha sbloccato la partita. Con una bella punizione, anche se Sportiello è rimasto forse troppo fermo, unico neo di una partita comunque più che positiva per il portiere. Al quale Gasperini ha dato fiducia e l’ha ribadita nel dopopartita.

Avanti allora con Sportiello, che ha salvato il risultatyo in un paio di altre occasioni e… nascerà invece un dualismo tra Pinilla e Paloschi?

Gasperini non si preoccupa, stavolta ha ragione lui.

Ha schierato a sorpresa il cileno dall’inizio “per dargli morale e ricaricare Paloschi, che poi è entrato nel secondo tempo e infatti ci ha aiutato a ribaltare il risultato”.

La firma sulla vittoria per il primo gol è di Masiello, che si conferma tra i migliori nerazzurri, baluardo difensivo e anche decisivo nell’area avversaria. Come il Papu Gomez, che si procura il rigore del 2-1 e torna ai suoi livelli facendo ammattire la difesa del Toro assieme a D’Alessandro.

Ma l’Atalanta alla terza giornata è soprattutto più equilibrata: già nel primo tempo potrebbe andare in vantaggio contro un Toro tutt’altro che facile da affrontare.

Convince Konko e soprattutto, al di là dei moduli, anche l’atteggiamento è più prudente rispetto alle precedenti esibizioni. Pinilla dovrà migliorare e casualmente si trova a respingere un tiro diretto in rete da Konko, però le occasioni da gol arrivano sia nel primo tempo che, meglio ancora, nella ripresa.

E anche l’inserimento di Grassi in prospettiva dà più respiro e aiuto al gioco da metà campo in su. Oltre a un Kessiè straripante: è una bella conferma, non solo per i quattro gol.

Ora il gioiello ivoriano dovrà capire un po’ meglio le discipline di squadra, ma è un tesoro che l’Atalanta si ritrova e si coccola. E con questi tre punti si può guardare avanti con più serenità.

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