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“Aiutiamo con i bolliti”: a Castelli Calepio è polemica sull’amatriciana solidale

E’ settembre. La politica locale torna battagliera più che mai in quel di Castelli Calepio.

Di fatto, non c’è pace, armistizio, pausa estiva che tenga nel paese della Val Calepio. La polemica e gli scontri tra fazioni sono sempre all’ordine del giorno. Questa volta il piatto caldo della contesa è un’ideale proposta di festa in piazza a base di amatriciana, per solidarietà verso i paesi terremotati. Se non fosse, che sul tavolo della querelle questa volta c’è il tentativo di aiutare chi è scampato alla morte, la questione sarebbe quasi comica. Evidenziamo il “quasi”.

Ma cosa è successo? In breve: due associazioni, quella della protezione civile del paese e l’associazione “Il bel paese” propongono, durante una conversazione telefonica, al consigliere di maggioranza, Fiorenzo Falconi, di organizzare una cena a base di amatriciana, il cui ricavato sarebbe stato devoluto a favore dei paesi colpiti dal sisma. In termini informali, l’idea viene promossa attraverso il Consigliere Falconi al sindaco Giovanni Benini. Dalla chiamata in poi, scatta l’inferno.

Il primo cittadino si dice non interessato. Il suo “no” risuona come un affronto e ben presto non tardano a comparire i primi commenti di disappunto, stupore e indignazione dei suoi cittadini, inclusa la Consigliera di maggioranza in quota Lega Nord, Clementina Belotti.

Dalle colonne del gruppo “Sei di Castelli Calepio se…”, i cittadini cercano “interpretare le parole del sindaco Benini”. La domanda alla base dello sconforto è una e semplice: “Quel ‘no’, che certamente pesa come un macigno, è un no verso le associazioni, un no verso gli aiuti ai terremotati, o un no giustificato?”

“Ho detto di no all’amatriciana in piazza, perché stavo già organizzando una festa di fine estate a base di bolliti. I soldi del’iniziativa – spiega il primo cittadino – sarebbero stato devoluti ai terremotati. Basta. Preferisco la tradizione a km zero piuttosto che un piatto di amatriciana. Cambia la pietanza, ma non la sostanza. Giusto?”.

Agli abitanti di Castelli Calepio non resta che tenere uno spazio libero nella pancia sia per il bollito che per un bel piatto di pasta, che sia amatriciana o meno; sperando che la tavola, come da tradizione italiana, possa unire e non dividere. Anche se a Castelli Calepio.

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