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Corrida di Ponte San Pietro, tra magia e canto ogni anno è un gran successo foto

Non c’è più una sedia libera vicino al palco dentro il campo da calcio dell’oratorio maschile: chi vuole sedere si accontenta di stringersi sui gradoni degli spalti dietro la rete di ferro del campo. Sono tanti gli affezionati della parrocchia presenti, ma nemmeno i giovani mancano

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E’ ormai una tradizione quella della Corrida di Ponte San Pietro, organizzata dalla Cooperativa Sociale Il Segno e che la sera di domenica 28 agosto ha concluso la manifestazione Segnali di Festa. Non c’è più una sedia libera vicino al palco dentro il campo da calcio dell’oratorio maschile: chi vuole sedere si accontenta di stringersi sui gradoni degli spalti dietro la rete di ferro del campo. Sono tanti gli affezionati della parrocchia presenti, ma nemmeno i giovani mancano.

Patrizia Redondi, della cooperativa, lo conferma: “L’edizione di quest’anno è stata un successo: ogni anno c’è sempre più gente, ma quest’anno è stato insuperabile. Segnali di Festa è un appuntamento per tutta la comunità di Ponte San Pietro, attorno a cui si è venuto a consolidare un clima di familiarità che si fonda sulla convivialità e la partecipazione. I nostri ringraziamenti vanno a tutti, in particolare alla famiglia Tamborini e ‘Dj Beppe’, che ha presentato la serata”. All’interno della Cooperativa la partecipazione è sorprendente: si contano 85 giovani collaboratori, che con il loro entusiasmo fanno la differenza.

Nel panorama di questa festa la Corrida è ormai una parte imprescindibile: “è diventato uno spazio per esprimersi nelle varie forme di arte”. Pensate a qualcosa fuori dal comune: alla Corrida deve esserci passato per forza. L’edizione di quest’anno è stata di grande varietà: dai giochi di prestigio si passa alla musica, tra c’è chi canta suona e danza.

A tenere il filo della serata è proprio un mentalista, Federico Ferrari, prestigiatore di Curno. Tre sono i suoi interventi all’interno dello spettacolo, tutti con un tema diverso: la fortuna, l’amore e la comunicazione mentale. Federico coinvolge tutto il pubblico e persino la giuria, che non smette di applaudire. “Voglio mettere in chiaro – dichiara appena comincia – che tutto quello che faccio non è niente di soprannaturale. Sono un ragazzo di ventidue anni che da dieci vive nel mondo del teatro, poi ho scoperto il mentalismo e mi sono appassionato di questo mondo. Ora mi sto laureando in psicologia e scienze della comunicazione a Bergamo ed è stata anche un’occasione per approfondire le mie conoscenze nel mentalismo”. E no, non ipnotizza i professori per conoscere in anticipo le risposte, “anche se in realtà potrebbe bastare passare del tempo con loro per conoscerle e poter fare una previsione”.

A generica

In realtà, il suo curriculum è molto di più: è entrato a far parte a diciassette anni della compagnia del Teatro Donizetti e, nella pausa tra un workshop e l’altro, ha diretto San Remo Giovani per due anni: “La parte più bella del mio lavoro è sorprendere e stupire il pubblico. Sono felice di poter insegnare alle persone che ci sia qualcosa che vada oltre quello che possono pensare”. Parlando di magia, ci sveleresti qualche trucco? “Non posso, potrebbe davvero finire per vie legali: ho dovuto firmare un contratto che mi vieta di divulgare i segreti del mestiere”.

Tra un gioco di prestigio e l’altro si inseriscono le esibizioni dei giovani talenti. Ad aprire la Corrida è la vincitrice della precedente edizione, Marika Girardi, che canta “Il mondo piange”. Il pezzo è toccante e il conduttore, Beppe, commenta: “E’ la canzone più adatta per esprimere lo stupore per quanto sta accadendo in questi giorni”, riferendosi al terremoto del Centro Italia.
La gara vera e propria comincia con Matteo, studente universitario di 24 anni e cantante. Dopo di lui Camilla, 13 anni, interpreta una canzone con i suoi passi di ginnastica artistica. Anna, 17 anni, e Michelle, 13 anni, a turno, si esibiscono nella loro versione dell’Hallelujah: la prima con il violino, la seconda cantando. Dopo di loro, la più piccola di tutti: Carlotta, di 10 anni, che canta “Senza fare sul serio” di Malika Ayane. Dopo la sua performance si esibiscono tutti gli artisti che poi compariranno sul podio. Sul terzo posto, i fratelli Daniel e Silvio di 19 anni, che raccontano una storia toccante nel loro monologo in cui alternano chitarra, tromba e clarinetto. Al secondo posto Clara, anche lei di 19 anni, che si esibisce in una sua interpretazione del musical di “Good Morning Baltimore” e che rivela sul palco che “Venerdì partirò, andrò negli Stati Uniti a studiare Musical”. Il primo posto va a Luigi Abate, che tiene una scuola di danza e stupisce il pubblico con il suo stile pop.

Il sindaco di Ponte San Pietro, Marzio Zirafa, è membro della giuria. Al termine della manifestazione sorride ai suoi concittadini. “Queste occasioni sono fondamentali, altro che starsene a casa davanti a un tablet: stare insieme, ritrovare lo spirito di comunità che i tempi moderni hanno distrutto. E’ così che si supera l’incomunicabilità”. L’appoggio del comune a tutte le manifestazioni all’interno del paese è chiaro: “Ad esempio, l’undici settembre ci sarà ‘Fiume d’Arte’, una manifestazione che coinvolgerà soprattutto i più piccoli. Nella Giunta c’è un assessorato apposta per queste iniziative, quello dei ‘grandi eventi’”.

Per il suo Primo Cittadino, Ponte San Pietro è una perla rara. “Chi viene da fuori si rende conto subito di quanto sia un paese vivo. Al contrario, purtroppo, chi vive qui da una vita crede che non si faccia nulla. Questo rappresenta comunque per noi uno stimolo a fare di più. Il significato più importante di queste occasioni è di creare opportunità per tutti”.

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