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Bellingardi: “Il futuro dell’aeroporto di Orio? In un sistema lombardo per dare sviluppo all’Italia” video

Il 1° settembre 2006 Emilio Bellingardi entrava in Sacbo, la società che gestisce l'aeroporto di Orio al Serio. Dopo dieci anni è direttore dello scalo bergamasco e a Bergamonews.it spiega piani di sviluppo e strategie per il futuro di Orio.

Sogna un aeroporto a livello europeo, in un sistema lombardo che sia il motore della ripresa economica italiana, assicura l’impegno di Sacbo nella sicurezza e nella realizzazione del collegamento ferroviario.

Emilio Bellingardi esattamente dieci anni fa, il 1° settembre 2006, arrivava in Sacbo dopo un’esperienza iniziata nel 1979 nell’ambito del sistema aeroportuale milanese. Oggi è direttore di Sacbo.

A distanza di dieci anni, come è cambiato l’aeroporto di Orio al Serio?
“Dieci anni fa c’erano due macchine basate Ryanair, un aeroporto con grande possibilità e opportunità di crescita, ci siamo a testi bassa con il presidente Ilario Testa del quale non dobbiamo mai dimenticarci la grande visione di futuro. Oggi abbiamo oltre 15 macchine basate Ryanair, 490 dipendenti, e oltre 5mila persone lavorano in aeroporto. C’è un beneficio economico su una grande area, abbiamo distribuito milioni di euro sul territorio, abbiamo fatto investimenti senza chiedere un euro al pubblico. Potevamo fare di più? Sicuramente, ma sono anche molto soddisfatto dei risultati ottenuti”.

Il 5 agosto scorso un cargo Dhl in fase di atterraggio è uscito di pista. Un incidente che ha aperto il tema della sicurezza dell’aeroporto e sulle vie d’accesso allo scalo.
“La nostra attenzione sulla sicurezza è sempre stata alta. Le continue esercitazioni hanno certo creato una cultura sulla sicurezza, però non possono di certo simulare ciò che si prova in quei momenti”.

Chi le ha dato la notizia alle 4 del mattino?
“Un messaggio cifrato che abbiamo nel nostro sistema”.

Come ha reagito?
“Ho chiesto subito se c’erano vittime. La mente è andata subito ad altri episodi tragici della storia dell’aviazione italiana”.

La macchina dei soccorsi ha funzionato?
“La capacità di reazione dei bergamaschi è stata incredibile. I bergamaschi dovrebbero esserne fieri. Mettere attorno al tavolo tutte le diverse forze non è un esercizio da poco, eppure è riuscito e tutti hanno dimostrato spirito di squadra e grande professionalità. L’evento è avvenuto alle 4.07 e alle 6.47 abbiamo riaperto l’aeroporto. Un dato significativo dell’efficienza di tutti coloro che hanno lavorato in quelle ore”.

Con questo incidente si è aperto il fronte sulla sicurezza attorno all’aeroporto. In particolare sulle vie d’accesso. Che cosa risponde a queste critiche?
“Nel nostro piano di sviluppo, quindi non da ora ma da tempo, abbiamo inserito la possibilità di interrare la tangenziale che costeggia la pista ad Est. Inoltre nel piano sono previsti anche letti di arresto, due aree in cima e in fondo alla pista. Si tratta di tecnologie in fase di certificazione, che siamo pronti ad adottare”.

Come hanno reagito le compagnie aeree a questo incidente? Avete raccolto critiche, solidarietà?
“Avevano appena costruito l’hangar di Ryanair per la manutenzione degli aerei e lo avevano dipinto con i colori del loro marchio. Ebbene il giorno seguente è arrivato l’ordine e hanno ridipinto l’hangar con il tricolore italiano e la scritta Amiamo l’Italia. Penso basti questo episodio per dire quanto tutte le compagnie aeree ci sono state vicine”.

ryanair

È tornata anche forte la critica che evidenzia come l’aeroporto sia troppo vicino alle aree urbane. Che cosa risponde?
“Il nostro aeroporto non è più vicino di altri a aree urbane o a vie di collegamento, ad infrastrutture che servono per la vita dello stesso scalo. Però mi permetta che in dieci anni che lavoro ad Orio ho potuto notare che si continuano ad costruire case e palazzine. E le persone che acquistano o hanno acquistato sanno che ad Orio c’è ed è operativo l’aeroporto”.

Una polemica con i sindaci? Che rapporti ha con loro?
“Nessuna polemica. Ho buoni rapporti con tutti i sindaci dei Comuni che gravitano su Orio”.

Capitolo infrastrutture: siete pronti ad investire per il collegamento ferroviario?
“Sì, lo abbiamo sempre detto. Non è un innamoramento dell’ultima ora. Il treno però deve essere collegato con Bergamo e Milano, anzi abbiamo previsto anche una diramazione ad Y per raggiungere e collegare Brescia”.

Punta a scippare Brescia ad altre realtà?
“No, penso di offrire più servizi. Tutto qui”.

La fusione con Sea a che punto è?
“Si devono riaprire le trattative”.

Non c’è il rischio, che Bergamo ha già conosciuto con Bas, che poi la città resti con una piccola percentuale e rimanga fuori dai giochi?
“No. Personalmente credo che tutti dovrebbero fare un passo indietro per fare un grande passo avanti. Solamente così si può dare vita ad un sistema aeroportuale unico, in grado di essere un vero volano per l’economia della Lombardia e di questo Paese”.

Il vostro piano di sviluppo che cosa riserva ancora?
“Abbiamo appena assegnato la progettazione di due nuovi finger, due punti di imbarco verso ovest”.

Renzo Piano in questi giorni post terremoto chiede che edifici pubblici come ospedali e scuole siano costruiti a prova di sisma. Com’è messo l’aeroporto di Orio?
“Risponde a tutti i requisiti di Legge e a severe certificazioni”.

Senta, c’è però un problema con l’area nuova, quando c’è un nubifragio assistiamo a passeggeri che fotografano o filmano l’acqua che filtra dal tetto. Che succede?
“È la conseguenza dei violenti eventi meteorologici e del livello delle infrastrutture che deve essere adeguato a subirli. Noi avevamo un problema alla copertura che abbiamo riparato in parte. Ora stiamo lavorando ad un secondo intervento”.

Orio ha un problema anche con i passeggeri che bivaccano nell’atrio in attesa dei voli del primo mattino. Ha in testa una soluzione?
“Da un anno a questa parte ospitiamo una start up “Zzzleepandgo” con tre camerette sempre piene. Ma non è detto che nei piani futuri l’aerostazione possa ospitare un piccolo albergo low cost”.

Lei da dentro l’aeroporto, come vede questo scalo per Bergamo e il suo territorio?
“Io sono milanese. Guardo questo aeroporto che è cresciuto che con l’ospedale e l’università rappresenta i fiori all’occhiello di questa terra. Rappresenta anche una grande opportunità economica in un tempo di crisi che ha visto falciare molte aree. Bergamo ha un territorio con così pochi abitanti, eppure è collegato con il mondo. È tra i primi in Italia, sarebbe tempo che entrasse in un sistema più grande per dargli il giusto riconoscimento europeo”.

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