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Il Comitato Musulmani via da Redona: “Siamo in trattativa: non finiranno in strada”

Amministrazione comunale sorpresa dalla nota del Comitato Musulmani arrivata “nel bel mezzo della trattativa per trovare un nuovo spazio di preghiera”: mercoledì scade la concessione della palestra ma i fedeli vi rimarranno fino al termine della settimana.

Tra lo spiazzato e il sorpreso l’assessore all’innovazione, semplificazione, servizi demografici, sportello polifunzionale, servizi cimiteriali e tempi urbani Giacomo Angeloni ha letto a mezzo stampa la posizione del Comitato Musulmani di Bergamo in merito ad un nuovo spazio di preghiera.

Il 31 agosto, infatti, scade la concessione della palestra della scuola Petteni di Redona dove i fedeli erano entrati negli ultimi giorni dello scorso luglio: il Comune, dopo che il Comitato aveva preso le distanze dai fatti di via Cenisio, aveva optato per quella soluzione convinto del loro diritto di avere uno spazio per la preghiera.

Il clima a Redona era apparso da subito disteso, con il parroco don Gianangelo Ravizza, il direttore dell’Ufficio del dialogo interreligioso don Massimo Rizzi, un gruppetto di giovani che gestiscono lo spazio Edoné, il consigliere comunale Niccolò Carretta (Lista Gori) e l’assessore Giacomo Angeloni che avevano dato il benvenuto durante il primo venerdì di preghiera.

E per questo il Comitato Musulmani di Bergamo ha ringraziato, andando anche oltre: “È stato un segnale di vicinanza e di ospitalità che ci hanno fatto sentire finalmente ‘cittadini’ di Bergamo, e soprattutto ‘cittadini’ italiani”.

“Putroppo però – hanno aggiunto nella loro nota – il periodo di serenità e tranquillità si avvicina, a quanto pare, a diventare un vecchio ricordo, visto che la nostra presenza nella palestra di Redona sta volgendo al termine. Noi del Comitato non chiediamo altro che un luogo dignitoso ove poterci ritrovare, pregare insieme, chiedere la pace insieme, incitare i fedeli a donare il proprio sangue e gli sms solidali per i terremotati di pochi giorni fa, o di cominciare ad uscire dal guscio per rendersi partecipi della vita sociale della città. Non vogliamo essere costretti a tornare a pregare per strada sotto la pioggia e il freddo che tra poco ritornerà”.

Ed è questo passaggio che ha spiazzato Angeloni, perchè arrivato proprio nel bel mezzo della trattativa tra Comitato e Comune di Bergamo: “Stiamo lavorando a una soluzione e gliela stiamo proponendo – commenta sorpreso – Non capisco questo utilizzo strumentale dei giornali nel momento in cui hanno il pieno appoggio del Comune nella ricerca di un nuovo spazio. In ogni caso non finiranno in strada, resteranno in palestra per tutta questa settimana”.

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