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Matteo Rossi a Cgil e Cisl: “Niente polemiche, serve un patto progettuale”

Matteo Rossi, Presidente della Provincia di Bergamo, replica all’attacco di Cgil e Cisl. 

La firma separata di un contratto decentrato in Provincia ha portato Cgil e Cisl ad esprimere alcune forti critiche che trovate riportate oggi sulla stampa locale, con alcune mie osservazioni che voglio condividere.
Quelli di Cgil e Cisl mi sembrano toni eccessivi, questo è il momento dell’unità, e la mia porta è sempre aperta al sindacato, per discutere come sempre avvenuto in questi anni sia sulle questioni territoriali che sui problemi interni. Già lunedì inviterò i confederali ad un incontro. Dico di più: al sindacato propongo di sottoscrivere un patto progettuale sulla seconda metà del mandato amministrativo e di entrare direttamente nella gestione di alcune importanti aziende provinciali come l’Azienda bergamasca formazione dalla quale dipendono molte politiche attive per il lavoro. Se ci stanno, ripartiamo insieme sperimentando un nuovo modello di collaborazione in cui però tutti si devono assumere la responsabilità anche di scelte difficili.

Lungi da me quindi creare divisioni, anzi. Parla la mia storia, le battaglie comuni su Italcementi fino alla stabilizzazione dei lavoratori di ABF e agli accordi sull’apprendistato e su tante crisi aziendali. Sfido chiunque a trovare un atto o una parola della mia amministrazione che non sia stata dalla parte dei lavoratori.

Infine, proprio con i lavoratori di tutti i settori della Provincia da ottobre procederemo ad un confronto per raccogliere i problemi e per coinvolgerli nel progetto della seconda parte del mandato.
Stiamo vivendo anni difficili ma nonostante questo nessun lavoratore della Provincia ha perso il proprio posto. Non era scontato, e dopo i primi mesi mi sono assunto direttamente la responsabilità di bloccare i nulla osta che avrebbero aggravato i carichi di lavoro di molti dipendenti e reso difficili molti servizi ai cittadini. Con il contratto integrativo si è finalmente sbloccata la possibilità di progressione economica per molti dipendenti dopo tanti anni e si rende possibile l’ultima riorganizzazione a seguito del dimezzamento del numero dei dirigenti. Il problema di risorse aggiuntive non dipende da noi, essendo vincolate a un parere ministeriale sul quale pende un ricorso. Più che congelarle non potevamo fare.

Dev’essere chiaro che il contratto decentrato era ed è comunque valido anche senza una totale condivisione. Tutti speriamo di fare accordi unitari, ma non sempre accade, e l’ultima responsabilità tocca alla politica che risponde davanti ai cittadini dei servizi dell’ente. Non ho mai creduto, come suggerito da qualche rappresentante della Rsu, che la soluzione fosse quella di rifiutare la firma da parte della Uil e del Csa. Non credo stia alla politica entrare nel merito dei rapporti tra i diversi sindacati, la cui autonomia rimane per me un valore di riferimento.
Matteo Rossi

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