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Seriate, donna sgozzata in casa: i dubbi sulla versione del marito indagato fotogallery video

Con il passare delle ore aumentano le perplessità sulla versione dei fatti fornita da Antonio Tizzani. Dai risultati dell'autopsia potrebbe stringersi il cerchio intorno all'assassino

Rimane un giallo quello che è accaduto nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 agosto nella villetta al civico 4 di viale Montecampione a Seriate, dove alle 12.40 una donna è stata uccisa con una coltellata alla gola.

omicidio seriate

Gianna del Gaudio, 63 anni, insegnante da poco in pensione, è stata ritrovata a terra in cucina in un lago di sangue, già priva di vita, dal marito che era uscito portare l’immondizia. A colpirla mortalmente con un taglio alla gola sarebbe stato un uomo incappucciato, che si è introdotto in casa e dopo l’omicidio avrebbe frugato in alcuni cassetti, per poi fuggire dopo aver visto entrare il marito della vittima, Antonio Tizzani, ex ferroviere di 68 anni. Almeno secondo quanto raccontato dallo stesso Tizzani, indagato a piede libero, fin dai primi istanti dopo il delitto ai carabinieri intervenuti sul posto.

Martedì mattina, nella camera mortuaria dell’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo, il medico legale Andrea Verzelletti di Brescia ha eseguito l’autposia sul cadavere della 63enne: nessuna dichiarazione all’uscita, dopo oltre quattro ore di esame, ma l’obiettivo è chiaramente quello di capire se la donna, madre di due figli, sposati, ha avuto una colluttazione con il suo aggressore e se, eventualmente, possa aver raccolto qualche traccia del suo dna (magari frammenti di pelle sotto le unghie).

Nel frattempo con il passare delle ore aumentano sempre più i dubbi degli inquirenti sulla versione dei fatti fornita dal marito, che da domenica alloggia nella villetta del figlio Paolo, pochi metri più in là della propria. A partire dalle modalità con cui la donna è stata uccisa, con un’efferatezza non certo tipica di un ladro, come risulterebbe dalla descrizione del killer fornita da Tizzani. Ci sono poi quelle parole, riportate da alcuni vicini, che l’uomo avrebbe urlato dal suo giardino dopo il delitto: “Perché l’hai fatto?”, non esattamente ciò che si potrebbe urlare a una persona che non si conosce. Dalla casa, inoltre, non marcherebbe nulla, così come non sono stati rilevati segni di effrazione su porte e finestre. Inoltre nessuno pare abbia udito urla della donna, nonostante potrebbe aver visto il presunto estraneo entrare in casa a quell’ora della notte.

Dopo l’esame autoptico, le indagini proseguiranno nelle prossime ore con nuovi sopralluoghi da parte degli inquirenti all’interno della villetta, da sabato sotto sequestro, utilizzando anche il Luminol che permette di evidenziare qualsiasi traccia emetica presente, anche se è stata lavata.

L’arma utilizzata per il delitto poi, pare un coltello di medie dimensioni, non è ancora stata ritrovata. I carabinieri di Seriate e Bergamo l’hanno cercata a lungo fin da primi minuti dopo il fatto, sia in casa che nei garage e nei giardini circostanti: ma nulla, chi ha ucciso la donna o l’ha fatto sparire o l’ha portato via con sé.

Saranno poi di nuovo ascoltati il marito e i due figli, per cercare di capire come siano andate realmente le cose in quella notte che ha scosso un intero quartiere, fino a quel momento considerato tranquillo.

La testimonianza di un vicino di casa:

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