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Foppolo, è slalom di società ma al traguardo stessi protagonisti fotogallery

In quel di Foppolo è partita la corsa contro il tempo. Mercoledì 31 agosto le buste hanno rivelato il nome dell’azienda che si è aggiudicata il bando di negoziato indetto lo scorso 22 agosto dal Comune per la realizzazione della cabinovia che sostituirà le seggiovie di Quarta Baita e Montebello, andate distrutte dopo i roghi dello scorso 8 luglio.

Per i meglio informati era quasi scontato: il nome è quello della Graffer Srl, bresciana con sede a Lonato del Garda. La società è stata l’unica a presentarsi. Le altre invitate hanno preferito declinare l’invito, non presentando alcuna offerta.

Ricapitoliamo. Fondata nel 1935 a Gardolo in Trentino Alto Adige, la Graffer è uno dei nomi storici del settore. Nel curriculum vanta la costruzione degli impianti per le olimpiadi invernali a Cortina d’Ampezzo nel 1956, per i mondiali di salto con sci in Val di Fiemme nel 1991, per quelli ISF di snowboard a Folgarida nel 1999 e per le olimpiadi invernali di Torino 2006. Ha inoltre realizzato seggiovie in più di 30 stati sparsi in giro per il mondo. Un passato glorioso che l’ha resa il simbolo degli impianti di risalita trentini degli anni d’oro.

Dalle tante vette raggiunte, però, precipita nel 2011, quando viene dichiarata fallita dal tribunale di Trento. Colpa della crisi, dei debiti e dell’accumulo di un passivo di circa 3,8 milioni di euro. Il patron Filippo Graffer, figlio del fondatore Nino, finisce nel mirino della Procura accusato di bancarotta per distrazione. In sostanza, avrebbe fatto una serie di prelevamenti a suo favore dal 2008 al 2011 per circa 80 mila euro. C’è anche un secondo capo d’imputazione, che riguarda un’altra società, la Funivie Fedaia Marmolada, per aver occultato delle carte relative alla contabilità dell’azienda nel corso di un controllo della Guardia di Finanza.

La vicenda si conclude poi con un patteggiamento a sei mesi (pena sospesa) per bancarotta semplice: Graffer non si sarebbe appropriato del denaro della società che stava navigando in acque tempestose, ma avrebbe ritardato la dichiarazione di fallimento spendendo così ulteriore denaro nel disperato tentativo di salvare l’impresa. Assolto, invece, dall’altro capo d’accusa.

L’azienda passa così di mano, amministrata attualmente dal bresciano Riccardo Alloisio, a cui fa capo la società che detiene la maggioranza delle quote, la Noon, con il 40%. Il resto è diviso tra le società Mosè e Finemi. Altra figura di spicco è quella di Sergio Lima, anche lui bresciano e residente a Lugano, in Svizzera. Una vecchia conoscenza di Brembo Ski in quanto fondatore della Snowstar, azienda in liquidazione (guarda qui) che nel comprensorio sciistico dell’alta Valle Brembana aveva già eseguito diversi lavori.

Si tratta della stessa azienda della quale era amministratrice Palmira Lorena Guerini: bresciana, 48 anni, di Sarezzo, fino a poco tempo fa amministratrice unica della Fenix Italia Srl (incarico che ha iniziato a rivestire dal 20 giugno 2016). Stiamo parlando dell’impresa dedita alla produzione di calzature e pantofole in cuoio che il 27 giugno scorso (due giorni prima dell’udienza in programma il 29 dello stesso mese) ha versato i 150 mila euro di stipendi arretrati ai dipendenti, scongiurando la richiesta di fallimento nei confronti di Brembo Ski. La stessa persona che, stando alle parole del sindaco Giuseppe Berera, ha anche “una quota di partecipazione nella società di scopo Foppolo Teleriscaldamento“.

A proposito dei dipendenti: “Il fatto che stiano partendo i lavori di ripristino della cabinovia potrebbe lasciarci ben sperare – commenta Tobia Perini, sindacalista della Cgil che ha seguito da vicino il caso degli operai non pagati da Brembo Ski -. Senza queste operazioni di manutenzione, dopo tutto, non vi sarebbe la possibilità di partire con la stagione invernale, con tutto quel che ne consegue anche in termini di prospettive occupazionali”. Ragion per cui: “In ottica futura potrebbe essere una buona notizia per i lavoratori, anche se i punti di domanda sono ancora tanti”.

Una visione condivisa soltanto in parte dai (pochi) lavoratori che decidono di esporsi, e che ci tengono  tuttavia a custodire l’anonimato: “E’ una buona notizia, ma fino ad un certo punto – commentano alcuni di loro -. Questo dimostra che in realtà non è cambiato nulla. Le persone che hanno contribuito a creare questa situazione a dir poco disastrosa sono ancora al timone della società, e in previsione futura questo non può che preoccuparci”.

Nel frattempo, il sindaco di Foppolo Berera ha annunciato che i lavori viaggeranno a pieno ritmo. L’obiettivo da raggiungere, come noto, è quello di inaugurare la telecabina acquistata nel 2012 da Brembo Ski a Corvara, in provincia di Bolzano, entro la stagione invernale: “Le operazioni saranno realizzate grazie ad un lavoro concentrato contemporaneamente sulla stazione di monte, la stazione di valle e sulla linea – si legge in una nota del Comune -. Tre squadre che opereranno autonomamente saranno in grado di lavorare anche nei giorni festivi e su più turni, in  modo da rendere possibile la realizzazione dell’opera in 100 giorni, come previsto dai tempi strettissimi del bando. Vale poi la pena sottolineare che la nuova procedura di affidamento dei lavori, eseguita in forma telematica attraverso la piattaforma Sintel, ha consentito di portare a termine la gara con una notevole accelerazione dei tempi di assegnazione e con garanzia di trasparenza”.

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