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La vera storia dei Pooh narrata da uno dei protagonisti a Dalmine

Venerdì 2 settembre alle 20.30 al Teatro di Dalmine di Via Kennedy sarà presentato il libro di Mauro Bertoli: “Pooh, atto di nascita, 1962-67”.

“Così proposi a Mauro Bertoli, un ragazzo che aveva una chitarra Fender e al quale la nonna aveva regalato un amplificatore, di metterci insieme” queste parole sono del grande Valerio Negrini, compianto paroliere, e prima ancora batterista dal 1966 al 1971 “il quinto Pooh” del quale venerdì 2 settembre alle 20.30 al Teatro di Dalmine di Via Kennedy, in zona mercato.

Il “ragazzo” da lui evocato, Mauro Bertoli, (cofondatore con lo stesso Negrini a Bologna in data 28 gennaio 1966, del complesso, divenuto lungo 50 anni, il più longevo della musica italiana) lo ricorderà nella presentazione del libro e CD “Pooh, atto di nascita, 1962-67”, la vera storia della nascita dei Pooh, per molti ancora tutta da scoprire, una “perla” di quelle che non può mancare nelle librerie delle case di chi è cresciuto, diventato nonno, e ha “coinvolto” figli e nipoti a diventare un “amicopersempre” dei “cinque orsacchiotti”. Si presento’ un pomeriggio sulla porta di casa di Mauro Bertoli e gli disse “So che anche tu ami gli Shadows.

Che ne dici di suonare insieme”?
Si diedero appuntamento in un Centro ricreativo, vicino alla casa di Negrini, dalla parte opposta della città di Bologna, città che ha dato i natali ad entrambi) conosciuta come quella “dove i portici fanno ombra ed una volta passava il tram”.
Bertoli si portò dietro chitarra e amplificatore mentre Negrini lo incitava “Suoniamo perché dobbiamo sfondare”.

Per i due bastava salire sul palco, eseguire un paio di canzoni e tornare a casa “ricchi” dei complimenti ricevuti. La chiamata di Bertoli, a svolgere il servizio militare , fu soltanto una temporanea separazione, nel frattempo Negrini si unisce alla band di Beppe Maniglia, della quale fanno parte il chitarrista Mario Goretti e il bassista Giancarlo Cantelli. Ma il gruppo “non tira” e i tre si rimettono in pista ricontattando Mauro Bertoli e il tastierista-chitarrista Bruno Barraco.

Capitanati da Valerio Negrini prendono vita “I Jaguars”, i “precursori” dei Pooh.
Cantelli cede presto il posto di bassista a Gilberto Faggioli e si verifica l’avvicendamento alle tastiere tra Barraco e Bob Gillot, inglese di Shiffield, che legava con Negrini, l’unico nella band a parlare inglese.
A Gillot succedette, nell’aprile del 1966 Roby Facchinetti, “scoperto” proprio da Mauro Bertoli.

Facchinetti ereditò dall’inglese, non solo le tastiere ma anche le cambiali rimaste da pagare a saldo dello strumento. Divennero cosi’ maturi i tempi per I jaguars per un contratto discografico con la “Vedette” diretta da Armando Sciascia. Ma prima di porre la firma sul contratto, Sciascia si accorge dell’esistenza di un omonimo gruppo romano.

Sarà quindi Aliki, la fidanzata-segretaria di Sciascia di suggerire alla band il cambio del nome in “Pooh”, dal noto orsetto della Walt Disney, anche se per un po’ di tempo ci fu da parte dei fan la difficolta’ a pronunciare correttamente il nome Pooh, tanto da venire presentati nei locali anche come i “Puk” e i “Puff”.

A febbraio 1966 il primo 45 giri “Vieni fuori” sul cui retro era inciso “L’uomo di ieri”, bissato in primavera da un altro singolo “Bikini beat” che vede sul lato B le note di “Quello che non sai”, al quale succederà il terzo singolo, uscito in autunno “Brennero 66”, censurato poi dalla Rai e “rinomato” in “Le campane del silenzio”; sul retro “Per quelli come noi” scelto come titolo del primo album.

E da lì si arriva alla proposta di Bertoli di inserimento della band di Roby Facchinetti, che, essendo l’unico ad avere la patente e a possedere una macchina,si prese l’impegno di, in occasione delle prove, di passare a prendere gli altri componenti della band, per condurli in un rustico che nel frattempo avevano preso in affitto.

Facchinetti è autore della prefazione del libro, scritto da Mauro Bertoli. Ma ci sarebbe molto, ancora da raccontare dell’arrivo nella band del “toscanaccio” di Piombino Riccardo Fogli, avvenuta nel luglio del 1966, (che sostituì al basso Faggioli e si mise in luce a livello vocale, considerato ”molto attraente dalle ragazze” e di tutti gli aneddoti legati alla nascita dei Jaguars, divenuti in seguito Pooh, fino al 1967, quando lo stesso Bertoli uscì dal gruppo, ce li lasciamo raccontare proprio da lui, ospite del Teatro di Dalmine venerdì sera, un appuntamento da non perdere.

Sarà possibile, acquistare al Teatro, le ultime copie ancora disponibili, del libro andato a ruba. La serata è organizzata dall’Associazione Bergamasca Acufeni, con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Dalmine.

Copertina libro di Mauro Bertoli

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