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Incrocio pericoloso tra Scanzo e Pedrengo: “Incompleto, speriamo nessuno si faccia male”

Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Scanzorosciate Alan Vassalli all’attacco su un attraversamento pedonale pericoloso tra i Comuni di Scanzo e Pedrengo, in particolare la modifica alla viabilità tra via Calvarola e via XXV novembre.

“Potrebbe sembrare uno scherzo ma ahimè non lo è – ha scritto sulla sua pagina Facebook – Un attraversamento così dovrebbe esistere solamente a Zelig, invece siamo tra Scanzorosciate e Pedrengo. Sembrerebbe un cantiere completo e finito, data la segnaletica, ma invece non lo è: per la conclusione pare che manchi l’esproprio della proprietà adiacente per la realizzazione del marciapiede. La domanda ora viene spontanea: ma non era il caso di predisporre l’atterraggiodell’attraversamento prima di fare il lavoro? Poi visto che si spendono soldi non si poteva allargare il marciapiede sul lato di Scanzorosciate per eliminare la barriera architettonica esistente? Spendiamoli bene questi soldi che già son pochi…”.

scanzo

Per il consigliere del Movimento 5 Stelle i lavori, così eseguiti, non sono completi e potenzialmente anche pericolosi: “Hanno arretrato la linea dello stop – spiega – Quindi per attraversare l’incrocio a semaforo spento bisogna sporgersi pericolosamente. A precisa domanda sui social il sindaco di Scanzorosciate ha risposto che ‘prossimamente si incontreranno i comandanti della rispettiva polizia per studiare una sperimentazione’. Sinceramente non condivido questa prassi: una modifica così importante a mio avviso si elabora, si sperimenta provvisoriamente e poi concluso questo iter si eseguono le modifiche del caso. Nell’attesa che i lavori vengano terminati auguriamoci che non succeda nulla”.

E Vassalli mette in guardia il sindaco Davide Casati anche da possibili risvolti negativi in caso di incidente: “L’articolo 589bis del codice penale, introdotto con la legge 41 del 23 marzo insieme alla circolare del dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, calca la mano sui sindaci per il reato di omicidio stradale non aggravato in quanto responsabili della manutenzione e gestione delle loro pertinenze, nonché delle attrezzature. Deve essere assicurato anche il controllo tecnico dell’efficienza delle strade e delle relative pertinenze e l’installazione e manutenzione della segnaletica prescritta”.

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