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Secondo ko: una Samp tutt’altro che eccezionale esaltata dagli errori atalantini

Ancora errori del mister e del portiere portano l'Atalanta alla seconda sconfitta, commenta il nostro Alberto Porfidia. Intanto il bergamasco Andrea Belotti è capocannoniere.

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Un passo avanti e due indietro. L’Atalanta illude e poi delude. E ripete (purtroppo) alcuni errori della prima giornata, perché nella sconfitta di Genova contro la Sampdoria ci sono ancora scivoloni dell’allenatore e del portiere. E una brutta ricaduta al peggior periodo della scorsa stagione con l’espulsione di Carmona, che lascia la squadra in dieci per più di un tempo. Difficile rimontare in quelle condizioni.

Il ritorno di Gasperini a Genova è molto amaro, contro la sua tradizionale avversaria del derby. Ma l’allenatore nerazzurro ci mette del suo scegliendo di piazzare Raimondi sul giocatore più pericoloso dei blucerchiati, cioè Muriel. Raimondi fa quel che può ma non è certo il più adatto (si vede fin dai primi minuti) a marcare la lepre doriana e va in tilt al 34′ quando si fa rubare palla dal colombiano e poi lo insegue e lo stende in area. Rigore che equilibra la rete di Kessié, ancora protagonista e ancora in gol. Ma non basta l’ivoriano per vedere un’Atalanta, se non vincente, almeno imbattuta contro un avversario tutt’altro che trascendentale.

Diciamo la verità: la Sampdoria si esalta grazie agli errori nerazzurri, visto che nel giro di tre minuti a conclusione del primo tempo Carmona si fa espellere per doppia ammonizione e poco dopo un cross del solito Muriel scavalca in area Spinazzola e trova libero di colpire di testa Barreto. Ma Sportiello arriva male sul pallone che gli scivola in rete.

Da quanto tempo non segnava Barreto? Quante volte l’avete visto fare gol nell’Atalanta? Due in B in 29 partite nella stagione 2010-2011. E non segnava da un anno e mezzo, cioè dal 6 gennaio 2015 nel 5-0 di Palermo-Cagliari. Ma si sa che l’Atalanta è specialista nel far esaltare anche i suoi ex.

Tutto negativo? Per fortuna no, però manca ancora quell’equilibrio necessario per fare risultato, attraverso quel gioco che prima o poi l’Atalanta di Gasperini riuscirà a proporre (speriamo). Perché a Genova l’allenatore fa qualche correzione rispetto allo strano schieramento con la Lazio: riecco Masiello, che infatti si rivelerà tra i migliori e anche grazie a lui la squadra subisce solo due gol. Ecco dall’inizio D’Alessandro, propositivo ma non efficace come in altre occasioni, anche perchè quando la squadra si ritrova in dieci diventa complicato ricreare occasioni da gol.

L’Atalanta fino al gol di Kessiè gioca meglio della Samp e potrebbe segnare già con Gomez, almeno una volta in due occasioni, prima di sbloccare il risultato con la rivelazione ivoriana. Poi giocare dieci contro undici complica tutto e qui ricasca Carmona, non nuovo purtroppo ai cartellini rossi (uno anche l’anno scorso in sole otto partite). In una situazione così compromessa o quasi, ne fa le spese anche Paloschi, sempre alla ricerca del gol e di una prova convincente, ma a Genova sostituito perché Gasperini deve ridisegnare la squadra e inserire Konko.

Il bilancio di questo avvio di campionato è negativo, con l’Atalanta ultima a zero punti come Empoli e Crotone. La classifica vale per quel che conta nei primi 180 minuti, se pensiamo che la Sampdoria è prima e non è parsa certo superiore all’Atalanta. Sarà…utile, si fa per dire, questo zero in classifica, se si terrà conto degli errori commessi per non ripeterli e per cercare quell’equilibrio che è fondamentale in qualsiasi squadra, si chiami Juventus o Atalanta. E se possibile non ricadere nella sindrome delle espulsioni, che costerebbe cara.

Mancano tre giorni alla fine del mercato e qualcosa succederà, sia sul fronte arrivi che su quello delle partenze, speriamo non illustri (Gomez e Sportiello), comunque a Genova non erano convocati Pinilla, Stendardo e Djimsiti. Borriello ha segnato ancora e non pensiamoci più, applaudiamo però il capocannoniere del campionato Andrea Belotti di Gorlago, già a 4 gol. Li festeggerà in Nazionale con gli altri bergamaschi Astori, Gabbiadini e Montolivo.

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