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Scanzorosciate in festa per il Moscato, Davide Casati: “Un volano per il territorio”

Da festa di paese a evento di richiamo per tutta la provincia. Ne ha fatta di strada la festa del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi da quando è nata, undici anni fa.

Nel tempo, è cresciuta in maniera esponenziale, acquisendo una dimensione sovra-locale: è passata dai 500 visitatori della prima edizione ai 40 mila partecipanti dell’anno passato. Una quota significativa che si accompagna all’ampliamento della manifestazione, che si è dotata di un programma sempre più ricco.

Ogni volta il cartellone si espande, proponendo attrazioni sempre nuove e pensate per tutte le fasce d’età e capaci di soddisfare ogni preferenza: il pregiato passito e le specialità locali s’incontrano con le eccellenze dello spettacolo, dello sport e della cucina, in una cornice ricca di eventi, concerti, esposizioni artistiche e momenti aggregativi.

Ai numeri importanti si abbina un ampio coinvolgimento della cittadinanza: alla base c’è un notevole lavoro di rete, un’estesa collaborazione tra enti e istituzioni, aziende e produttori, gruppi e associazioni, con tanti volontari che si impegnano per la buona riuscita della kermesse, che per questa edizione ha ottenuto anche il patrocinio di Regione Lombardia.

Quest’anno la macchina organizzativa ha avviato i preparativi il 9 gennaio e ora è pronta ad entrare nella fase clou, ovvero l’ormai prossima realizzazione della kermesse, che si tiene da giovedì 8 a domenica 11 settembre. Per saperne di più, abbiamo intervistato il sindaco di Scanzorosciate, Davide Casati.

Qual è il segreto del successo della festa del Moscato di Scanzo?
Far sì che non sia solo una festa, ma un momento in cui tutta la comunità si senta partecipe e orgogliosa del proprio territorio. È il risultato di un lavoro di rete tra aziende, famiglie, associazioni e istituzioni, impegnate ogni anno per fra crescere la qualità dell’iniziativa e a trasmetterne i valori.

E quali sono questi valori?
L’importanza dei legami, il sacrificio, la passione, la competenza e la dedizione. Alla festa hanno collaborato oltre 300 persone, molti dei quali sono giovani. Colgo l’occasione per ringraziare tutti quanti si sono impegnati nell’organizzazione dell’iniziativa, appassionati, disponibili e preparati.

Una manifestazione capace di coinvolgere il pubblico di ogni età…
È il bello di questa festa: a seconda degli eventi, ci sono partecipanti delle diverse fasce d’età. Ogni anno il programma presenta proposte per grandi e piccini, giovani e famiglie, nonni e nipoti.

La festa ha anche un ritorno economico per il paese?
I quattro giorni della festa sono un’importante occasione di promozione del territorio, un’opportunità per dare visibilità a Scanzorosciate e a tutto ciò che lo caratterizza, il Moscato, i prodotti tipici e il paesaggio. Far conoscere tutti questi aspetti, sicuramente, ha effetti positivi anche dopo la manifestazione.

Sabato 10 settembre alla festa verrà illustrato il progetto Erg, Regione europea della gastronomia. Che valore ha per il territorio?
Il progetto “Erg, a cui Scanzorosciate ha aderito, rappresenta la speranza che tra le quattro province appartenenti alla Lombardia orientale (Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova), possano instaurarsi relazioni stabili per la promozione del territorio.

Per concludere, questo progetto sembra raccogliere l’eredità di Expo. Cosa ne pensa?
Expo era stato il tema al centro della scorsa edizione della festa del Moscato di Scanzo e, come avevamo affermato, ha rappresentato un punto di partenza per un ampio lavoro di promozione del territorio. Con l’impegno e le iniziative che stiamo mettendo in campo in questa direzione, stiamo concretizzando l’obiettivo prefissato in occasione dell’esposizione universale.

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