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Donna uccisa a Seriate, l’appello del procuratore: “Chi ha visto, si faccia avanti” fotogallery video

Proseguono le indagini sull'omicidio avvenuto nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 agosto nella villetta al civico 4 di viale Montecampione a Seriate, dove alle 12.40 Gianna del Gaudio è stata uccisa con una coltellata alla gola

Proseguono le indagini sull’omicidio avvenuto nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 agosto nella villetta al civico 4 di viale Montecampione a Seriate, dove alle 12.40 una donna è stata uccisa con una coltellata alla gola.

Omicidio Seriate

Gianna del Gaudio, 63 anni, insegnante da poco in pensione, è stata ritrovata a terra in cucina in un lago di sangue, già priva di vita, dal marito che era uscito portare l’immondizia. A colpirla mortalmente con un taglio alla gola sarebbe stato un uomo incappucciato, che si è introdotto in casa e dopo l’omicidio avrebbe frugato in alcuni cassetti, per poi fuggire dopo aver visto entrare il marito della vittima, Antonio Tizzani, ex ferroviere di 68 anni. Almeno secondo quanto raccontato dallo stesso Tizzani, indagato a piede libero, fin dai primi istanti dopo il delitto ai carabinieri intervenuti sul posto.

Sulla vicenda è intervenuto anche il nuovo procuratore della Repubblica di Bergamo, Walter Mapelli, che ha lanciato un appello: “Si tratta di un caso molto delicato e sul quale stiamo lavorando in modo dettagliato, senza tralasciare nulla – le parole di Mapelli – . Proprio per questo, chiedo a chi abita nella zona della villetta del delitto, anche non nelle vicinanze, e ha installato un sistema di videosorveglianza, ci fornisca le immagini registrate quella notte, in modo da poter verificare se qualcuno che possa corrispondere alla descrizione dell’omicida fornita dal marito della donna, sia stato notato in giro”.

Intanto nell’abitazione teatro dell’omicidio sono arrivati anche i carabinieri del Ris. I militari del Reparto Investigazioni Scientifiche hanno perlustrato ogni stanza alla ricerca di tracce ematiche, anche attraverso il Luminol, e impronte digitali che possano spiegare meglio come siano andate le cose.

I dati sui rilievi effettuati saranno confrontati  con quelli forniti dall’autopsia sul cadavere della vittima svolta dal medico legale Andrea Verzelletti di Brescia nella camera mortuaria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dalla quale è emerso che la donna è stata uccisa con un solo fendente, deciso, alla gola.

L’arma utilizzata per il delitto, pare un coltello di medie dimensioni, non è ancora stata ritrovata. I carabinieri di Seriate e Bergamo l’hanno cercata a lungo fin da primi minuti dopo il fatto, sia in casa che nei garage e nei giardini circostanti: ma nulla, chi ha ucciso la donna o l’ha fatto sparire o l’ha portato via con sé.

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