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Il Mondo col cuore diviso a metà: “Atalanta, col Toro è la gara della verità”

“Anche se mi auguro che il risultato sia positivo per entrambe le squadre, però è chiaro che è molto più importante per l’Atalanta che per il Torino. E tra i granata certe assenze potrebbero rivelarsi determinanti”.

Emiliano Mondonico diviso a metà ma leggermente sbilanciato, più nerazzurro che granata, in vista di una sfida che vivrà comunque dal vivo come opinionista-tifoso, domenica al Comunale, ai microfoni Rai di “Quelli che il calcio”. Insomma, sta dalla parte del più debole, lui che amava citare gli indiani contro i cowboy quando guidava la sua Atalanta contro le grandi, come quando con i nerazzurri a Bergamo eliminò la Juve dalla Coppa Italia nel 1995 con uno spettacolare gol di Gallo. Certo non sempre l’impresa riusciva. E potevano anche essere notti di Coppa amare, come quando da rivale col suo Toro venne al Comunale a vincere 3-0 sempre in Coppa Italia, nel novembre 1993, contro l’Atalanta di Prandelli-Valdinoci.

Mondonico ha giocato un anno nel Torino e uno nell’Atalanta, ha allenato per sei anni il Toro e per sette l’Atalanta: impossibile pretendere che si schieri, piuttosto direbbe magari che tifa Fiorentina.

Ma scusi Mondo, lei che ne ha viste di tutti i colori come giocatore e soprattutto allenatore a Bergamo, questa partenza con due ko non la sorprende? “Sono due sconfitte antipatiche. Perché vedi che la squadra gioca secondo una sua filosofia, però quando i risultati non corrispondono al gioco viene meno la sicurezza e non è bello, anche se la squadra ha dimostrato di esserci dal punto di vista tecnico-tattico e… col Torino sarà importante ripartire, muovere la classifica”.

Anche approfittando delle assenze in casa granata, da Belotti a Ljajic? “Sì però attenzione a Maxi Lopez, attaccante smaliziato, fa reparto da solo, bisognerà stare molto attenti. Poi vedremo se Mihajlovic schiererà ugualmente il tridente o no. Penso che tatticamente sarà una bella gara”.

C’è però il rischio che l’Atalanta ci arrivi con la paura di perdere: “Sono due sconfitte pericolose quelle che hanno subìto i nerazzurri… perciò la sfida col Toro diventa più difficile di quel che si poteva prevedere”.

Con i problemi che si sono visti in questa Atalanta, no? Mondo richiama a un maggiore equilibrio: “Beh c’è una fase difensiva da rivedere e una fase offensiva molto valida che però non deve penalizzare quella difensiva. Vedremo se ci sarà ancora la difesa a tre, ormai tanti giocano col 3-5-2… e Gasperini che è sicuramente abilissimo nel gestire la squadra saprà farla esprimere al meglio”.

Però si è vista finora un’Atalanta un po’ sbilanciata: “C’è un’idea calcistica, bisogna dare e avere tempo, ma quanto tempo? Chiaro che se finirà bene per l’Atalanta e batterà il Toro saranno rose e fiori, se invece non arriverà il risultato sperato allora cominceranno i dubbi e i processi. Certo all’Atalanta la vittoria serve di più”.

Non vedremo l’azzurro Andrea Belotti, il bergamasco capocannoniere del campionato con quattro gol, che il Mondo ha conosciuto anche da allenatore: “Quando allenavo l’AlbinoLeffe, lui era in Primavera. Rivedo un po’ il Vialli che ho avuto alla Cremonese, uno forte fisicamente, che corre in maniera strana e fa a sportellate, poi non sai mai come si appoggia, infatti spesso conquista calci piazzati e rigori che risultano decisivi. Però, ripeto, non dimentichiamo Maxi Lopez”.

E Paloschi invece? E’ l’attaccante giusto per l’Atalanta? “Non è un goleador alla Inzaghi (che il Mondo ha avuto quando Pippo fu capocannoniere della serie A all’Atalanta vent’anni fa, ndr), che giocava e viveva per il gol, Paloschi è un punto di riferimento, gioca in funzione della squadra e degli inserimenti dei centrocampisti, per fare un esempio vedere i gol di Kessiè. Paloschi è molto positivo, in area è sempre presente e farà sicuramente gol, si sbloccherà presto”.

Il caso Sportiello come lo mettiamo? Adesso che è arrivato Berisha dalla Lazio? “Il portiere è troppo importante, è il ruolo più difficile. Secondo me non va messo in competizione, bisogna dargli fiducia”.

Ma lei ha mai avuto un portiere da gestire in una situazione come questa? “No, con i portieri ho sempre avuto le idee chiare. E il problema non sta tanto nel portiere di riserva che potrebbe mettere in difficoltà l’altro, ma nella testa del portiere titolare. E’ tutto un problema di testa”.

Rivedremo probabilmente anche Grassi, pensa che sarà utile alla causa per rimettere in sesto l’Atalanta? “Soprattutto per i suoi inserimenti in attacco, sarà molto prezioso, come Kessiè”.

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