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A Seriate l’addio alla prof uccisa in casa, il parroco: “Chi è stato, confessi” fotogallery

“Il colpevole si liberi la coscienza e confessi”. E’ l’appello lanciato dal parroco di Seriate, don Mario Carminati, nel corso dell’omelia del funerale di Gianna del Gaudio, uccisa nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 agosto nella villetta al civico 4 di viale Montecampione.

La donna, 63 anni, insegnante da poco in pensione, è stata ritrovata a terra in cucina in un lago di sangue, già priva di vita, dal marito che era uscito a portare l’immondizia. A colpirla mortalmente con un taglio alla gola sarebbe stato un uomo incappucciato, che si è introdotto in casa e dopo l’omicidio avrebbe frugato in alcuni cassetti, per poi fuggire dopo aver visto entrare il marito della vittima, Antonio Tizzani, ex ferroviere di 68 anni. Almeno secondo quanto raccontato dallo stesso Tizzani, indagato a piede libero, fin dai primi istanti dopo il delitto ai carabinieri intervenuti sul posto.

Alla cerimonia funebre erano presenti il marito Antonio e i due figli Mario e Paolo, seduti in prima fila. Antonio Tizzani non ha smesso di piangere per l’intera messa. Gremita la chiesa parrocchiale di Seriate, anche con numerosi ex studenti della del Gaudio. Un ex collega della professoressa ha letto un messaggio: “Grazie per quello che hai fatto come collega e come docente. Non ti dimenticheremo mai”.

Il parroco, nel corso dell’omelia, dopo aver ricordato la donna, ha lanciato un appello all’assassino: “Perché qualcuno può decidere di fare del male così? E’ la domanda che mi ha rivolto il nipotino di Gianna, che a 4 anni si chiede un ‘perché’ che ci chiediamo tutti. E’ un male dal quale l’assassino potrà guarire solo confessando a sè stesso, agli altri e soprattutto a Dio la sua colpa e chiedendo perdono del male causato”.

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