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Terremoto, a Bergamo rischio basso: “Abbiamo 70 ingegneri pronti per emergenze post-sisma” foto

Il presidente degli ingegneri orobici Emilia Riva spiega i rischi a livello sismico in provincia e l'organizzazione pre e post eventuale emergenza: “Abbiamo ingegneri addestrati ad intervenire nei luoghi colpiti per il censimento dei danni e la valutazione di agibilità degli edifici”.

Il terremoto del 24 agosto nell’Italia centrale ha aperto tanti interrogativi anche nel resto del Paese: anche in provincia di Bergamo sono tanti i cittadini e le imprese che si sono rivolte all’Ordine degli Ingegneri per conoscere la situazione sismica nella nostra Provincia.

Il presidente dell’Ordine Emilia Riva ha provato a rispondere ai dubbi sui rischi concreti e sulle norme che disciplinano la materia, tra interventi di adeguamento e miglioramento sismico e rimborsi fiscali.

“L’ultimo evento sismico del 24 agosto scorso che ha colpito le provincie di Rieti, Ascoli Piceno, L’Aquila e Perugia ha evidenziato ancora di più che una conoscenza del grado di sicurezza sismica della propria abitazione o luogo di lavoro permetterebbe di valutare consapevolmente le decisioni relative agli interventi di miglioramento o adeguamento sismico, a favore della sicurezza di persone e cose.

Secondo la classificazione sismica, recentemente aggiornata dalla Regione Lombardia con DGR n. 2129 del 11 luglio 2014, tutti i Comuni della Provincia di Bergamo sono in Zona 3 cioè zona con pericolosità sismica bassa. Ciò significa che ci possono essere solo scuotimenti modesti, rispetto alla zona 1 di massima pericolosità delle zone recentemente colpite del Centro Italia.

Con le conoscenze attuali i terremoti non sono prevedibili, né per localizzazione, né per intensità. Si possono solo fare stime probabilistiche sulla loro periodicità ed intensità.

Quindi l’unica via percorribile è quella della prevenzione.

Occorre qui chiarire il significato di certi termini tecnici usati onde evitare confusione o false aspettative sui possibili interventi di messa in sicurezza sismica.

Si intende per ‘adeguamento sismico‘ l’esecuzione di interventi finalizzati a rendere la struttura idonea a resistere alle combinazioni delle azioni di progetto e conseguire livelli di sicurezza previsti dalle Norme Tecniche vigenti (NTC 2008).

Si intende per ‘miglioramento sismico‘ l’esecuzione di uno o più interventi finalizzati ad accrescere la capacità di resistenza delle strutture esistenti, senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalle Norme Tecniche vigenti (NTC 2008).

L’ ordinanza del 20 marzo 2003 n. 3274 della Presidenza del Consiglio dei Ministri obbliga tutti i proprietari pubblici e privati di edifici strategici (edifici che possono essere utilizzati per la gestione dell’emergenza come sale operative, ospedali, strutture sanitarie) e di edifici rilevanti (asili, scuole, ospizi e strutture suscettibili di grande affollamento) ad eseguire la valutazione di vulnerabilità sismica su tali immobili per stabilirne il grado di sicurezza nel caso di un evento sismico. La valutazione di vulnerabilità sismica deve essere effettuata da un ingegnere qualificato.

L’obbligo di sottoporre gli edifici alla verifica di sicurezza sismica si riferisce a tutti gli edifici e le opere di interesse strategico e/o rilevanti, in qualsiasi zona sismica si trovino, indipendentemente dal fatto che il proprietario sia pubblico o privato e indipendentemente dai programmi e dai finanziamenti stabiliti a livello nazionale o regionale. In particolare, ai sensi delle norme vigenti, è obbligatoria la verifica mentre non lo è l’intervento: a seconda dell’esito della verifica il proprietario deve programmare eventuali interventi da realizzare entro un determinato periodo di tempo, in funzione appunto dei risultati della verifica stessa.

Nelle costruzioni esistenti le situazioni concretamente riscontrabili sono le più diverse ed è quindi impossibile prevedere regole specifiche per tutti i casi. La valutazione di sicurezza sismica costituisce il passo essenziale, il primo da farsi per conoscere lo stato di conservazione del patrimonio edilizio e necessario per procedere con la pianificazione sia degli interventi che delle risorse economiche necessarie.

La valutazione di sicurezza sismica segue l’iter illustrato dal D.M. del 14.01.2008 e dalla Circolare n. 617 del 02.02.2009, costituito dai seguenti passaggi:

  1. analisi storico-critica;

  2. rilievo geometrico-strutturale;

  3. caratterizzazione meccanica dei materiali;

  4. definizione dei livelli di conoscenza e dei conseguenti fattori di confidenza;

  5. definizione delle azioni e nella relativa analisi strutturale;

  6. determinazione della vulnerabilità del sistema struttura esistente

La valutazione di sicurezza sismica può essere fatta esclusivamente da tecnici preparati e qualificati, in particolare da ingegneri strutturisti.

Il miglioramento della sicurezza sismica degli edifici esistenti è una missione sia tecnica che sociale di grande rilevanza, essendo finalizzata alla riduzione del rischio sismico territoriale.

Ad oggi sono numerose le tecniche tradizionali ed innovative disponibili per la progettazione di interventi di miglioramento ed adeguamento sismico dei fabbricati.

La scelta dell’approccio progettuale sostenibile economicamente rimane una delle sfide più importanti da affrontare. Ogni soluzione tecnica proposta ha una diversa prestazione tecnica ed economica. La prestazione tecnica si misura in termini di livello di sicurezza raggiunto con l’intervento.

La prestazione economica si misura in termini di costo totale, stimato come somma dei costi legati all’intervento iniziale ed agli investimenti di riparazione futuri durante la vita utile della struttura, dedotti i rimborsi fiscali. Questi fino al 31/12/2016 sono per le zone 3 e 4 pari al 50% e pari al 65% per le zone a maggiore rischio 1 e 2 di tutti i costi sostenuti fino ad un massimo di euro 96.000,00 e sono detraibili in 10 anni.

L’Ordine degli Ingegneri di Bergamo ha abilitato in collaborazione con la Protezione Civile Nazionale, nel corso del 2014 e del 2015, ben 70 ingegneri per intervenire in situazione di emergenza post sisma. Sono ingegneri che sono stati addestrati ad intervenire nei luoghi colpiti per il censimento dei danni e la valutazione di agibilità degli edifici.

L’elenco degli ingegneri bergamaschi abilitati e disponibili sarà a breve inviato al Consiglio Nazionale degli Ingegneri che coordinerà con la Protezione Civile Nazionale le varie fasi della gestione tecnica post emergenza delle zone terremotate”.

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