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Foppolo alla prova del nove, lunedì il vertice: si chiedono garanzie, trasparenza e cambio di gestione fotogallery

Il 12 settembre la Valle Brembana potrebbe conoscere qualcosa in più sul suo futuro, al momento quanto mai incerto

“Save the date”. Così dicono gli inglesi quando ci si deve ricordare di una data o di un evento importanti. In questo caso, la data da segnare sul calendario è quella del prossimo 12 settembre. Una data che interesserà direttamente Foppolo e gli altri 36 Comuni della Valbrembana.

Lunedì è infatti prevista la riunione del consiglio direttivo del Bim (Bacino Imbrifero Montano), al quale spetta l’ultima parola sull’erogazione dei 750 mila euro a fondo perduto per gli impianti da ricostruire a Foppolo. Una cifra che, insieme ai 2 milioni e mezzo di Regione Lombardia, i 2 milioni raccolti tra privati e i 600 mila euro della convenzione regionale stipulata nel 2012, dovrebbe coprire i costi dell’operazione-cabinovia: 5 milioni e 187 mila euro (senza l’Iva). Un’addizione dal quale dipendono le sorti della prossima stagione invernale, con tutto ciò che ne consegue non solo per Foppolo – dove si trovano le seggiovie distrutte di Quarta Baita e Montebello – ma anche per tutti quei Comuni che di riflesso godono dell’indotto determinato dal turismo legato allo sci.

L’ultimo incontro, quello dello scorso 8 agosto in Comunità Montana, aveva scavato una profonda breccia tra i sindaci della valle proprio sui fondi Bim da destinare a Foppolo. La delibera era passata con 20 voti favorevoli su 37: decisivi quelli dei primi cittadini leghisti e del centrodestra; 7 gli assenti, 9 quelli che hanno lasciato l’aula in segno di protesta. Astenuto dal voto il commissario prefettizio di Carona, Andrea Iannotta.

A scaldare gli animi, l’ipotesi di recuperare le seggiovie bruciate quando in precedenza si era parlato di installare una nuova cabinovia, e il timore che i fondi per Foppolo si rivelino un semplice ‘cerotto’ quando in molti chiedono una soluzione strutturale al problema. Tra i Comuni che più di tutti gli altri avevano contestato la votazione ci sono Averara, Bracca, Dossena, Isola di Fondra, Moio de’ Calvi, Roncobello, San Giovanni Bianco, Ubiale di Clanezzo Valnegra.

Alla luce di questo ‘scisma’ interno, il consiglio direttivo del Bim – composto dal presidente Carlo Personeni, dal vicepresidente Marco Milesi (sindaco di San Giovanni Bianco) e dai consiglieri Raimondo Balicco (vicesindaco di Mezzoldo), Vera Pedrana (rappresentante del Comune di Villa d’Ogna) e Giorgio Valoti (sindaco di Cene), chiederà a Foppolo di soddisfare determinate garanzie. Innanzitutto, quella di vederci chiaro sul progetto della cabinovia (i fondi dovrebbero essere erogati in conto capitale in base allo stato di avanzamento dei lavori); ma anche una discontinuità con il passato in termini gestionali.

Lunedì 12 settembre la valle potrebbe dunque conoscere qualcosa in più sul suo futuro. Al momento, quanto mai incerto.

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