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Treviglio, 2 guardie armate in stazione: “Realizzato ciò che il governo non ha mai fatto”

L'assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Sorte a Treviglio per presentare un'importante novità in materia di sicurezza: due guardie armate garantiranno l'ordine dello scalo ferroviario.

Due guardie giurate armate per garantire l’ordine dello scalo ferroviario dei convogli in partenza e in arrivo a Treviglio: un progetto, partito proprio dalla stazione Centrale della città e finanziato da Trenord, che prevede l’attribuzione in tutte le stazioni lombarde.

I due operatori della sicurezza, che peraltro pare abbiano già avuto modo di intervenire nelle prime ore di servizio, svolgeranno la loro attività di controllo per 8 ore al giorno attraverso dei turni variabili, anche a bordo dei treni da e per Milano. Un investimento di circa 100mila euro, per quanto riguarda Treviglio, nell’ambito dei 3 milioni stanziati dalla Regione per l’assegnazione di circa 50 uomini (il numero, però, pare sia destinato ad aumentare) a tutti gli scali della Lombardia distribuiti secondo una precisa mappatura delle criticità.

Uno step in avanti rispetto al progetto embrionale che, non molto tempo fa, vedeva dei vigilantes non armati a presidio delle diverse stazioni ferroviarie. 

“Dalla Regione abbiamo dovuto prendere dei provvedimenti molto costosi – ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Sorte – ma riteniamo che la sicurezza sia una delle priorità del nostro mandato. Le due guardie attribuite alla stazione di Treviglio non saranno certo la soluzione a tutti i problemi, ma crediamo che questo sia un provvedimento non populista e concreto che potrà portare beneficio alla città di Treviglio e, in generale, sulle diverse tratte”.

Sottolineando la stretta collaborazione con il Comune di Treviglio, l’assessore ha poi chiuso: “Sono molto dispiaciuto, perchè abbiamo realizzato autonomamente qualcosa che non ha fatto il governo. Prima ancora che venisse adottato questo provvedimento, c’era stata una richiesta ufficiale di potenziare nostre forze dell’ordine, ma dallo Stato non ci sono state risposte”.

Sulla stessa linea, anche il sindaco di Treviglio Juri Imeri: “Credo sia un segno negativo il fatto che la Regione, come il Comune, debbano sostituirsi allo Stato per quanto riguarda la gestione della sicurezza. In Regione amministriamo bene e con fatti concreti, a Treviglio abbiamo dato massimo supporto dal punto di vista del l’operatività della polizia locale con il cane antidroga e al potenziamento della videosorveglianza di quest’area: è un segnale che, comunque, di fronte all’inadeguatezza delle risposte del governo, dalla Regione al Comune, si lavora per garantire almeno il presidio per prevenire situazioni particolari”.

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