BergamoNews.it - Quotidiano online di Bergamo e Provincia

Clay Paky, da Rio 2016 a Città Alta: “Così nascono gli spettacoli di luce” foto

Clay Paky, l'azienda di Seriate che ha fornito i proiettori d'illuminazione, spiega la genesi degli show luminosi di Piazza Vecchia e Piazza Mercato delle Scarpe, affidati allo scenografo teatrale Sebastiano Romano: “Immagini dal territorio con il fil rouge della natura selvaggia”.

Su Palazzo della Ragione e sulla facciata della biblioteca civica Angelo Mai scorrono le immagini del fiume Adda e dei laghi Gemelli, fiori e “green” orobico avvolgono piazza Mercato del Fieno: scende la sera e le due piazze principali di Città Alta cambiano volto, si lasciano conquistare dalla natura selvaggia in un intreccio di luci.

Il merito è di Clay Paky, azienda bergamasca con sede a Seriate leader mondiale nella produzione di apparecchi di illuminazione per lo spettacolo e per grandi eventi, che ha affidato allo scenografo teatrale Sebastiano Romano il compito di studiare il concept delle installazioni in cinque punti cardine di Città Alta.

“Cinque luoghi simbolo – commenta l’amministratore delegato Pio NahumNelle due piazze l’idea è quella del ‘Son et Lumière’, ovvero le immagini accompagnate dalla musica, mentre le altre sono installazioni di illuminazione architetturale. Il fil rouge dell’iniziativa è la natura selvaggia: abbiamo scelto di rappresentarla con riferimenti all’acqua in Piazza Vecchia e sulla Torre del Gombito, con il tema delle foreste in Piazza Mercato delle Scarpe e sulla Torre della Campanella. La porta di San Giacomo, invece, si differenzia da tutto il resto perchè, su espressa richiesta del sindaco, abbiamo scelto un intervento minimalista. L’idea è quella di rappresentare la natura nel suo aspetto più selvaggio: fiumi, laghi e cascate, con tanti riferimenti al territorio bergamasco. Le riprese sono fatte da noi e poi montate ad hoc con Romano che ha selezionato le scene e individuato le immagini più adatte”.

Un lavoro lunghissimo di preparazione, partito addirittura nell’ottobre scorso con le prime riflessioni: da marzo poi sono iniziati i primi sopralluoghi, accompagnati dalla progettazione degli allestimenti. Ultimi ritocchi in corso d’opera, resi possibili anche dalla disponibilità di alcuni privati che hanno concesso i propri balconi che si affacciano sulla piazza: la fase progettuale si è conclusa a fine luglio mentre l’allestimento fisico vero e proprio ha richiesto altre 3-4 settimane, grazie anche al supporto della Milleluci di Bergamo.

“Abbiamo utilizzato due tipi di proiettori – spiega Pietro Nozza, che ha seguito passo passo il progetto nonchè curatore del Museum of Modern Showlighting di Clay Paky- : quelli architetturali per le 3 installazioni non di piazza, e le teste mobili ‘Mythos’ per gli show. Queste ultime sono molto versatili e protette dalle intemperie da una specie di igloo”.

Se sulle strutture fisiche di Piazza Vecchia Verde le opinioni della gente sono molto variegate e contrastanti, gli spettacoli luminosi sembrano mettere quasi tutti d’accordo: “Ho sentito solamente commenti positivi – commenta soddisfatto Nozza – La luce è sempre un elemento che incanta e ho notato come in tanti fossero in attesa dello show”.

Giovedì 8 settembre per Clay Paky è una giornata di festa: si taglia il traguardo dei 40 anni, un compleanno festeggiato in Città Alta con tutta l’azienda sotto il Palazzo della Ragione. Poco distante, a Casa Suardi, la mostra sulla luce e che racconto il museo: “Si ripercorre la nostra storia in 12 sale – spiega Davide Barbetta, Marketing Manager dell’azienda seriatese – Dal giorno della fondazione, 28 agosto 1976, ad opera di Pasquale Quadri e Claudio Paredi fino ai giorni nostri:ogni sala è dedicata a un’applicazione delle nostre tecnologie. Il primo proiettore era nato per accompagnare le loro esibizioni musicali, in 40 anni poi sono state prodotte icone a livello mondiale. Ad oggi il 40% del mercato è rappresentato dalle apparecchiature per i grandi eventi, dall’illuminazione della Torre Eiffel e della Porta di Brandeburgo a Expo, Olimpiadi di Rio, Superbowl ed Eurovision Song Contest, il 35% da quelle per gli studi televisivi e il 20 per il teatro: il restante 5% per quelle da discoteca, indirizzo iniziale dell’azienda e ora rimasto settore di nicchia”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.