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Clementina Gabanelli: “Quel pasticcio del fertility day”

Pubblichiamo l'intervento di Clementina Gabanelli, avvocato e docente di diritto, in merito al Fertility Day promosso dal Ministero della Salute per il 22 settembre.

Il Ministero della Salute ha promosso una campagna di promozione per il “Fertility Day”, previsto per il prossimo 22 settembre. Il “Fertility Day” è una giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tema della fertilità e sul rischio della denatalità, cioè della diminuzione delle nascite.

È la prima volta che un’iniziativa del genere viene istituita in Italia (in altri Paesi le iniziative dedicate alla “fertilità” sono più spesso rivolte a chi soffre di infertilità, come in Irlanda e Nuova Zelanda). La campagna di promozione è stata molto criticata sui social perché accusata di fare eccessiva pressione sulle donne affinché facciano figli il prima possibile: uno dei manifesti pubblicitari dell’iniziativa mostra infatti una ragazza che tiene in mano una clessidra, mentre accanto a lei c’è scritto “La bellezza non ha età. La fertilità sì”.

fertility day

Pubblichiamo l’intervento di Clementina Gabanelli, avvocato e docente di diritto.

Imbarazzante e offensiva, trovo siano questi gli aggettivi che meglio si adattano alla campagna Fertility day promossa dal Ministero della salute.

L’immagine della donna con la clessidra e le altre utilizzate, fanno arretrare l’orologio dei diritti di alcuni decenni. Insomma, il messaggio che viene veicolato è che una donna è realizzata solo se madre e le donne che scelgono di non avere figli, o che non possono averne, sono donne solo a metà.
Facili le obiezioni che si possono muovere al piano della Ministra per contrastare la denatalità.

In Italia non si fanno figli perché il lavoro è scarso e precarizzato, non ci sono strutture adeguate, mancano politiche sociali a sostegno della famiglia, quindi chi non ha la fortuna di contare su un welfare familiare incontra notevoli difficoltà.

La Ministra risponde che lei si occupa di salute, mentre spetta al Governo occuparsi di politiche sociali.
Come si dice, la toppa è peggiore del buco, perché fa pensare che non ci sia alcun raccordo tra l’azione dei vari Ministri e quindi nessun programma politico coerente.
Altrettanto ridicola, pur nella sua tragicità, è la reazione di Matteo Renzi che afferma stizzito di non essere a conoscenza del Piano della Ministra, come se il principale compito del Presidente del Consiglio non dovesse essere quello di coordinare l’attività del Governo.

E comunque, al di là di queste considerazioni, mi piacerebbe che si ricominciasse a parlare di maternità consapevole e libera, di prevenzione, di contraccezione, vorrei che i consultori fossero diffusi sui territori e finanziati, mi piacerebbe che il fondamentale diritto alla salute fosse attuato e che l’accesso alle prestazioni sanitarie non fosse una corsa ad ostacoli dove vince chi ha maggiori possibilità economiche…

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