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Dario Fo: “Darwin e la meraviglia dell’evoluzione che aiuta a scoprire l’uomo”

Dario Fo e Darwin: una mostra e un libro. A Cesenatico, residenza estiva del Premio Nobel, esposti disegni, pitture, pupazzi. In uscita per Chiarelettere il volume: "Darwin, ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?".

Incontriamo Dario Fo a Cesenatico, nella Sala Espositiva del Palazzo del Turismo dove è allestita fino al 6 novembre la sua mostra dedicata al padre della teoria evolutiva: “Darwin. L’universo impossibile narrato da Dario Fo con dipinti e pupazzi”.

All’ingresso ci accolgono le riproduzioni in scala reale di dinosauri e rettili preistorici, con tanto di ominidi nei panni di Adamo ed Eva, scenografico richiamo per il nutrito pubblico di curiosi, aficionados e turisti di passaggio.

Una mostra ma anche un libro molto atteso, che è in uscita in questi giorni per l’editore Chiarelettere, dal titolo “Darwin. Ma siamo scimmie da parte di padre o di madre?”.
La mostra di Cesenatico mette in scena le fantasmagoriche tecniche miste, tra espressionismo cromatico e classicismo magico, di un Premio Nobel della Letteratura che alla pittura ha dedicato grande parte delle sue energie. Allestita su due livelli, la rassegna conduce a spirale lungo lo scalone e negli ambienti al piano alto attraverso le meraviglie di un “creato” la cui etimologia del termine già spalanca una questione antica e attuale quanto il mondo. Su cui evoluzionisti e creazionisti, negatori e fautori di una mente extra-cosmica, continuano a combattersi aspramente, a colpi di critiche, revisioni, tentativi di falsificazione, aggiornamenti e riforme.

Una querelle che da sola basterebbe a spiegare l’interesse per la figura, l’eccezionale biografia e le rivoluzionarie teorie del naturalista inglese da parte di Dario Fo, straordinario interprete della modernità e maestro d’invenzione e provocazione tra arti figurative, letteratura, teatro. E la sua rinnovata passione per un argomento che non finisce di destare meraviglia, come l’autore stesso rivela.

Dario Fo e Darwin

Questo progetto su Darwin è figlio del precedente lavoro “Dio è nero – il fantastico mondo dell’evoluzione”?
“Dio è nero è nato in conseguenza di un attacco scombussolato e ottuso da parte di alcuni seguaci del movimento contro Darwin, che è si è verificato vari anni fa al museo della Scienza di Milano. Allora mi fu chiesto di far qualcosa per informare soprattutto i giovani su Darwin. Dico la verità, io di Darwin sapevo ben poco, ero ignorante come tutti quanti i miei coetanei di allora. Mi sono reso conto che bisognava conoscere questo uomo straordinario e lì ho fatto un lavoro che ha funzionato bene, ma poi ho sentito che non andava in fondo alle cose. Mi sono messo a studiare, per vent’anni ho continuato a leggere libri, mettere giù i disegni, cercare di capire e sapere. Scrivevo una cosa poi la buttavo via… Ora finalmente sono arrivato a realizzare questo lavoro”.

Verità di fede e verità di scienza, 400 anni dopo Galileo, si fanno ancora la guerra. L’arte le mette d’accordo?
“No, non le mette d’accordo. Ma permette di affrontare il problema con un minimo di distacco. Più che l’arte è il senso della satira, dell’ironia, del grottesco e soprattutto il fatto di vedere le cose e provare a capirle attraverso il paradosso, l’impossibile, il fantastico. Mescolando la vita di Darwin, le scoperte evoluzionistiche, il racconto dell’Antico Testamento. È questo il lavoro che ho fatto”.

Nei suoi disegni compaiono pesci volanti, scimpanzé, formiche guerriere, specie estinte, creature fantastiche, donne acquatiche, cuccioli umani. Un bestiario cui apparteniamo anche noi…
“Tra le immagini che offro al pubblico c’è quella di un feto nel ventre materno. Su quel feto ci sono disegnate ben chiare tutte le nostre discendenze, tutti i nostri passaggi: due segni al collo che indicano che avevamo le branchie, cioè siamo stati pesci, poi ci sono i segni della scimmia, e molti altri ancora. Sono segnali che abbiamo ancora addosso prima di venire al mondo e che spariscono immediatamente qualche ora prima della nascita, e sono decine. Indicano che non soltanto veniamo dalle scimmie ma dai pesci, dagli uccelli, da animali che sono ormai scomparsi e che la nostra evoluzione è passata attraverso i millenni. Noi siamo al mondo da almeno due milioni di anni come uomini ma come pre-uomini lo siamo da tre, quattro, cinque milioni. I segni li abbiamo addosso e questa è la meraviglia, la cosa straordinaria che Darwin aveva intuito. Poi sono passati due secoli e ogni giorno abbiamo la dimostrazione che Darwin aveva ragione”.

A quando la presentazione del libro a Milano?
“Il libro qui a Cesenatico è uscito giovedì 8 settembre e ne sono state distribuite soltanto 100 copie, già prenotate, soprattutto per i giovani. La presentazione ufficiale a Milano sarà a breve, la stiamo organizzando”.

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